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Russia: La dottrina escatologica della Chiesa ortodossa

Fonte:
CulturaCattolica.it
Il 14 novembre 2005 si è aperta a Mosca la "Conferenza teologica della Chiesa Ortodossa Russa" che ha scelto come tema 'L'escatologia nel pensiero ortodosso'. Presentiamo il discorso di apertura di Sua Santità il Patriarca Alessio II, tradotto da 'Religare. Ru'

E’ un piacere notare che iniziative molto buone della Chiesa diventano buone tradizioni, parte inseparabile della vita ecclesiale. La conferenza teologica della Chiesa ortodossa russa che si svolge ogni due anni, è diventata un avvenimento tradizionale. Questo è già il quarto forum da quando nel 2000 è stata ripresa la tradizione di svolgere le conferenze teologiche per tutta la Chiesa. Siamo lieti che le conferenze teologiche della Chiesa ortodossa russa assumano un carattere internazionale e così possano servire a tutta la Pienezza della Chiesa. In esse partecipano teologi ortodossi e uomini di scienza delle Chiese locali, come pure rappresentanti di altre confessioni.
L’attuale periodo dello sviluppo del mondo è caratterizzato da processi di globalizzazione, cioè a dimensione mondiale. Sono problemi con cui si scontra la nostra Chiesa e tutto il cristianesimo, condizionato non poco proprio da questi problemi. Per risolverli occorre una risposta della Chiesa che sia globale, o, per dir meglio, ecumenica. Per questo motivo è necessario riunire le migliori forze teologiche e scientifiche delle Chiese locali ed offrire un giudizio comunionale.
Come superiore della Chiesa ortodossa russa intendo dire con tutta determinazione: noi oggi abbiamo bisogno di una scienza teologica forte. Conservando la santa forza della tradizione, seguendo la santa tradizione dei Padri, oggi la teologia deve essere la voce autorevole della Chiesa, strumento importante per risolvere i compiti che le si pongono.
La teologia, nella sua essenza, è indissolubilmente legata alla preghiera e alla esperienza spirituale della Chiesa. Ma non si può dimenticare che la teologia è pure opera della ragione. Molti Padri della Chiesa furono eminenti pensatori del loro tempo. La vittoria del cristianesimo sul paganesimo fu una vittoria spirituale. Ma nello stesso tempo fu pure una vittoria culturale ed intellettuale. La tradizione della cultura teologica ebbe un influsso decisivo nel formare la filosofia europea, la scienza e la cultura nelle sue migliori espressioni. La filosofia e la scienza ecclesiale sono anche oggi indissolubilmente legate con la tradizione filosofica e le ricerche scientifiche. E’ per questo motivo che lo sviluppo della teologia e della scienza ecclesiale sono oggetto della nostra particolare attenzione. Notiamo con piacere il consolidamento delle forze teologiche della Chiesa, delle sue istituzioni scientifiche ed il perfezionamento dell’insegnamento teologico.
L’attuale conferenza è segno e testimonianza di questo processo. Nello stesso tempo, essa stessa offre un generoso contributo allo sviluppo della scienza ecclesiale e della teologia. Il tema dell’attuale conferenza è molto significativo e attuale. Attuale non perché i problemi riguardati l’escatologia siano apparsi recentemente. Fin dall’inizio della esistenza storica della Chiesa i cristiani dovettero opporsi a due tendenze per evitare che nascessero sbandamenti. Da una parte è sempre esistito il pericolo della secolarizzazione della Chiesa, pericolo di dimenticare che ‘tutto il mondo giace nel male’ (1Gv 5,19) ed identificare il cristianesimo con le istituzioni del mondo. D’altra parte l’inclinazione a rinnegare completamente il mondo, a rifiutare di vedere il bene donato da Dio al mondo (Gen 1,31) nonostante la sua cattiveria, l’incapacità di vedere la divina, redentrice Provvidenza che dirige la storia.. A quest’ultimo tentativo sono legati i falsi timori apocalittici che spesso rivivono nella storia.
I cristiani, anche oggi subiscono queste tentazioni. Alcune persone, fiduciose nei successi del progresso sociale, vogliono rinnovare la Chiesa e accordare la sua dottrina con lo spirito del secolo. Altri, scorgendo quanto il mondo sia peccaminoso, cascano nell’isterismo escatologico e incitano la Chiesa a rompere ogni rapporto con il mondo circostante. Sostanzialmente gli uni e gli altri atteggiamenti considerano la chiesa come una delle istituzioni sociali che deve operare in accordo con la logica del mondo.
La visione escatologica della Chiesa è determinata dal fatto che, vivendo nel mondo e compiendo la sua missione di santificazione e di testimonianza, essa, ed ogni singolo cristiano, spiritualmente deve essere ‘non di questo mondo’. Il non essere di questo mondo, in questo caso, significa che il singolo cristiano riconosce di far parte del Regno di Dio, di quella realtà spirituale che è già presente nel mondo, ma che nella sua pienezza si manifesterà nel secolo venturo. Segno e sacramento di questa realtà è la Chiesa che vive in ‘questo secolo’
Come istituto sociale la Chiesa esiste per servire al passaggio dal tempo all’eterno. La Chiesa in questo mondo non ha interessi ‘terreni’. Essa abbraccia tutto il mondo, tutta la creazione, infatti il suo capo è Gesù Cristo, Signore e Provvidenza per tutta la creazione. Il modo è oggetto della missione e della preoccupazione della Chiesa. La sua missione consiste nel manifestare, cioè rendere presente in questo mondo, il Regno che non è di questo mondo (Gv. 18,36). Alla luce della visione escatologica, che la Chiesa aveva fin dal principio, devono essere affrontati tutti i problemi dei reciproci rapporti della Chiesa con il mondo e la realizzazione della sua missione nella storia.

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