Russia: Rassegna stampa, 10 giugno 2005
- Curatore:
- Fonte:
Reazioni alle dichiarazioni di Mons. Kondrusiewicz sull'insegnamento religioso
La reazione del Patriarcato è stata immediata: il vicepresidente dell'OVCS vescovo Mark Egorovskij ha chiesto ufficialmente spiegazioni sulla posizione della Santa Sede al proposito, e un ampio comunicato della sua lettera al Nunzio è apparsa l'8 giugno sul sito ufficiale del patriarcato. Sul sito si rileva in particolare la posizione «non costruttiva» della parte cattolica, che «non solo mina il dialogo tra le due Chiese, ma arreca un grave danno all'annuncio dei valori cristiani in Russia».
Il comunicato del Patriarcato è stato ampiamente ripreso su internet e sulla stampa:
- «news.ru.com», e «Interfax», in data 8 giugno lo pubblicano in forma pressoché integrale.
- «Vremja novostej», 9 giugno, in un articolo di Kirill Vasilenko, commenta: «Le relazioni di buon vicinato che stanno creandosi tra le Chiese cattolica e ortodossa in Russia hanno presentato inaspettatamente una crepa. La colpa è del recente incauto intervento del leader dei cattolici russi di rito latino arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz». L'arcivescovo infatti «non ha riconosciuto tutta l'importanza del problema dell'insegnamento dei fondamenti della religione nella scuola, e ha esortato i colleghi a distinguere fra nozioni e fede. «In parole povere, l'arcivescovo ha proposto alle autorità di limitarsi all'aspetto storico-culturale dell'insegnamento, lasciando fuori dal programma scolastico l'educazione religiosa».
Com'è noto, prosegue l'autore, per la Chiesa ortodossa russa questo problema è dolente e fondamentale: e il vescovo Mark l'ha fatto presente in una lettera ufficiale al Nunzio arcivescovo Antonio Mennini, sottolineando che questo rende più complesso il dialogo.
Da notare che alcuni mesi fa (in marzo) la Chiesa ortodossa russa aveva già litigato a questo proposito con il Consiglio dei mufti della Russia, in seguito alla dichiarazione di Ravil Gajnutdin a favore di una netta distinzione degli istituti di istruzione in laici e religiosi, e dell'insegnamento di un corso di storia della cultura mondiale da parte di insegnanti laici. Allora la situazione era stata un po' aggiustata dal comunicato di un altro mufti, Talgat Tadzhuddin, secondo cui le dichiarazioni di Gajnutdin erano non solo inconsistenti ma anche pericolose, perché rappresentavano una minaccia per la comunità islamica in Russia.
- «Izvestija», 9 giugno, riporta a p. 2 un articolo di O. Timofeeva intitolato «La Chiesa ortodossa russa critica antisemiti e cattolici». Sebbene affiancati nel titolo si tratta in realtà di due diversi avvenimenti: Aleksij II ha inviato una missiva in occasione di un convegno sull'antisemitismo che si svolge a Cordova l'8-9 giugno, in cui sottolinea che la sua Chiesa «condivide completamente la seria preoccupazione di governi e opinione pubblica a motivo di fenomeni di ksenofobia, antisemitismo ed ogni forma di discordie e intolleranze nazionali». Tra le forme di «intolleranza nazionale» il Patriarca ha ricordato «l'islamofobia, la persecuzione delle minoranze nazionali nel Kosovo, la discriminazione dei russi in alcuni Paesi Baltici, che sono dei peccati e vanno contro la dottrina cristiana», ma soprattutto l'antisemitismo, che «ha avuto conseguenze particolarmente funeste nel XX secolo». Il rabbino capo della Russia Berl Lazar ha inviato immediatamente al Patriarca una calorosa lettera di ringraziamento. D'altro canto, il vescovo Mark ha inviato una lettera di richiesta ufficiale di spiegazioni al Nunzio Apostolico arcivescovo Antonio Mennini, in seguito alle dichiarazioni rilasciate circa una settimana fa dal capo dei cattolici russi Kondrusiewicz, che vengono riportate per sommi capi citando le stesse frasi del comunicato del patriarcato.
L'autrice sottolinea che anche alla tavola rotonda sull'interazione fra Stato e organizzazioni religiose svoltasi il giorno prima sono riemersi i problemi dell'insegnamento della religione nelle scuole. Il funzionario dell'Amministrazione del Presidente Marina Belogubova ha fatto rilevare che vi sono genitori credenti che scrivono lamentando che a scuola gli insegnanti propugnano le teorie evoluzionistiche di Darwin. Padre Igor' Kovalevskij – prosegue la pubblicista – ha ricusato di commentare la lettera del vescovo Mark, ma ha rilevato che lo Stato deve contribuire allo sviluppo della formazione religiosa nelle scuole confessionali, e non in quelle pubbliche (come invece insiste la Chiesa ortodossa russa).
«Interfax», 9 giugno, riporta in parallelo delle dichiarazioni di mons. Kondrusiewicz, che guarda con ottimismo lo sviluppo del dialogo tra le due Chiese alla luce dei recenti contatti fra Russia e Vaticano a livello sia ecclesiastico che statale.
«Quanti partecipano a contatti bilaterali aiutano a sciogliere il gelo nelle relazioni cattolico-ortodosse e rinsaldano la reciproca fiducia. Per eliminare i cumuli di problemi esistenti, bisogna almeno incontrarsi e dialogare, e questo processo ultimamente diventa sempre più evidente». Con queste parole, il prelato ha commentato il recente appello del patriarca a collaborare con i cattolici per il bene del mondo e la pace, e la visita del Ministro Lavrov in Vaticano.
