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Rassegna stampa, 6 settembre 2004

Autore:
Scalfi, Romano

Intervista del cardinal Kasper a «Svet Evangelija»: «Chiedo un sacrificio ai cattolici della Russia», 1 settembre
Asserisce che la sua visita di febbraio «ha aperto una breccia: c'erano parecchie incertezze da ambo le parti circa la sincerità dei rispettivi intendimenti, ed esse erano difficili da superare. Da febbraio abbiamo fatto un grosso passo in avanti. Adesso l'atmosfera è molto più calorosa e cordiale... Ad esempio, l'incontro con il patriarca Aleksij è stato ben diverso dalla fredda accoglienza che mi aveva riservato in febbraio. Adesso lui stesso mi ha proposto di organizzare più incontri fra nostre delegazioni, dicendo: "Quando ci sono problemi, dobbiamo risolverli immediatamente, altrimenti cresceranno..."».
Cita poi la commissione mista, dicendo che «il Patriarca ha proposto di discutere alla riunione del prossimo settembre l'eventualità di incontri e più alto livello... cioè a livello di cardinali, metropoliti, vescovi, con la presenza dei vescovi locali e dell'arcivescovo di Mosca».
Sottolinea poi la differenza tra la visita di febbraio, che si è svolta a livello puramente verticistico, diplomatico, e quella di agosto, che ha avuto dei contenuti popolari, capaci di toccare il cuore della gente, perché la protagonista qui è stata la Vergine stessa, attraverso la sua icona. Dice che capisce dubbi e lamentele dei cattolici di Mosca, che non hanno potuto venerare l'icona, ma non si è potuto fare diversamente, «il programma è stato deciso dal Papa, dal Patriarca e dal Nunzio di Mosca... Dobbiamo rispettare i sentimenti della controparte. Ai cattolici russi si richiede un sacrificio, è un fatto. Chiedo ai cattolici russi un sacrificio, devono capire che non c'è perdono o riconciliazione senza sacrificio. È la vita della Chiesa».
Dopo aver illustrato i progetti di scambi culturali con l'Accademia teologica di Sergiev Posad e aver ribadito il miglioramento del clima ecumenico, risponde alla domanda sul documento del «Pro Russia», dicendo che «per ora non esistono progetti» per modificarlo o modernizzarlo, come chiede l'interlocutore: «Tentativi in questo senso susciterebbero dei sospetti, e quindi dobbiamo andare cauti. Proveremo a trovare altre soluzioni».
Quanto ai «passi concreti che il Patriarcato si aspetta dal Vaticano», come ha ribadito più volte padre Chaplin, Kasper dice che «la commissione che abbiamo istituito deve esaminare le loro lamentele circa il cosiddetto "proselitismo". Sono gli unici passi concreti che possiamo fare. Un altro problema è il cosiddetto "uniatismo", una questione molto ardua, perché dobbiamo rispettare anche le legittime decisioni della Chiesa Greco-cattolica ucraina. Ma il Santo Padre ha fatto una dichiarazione molto chiara su questo problema, cosa che per Lui non è stata facile».
Richiama infine a svolgere attività assistenziale e caritativa in collaborazione con la Chiesa ortodossa e nel rispetto della confessione cui appartengono gli assistiti.

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