Rassegna stampa, 23 settembre 2003
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Articolo contro la messa cattolica a Kirov, blagovest-info, 22 settembre
Sul giornale "Vjatskij telegraf" è apparso un articolo contro la messa celebrata nell'ex chiesa cattolica di Kirov in occasione del centenario della sua consacrazione. Attualmente la chiesa è adibita a sala per concerti d'organo. Nell'articolo si dice che il gesto ha suscitato un sollevamento generale nell'opinione pubblica, che è stato un tentativo di "attirare l'attenzione dei media occidentali", e che solo la Chiesa ortodossa non ha reagito negativamente alla rinascita di una comunità cattolica a Kirov. Non si dice nulla, tuttavia, del fatto che i cattolici avevano ricevuto ufficialmente il permesso delle autorità cittadine per celebrare la funzione. Questo articolo continua una serie di pubblicazioni contrarie alla Chiesa cattolica, tra cui un'intervista all'ex direttore della sala da concerti Semizorov, che dichiarava che "l'invasione della religione cattolica lede gli interessi religiosi della nostra Patria", e che il cattolicesimo "è una fede straniera, veicolo di ostilità politiche".
L. Sheremet, R. Kirillov, Non c'è niente di santo, "Izvestija", 19 settembre 2003
Scuole e genitori boicottano l'insegnamento dei fondamenti di cultura ortodossa.Le focose discussioni se valga o no la pena di introdurre nelle scuole le lezioni di cultura ortodossa, si possono ritenere in parte risolte: nella maggioranza delle scuole russe queste lezioni non si fanno e non si faranno. I corrispondenti delle "Izvestija" hanno constatato che nelle principali città del paese genitori e insegnanti di fatto sono contro l'introduzione di questa materia.
Circa un anno fa il Ministero dell'istruzione russo aveva diramato nelle scuole la raccomandazione di introdurre un corso facoltativo di fondamenti di cultura ortodossa. Formalmente la materia poteva essere insegnata nelle scuola dal 1997, cioè dal momento in cui era entrata in vigore la legge "Sulla libertà religiosa" che aveva dato agli istituti scolastici la libertà di farlo. Ci si aspettava che a partire dal 1 settembre 2003 la materia diventasse diffusa nel paese, in realtà in molte città le scuole si sono rifiutate in massa di introdurre materie "pretesche", nella maggior parte dei casi in seguito alla volontà espressa dai genitori.
Una delle città più atee è San Pietroburgo. La direttrice della scuola 603, Natalija Kovaleva, ha rifiutato di introdurre la materia, sia perché "i problemi religiosi sono compito della famiglia e non della scuola", sia perché "da noi studiano ragazzi di diverse nazionalità". La materia è stata tolta dal ginnasio dell'Accademia del business e del diritto, perché il prete che la insegnava precedentemente non ha la necessaria licenza ministeriale, e non si è voluto assumerne un altro. La materia non esiste neppure nella scuola 479, specializzata nello studio della cultura slava, di cui pure i "fondamenti di cultura ortodossa" dovrebbero essere parte integrante. Anche qui, il rifiuto è partito dai genitori.
La materia non è insegnata in nessuna delle scuole di Ekaterinburg, sebbene due anni fa il provveditorato agli studi locale avesse firmato con la diocesi di Ekaterinburg un accordo che prevedeva anche l'insegnamento dell'ortodossia. "Abbiamo proposto la materia come facoltativa, ma nessun genitore ha fatto richiesta che il loro figlio studiasse l'ortodossia. Quindi, niente lezioni", ha detto Natalija Davydova, vice del provveditore.
Del resto, alla raccomandazione del ministro dell'istruzione Filippov, il ministro dell'istruzione dell'amministrazione provinciale di Sverdlovsk Valerij Nesterov aveva dichiarato categoricamente: "L'ortodossia militante non ha niente di meglio rispetto all'ateismo militante", sottolineando che non avrebbe fatto nulla per imporre la materia, dal momento che questo poteva rendere più difficili le relazioni del suo dicastero con le altre confessioni.
In provincia di Kaliningrad, alla richiesta del provveditorato alle scuole se sono d'accordo con l'introduzione della nuova materia, solo 55 su 281 si sono dichiarate favorevoli.
Anche in altre regioni i "fondamenti di cultura ortodossa" incontrano problemi di vario genere. Nel provveditorato di Vladimir si dichiara che il corso non è ancora stato introdotto perché i programmi inerenti non sono ancora stati completati.
A Volgograd invece ci si sta preparando con estrema serietà: nell'istituto regionale di aggiornamento i futuri insegnanti sono tenuti a frequentare un corso speciale, a cui attualmente sono iscritti 200 pedagoghi.
Elena Ostrovidova, del servizio stampa del Ministero dell'istruzione russo, dichiara che il ministero non sta assolutamente imponendo qualcosa, e che l'introduzione della nuova materia sarà un processo lungo. Del resto, il corso non si chiamerà "Fondamenti di cultura ortodossa" bensì "Fondamenti di religioni del mondo".