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Rassegna stampa, 24 novembre 2004

Autore:
P.Romano Scalfi
Fonte:
CulturaCattolica.it

Sui fatti in Ucraina
Evidentemente, agli avvenimenti successivi alle elezioni viene dedicato ampio spazio su tutti i quotidiani.
Un ampio servizio appare, in particolare, su «Nezavisimaja gazeta», 24 novembre, dove viene evidenziata la polarizzazione della Russia sulla situazione, rispetto all’UE: Kucma si incontrerà presto con Putin a Pietroburgo, e Putin è stato l’unico leader straniero a congratularsi per ora con Janukovic, ancor prima dell’esito definitivo delle elezioni (lo stesso Kucma non si è ancora felicitato con lui).
A Putin si è unito anche Lukashenko, che ormai dopo lo scandalistico referendum è stato messo al bando in Occidente e ha definitivamente unito le proprie sorti a quelle di Mosca (sia su «Nezavisima» che su altri giornali viene sottolineata la messa al bando di Lukashenko e del suo entourage da parte dell’Occidente, attraverso le sanzioni decise da Bush e dall’UE).
D’altra parte, si rileva lo schieramento compatto dell’Europa su posizioni critiche rispetto allo svolgimento delle elezioni in Ucraina, di cui nessuno mette in dubbio la falsificazione. Il ricorso a questi metodi pone in serio dubbio le intenzioni democratiche di Janukovic, contro cui non esisteva un’opposizione a priori.
Non mancano neppure critiche all’interno della Russia, rispetto al comportamento di Putin nei confronti delle elezioni: il noto politologo Belkovskij ha dichiarato che il Cremlino ha sbagliato a puntare su Janukovic, era meglio scegliere un altro candidato che avrebbe potuto vincere onestamente e senza difficoltà (ne esistono almeno 5 o 6). Adesso, a parer suo, l’unica soluzione sarebbe riconoscere Juscenko come vincitore delle elezioni, e formare un governo di coalizione in cui entrassero in particolare comunisti e sostenitori di Janukovic.
Intanto, la maggior parte delle città ha già giurato fedeltà a Juscenko.

Ancora sulle festività
«Izvestija», 24 novembre, riporta che il giorno prima la Duma in prima istanza ha approvato gli emendamenti all’articolo 112 del Codice del lavoro, che riguardano l’abolizione di 3 giorni di festa tra cui il 7 novembre, e l’introduzione del 4 novembre, cacciata dell’invasore polacco, come «festa dell’unità popolare». Inoltre, praticamente si instaurerà una settimana di feste, dall’1 al 7 gennaio. A favore 325, contrari 100, 6 astenuti.
«Kommersant« rileva l’opposizione incontrata tra la popolazione per l’abolizione della festa del 7 novembre (il 77% della popolazione sarebbe contraria, sostengono i leader del partito comunista, anche se questi dati vengono confutati dagli altri schieramenti). In ogni caso, nel centro di Mosca ieri si sono svolte manifestazioni pro e contro questo provvedimento: da un lato i giovani putiniani, dall’altro i comunisti.
In particolare, a sostegno dell’introduzione della festività del 4 novembre si sono mossi i membri dell’«Unione dei cittadini ortodossi», che hanno fatto un picchetto di fronte alla Duma («blagovest-info», 23 novembre).


Aleksandr Chudodeev, Guerra ai primati delle Chiese, «Itogi», 23 novembre, pp. 26-29
L’articolo prende spunto dal rifiuto del visto al Dalai Lama, per sottolineare che oggi i principali «uomini del culto» nel mondo, acclamati ovunque, risultano in Russia «persona non grata».
Dopo aver esaminato i motivi del diniego opposto al Dalai Lama, capo politico dell’opposizione separatista tibetana, si osserva che lo stesso Lukashenko e la leadership bielorussa hanno l’ingresso sbarrato in Occidente a causa delle sanzioni emesse dall’UE e dagli USA. Naturalmente, si tratta di contingenze politiche, per cui un futuro peggioramento dei rapporti con la Cina potrebbe far cambiare posizione al MID nei confronti del Dalai Lama, «così come potrebbe cambiare lo status del Papa».
Quest’ultimo, del resto, è in una posizione sostanzialmente diversa: potrebbe entrare in Russia anche oggi, ma non vuole. «La sua posizione politica non impedisce al Papa di venire in Russia, anzi, proprio in qualità di Capo di Stato ha ricevuto ripetuti inviti» da parte sia di Gorbacev che di El’cin, e questi inviti sono stati ribaditi da Putin, che ha addirittura chiesto a Berlusconi di collaborare alla soluzione della questione. Ma Giovanni Paolo II rifiuta categoricamente di venire in Russia come Capo di Stato. Vuole farlo come leader spirituale di centinaia di milioni di cattolici. Viene ricordata l’udienza di Putin del 2003, il desiderio del Papa di consegnare personalmente ad Aleksij II l’icona della Madre di Dio di Kazan’ (a cui ha dovuto rinunciare affidandola al cardinal Kasper). Resta il fatto che il Papa resta per i credenti della Russia una persona non desiderata.

I festeggiamenti del metropolita Kirill il 19 novembre
Una foto con ampia didascalia appare su «Kommersant», 22 novembre, p. 8. A Kirill sono pervenuti gli auguri e il dono del Patriarca (un’icona del Salvatore), tramite il metropolita Kliment. Al ricevimento in suo onore al ristorante «Danilovskaja» c’erano circa 200 invitati del mondo religioso e laico, tra cui il vice-portavoce della Duma, la signora Sliska, che gli ha fatto gli auguri a nome della Duma paragonandolo a Gromyko. Tra gli invitati religiosi c’erano il presidente dei cristiani evangelici Rjachovskij (che compare nella foto), e l’ambasciatore del Vaticano arcivescovo Antonio Mennini.
Il sito ufficiale del patriarcato di Mosca dà notizia della 4° sessione del gruppo di lavoro per la collaborazione tra la Chiesa ortodossa russa e il Ministero degli esteri, svoltasi appunto il 19 novembre sotto la presidenza di Kirill e del primo viceministro degli esteri Loscinin. L’assemblea ha tracciato un consuntivo dell’attività svolta in questi ultimi mesi (l’ultima riunione aveva avuto luogo il 14 aprile), ha ascoltato una relazione sul viaggio della delegazione ortodossa russa a Cuba e ha esaminato alcuni problemi legati a relazioni interortodosse, interconfessionali e interreligiose. Si è parlato anche della necessità di salvaguardare i diritti religiosi dei connazionali. Al termine, Kirill ha ricevuto un’onorificenza al merito.
Il 17 novembre si è svolta nella chiesa di Cristo Salvatore la presentazione del libro del metropolita Kirill, «La parola del Pastore», che raccoglie gli interventi settimanali del prelato alla televisione, su temi biblici ed edificanti. Il sito ufficiale del patriarcato di Mosca dà notizia dettagliata (6 pp.) sia dell’evento che del libro, riportando le parole della presentazione del libro fatta dallo stesso Kirill.

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