Radio «Echo Moskvy», 8 giugno, ha comunicato che il Ministro degli Esteri vaticano arcivescovo Giovanni Lajolo verrà in autunno in Russia, come ha riferito martedì il ministro degli esteri Sergej Lavrov, incontratosi lo stesso giorno con i vertici del Vaticano. Lavrov ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni sui tempi di una visita del Papa in Russia. In ogni caso, questo scambio di visite – commenta la radio – segue all'appello di Benedetto XVI a instaurare relazioni con la Chiesa ortodossa russa.
A proposito della visita in Vaticano di Lavrov, «Interfax», 9 giugno, riporta espressioni di riconoscenza della Chiesa ortodossa russa alle autorità diplomatiche russe per il loro sostegno al dialogo fra le Chiese e la comprensione dei problemi che ostacolano tale processo. Dichiara infatti padre Chaplin: «Siamo grati alla diplomazia russa per essere attenta al dolore e alla preoccupazione dei nostri fedeli per le azioni poco amichevoli dei cattolici, per il sostegno morale al dialogo tra le Chiese, volto alla soluzione dei problemi esistenti». Chaplin esprime inoltre la speranza che «a breve termine possiamo risolvere questi problemi attraverso contatti diretti fra la nostra Chiesa e il Vaticano»
Sempre «Interfax», in data 9 giugno, riporta una dichiarazione di Sergej Kravec, direttore del centro «Enciclopedia ortodossa», al settimanale «Trud-7», secondo cui l'incontro fra Papa e Patriarca non è mai avvenuto perché il Patriarca non voleva assumere una posizione di assenso laddove erano lesi i diritti della popolazione di lingua russa. «Il Patriarca rifiuta la logica secondo cui, quanto più cederemo tanto più ci vorranno bene», ha detto Kravec, aggiungendo che la «Chiesa russa non respinge la Chiesa cattolica. Ma vi sono cose che vanno chiarite fino in fondo. Non si possono lasciare pietre d'inciampo sul cammino». In particolare, Kravec sottolinea le restrizioni cui sono stati sottoposti gli ortodossi nell'Ucraina occidentale.
Il sito ufficiale del Patriarcato, 9 giugno, riferisce in merito alle celebrazioni del 15° dell'intronizzazione del Patriarca svoltesi il giorno stesso nella chiesa di Cristo Salvatore.
Vi hanno preso parte circa 6.000 persone, tra cui oltre 100 vescovi della Chiesa russa, rappresentanti di altre Chiese ortodosse e inoltre il rappresentante del Vaticano nella Federazione Russa arcivescovo Antonio Mennini.
Notizie delle celebrazioni dell'anniversario appaiono a firma di Korobov, su «Kommersant», 10 giugno, p. 7: oltre alla solenne liturgia di ieri, in data odierna vi sarà un concerto di musica sacra e un ricevimento per circa 500 rappresentanti del mondo politico e religioso; Putin fa gli auguri al Cremlino al Patriarca, sempre in data odierna.
Patriarca ortodosso di Mosca: in Europa viene impedito ai cristiani di parlare liberamente
MOSCA, mercoledì, 8 giugno 2005 (ZENIT.org).- Il Patriarca ortodosso di Mosca e di Tutte le Russie, Alessio II, incontrando martedì a Mosca il Presidente della Camera italiana, Pier Ferdinando Casini, ha lanciato un appello affinché cattolici e ortodossi affrontino insieme "le negative tendenze anti-cristiane" presenti in Europa.
Nell'esortazione, raccolta dalla "Radio Vaticana" il Patriarca ortodosso ha presentato una delle cruciali "sfide" che cattolici e ortodossi devono affrontare insieme: riportare i valori cristiani in Europa.
Alessio II ha denunciato una "forma di tolleranza assurda" e cioè il fatto che nell'Europa laica "ai cristiani è quasi impedito di fare pubblica professione dei propri valori".
"E' strano che in una società che si vuole libera si impedisca ai cristiani di esprimere liberamente la fede", ha lamentato il Patriarca, che ha riferito al Presidente della Camera di aver seguito da vicino "il caso di Buttiglione perseguitato perché la pensava diversamente".
Alessio II ha detto di confidare molto in Benedetto XVI per operare insieme "contro la violenza, l'egoismo e il relativismo morale". Il Presidente della Camera Casini, sintetizzando il suo colloquio con il Patriarca, ha detto che "c'è un grande timore che nella nuova Europa i cristiani siano considerati cittadini di serie B".
Alessio II è stato chiaro nel rilevare anche "l'occasione mancata della Costituzione europea dove non c'è un riferimento specifico all'identità cristiana", informa la emittente pontificia.
Radio Vaticana
07/06/2005 17.49.06
Denuncia del Patriarca russo Alessio II: in Europa ai cristiani è impedito di parlare liberamente (7 giugno 2005 – RV) Il Patriarca ortodosso russo Alessio II incontrando a Mosca il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha lanciato oggi un appello perché cattolici e ortodossi possano lavorare insieme per riportare i valori cristiani in Europa. Contemporaneamente in Vaticano si incontravano il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano e il ministro degli Esteri russo Lavrov che hanno sottolineato la possibilità di un ulteriore sviluppo dei cordiali rapporti esistenti tra Santa Sede e Russia. Il servizio di Sergio Centofanti.
Il Patriarca russo ortodosso Alessio II ha lanciato oggi un appello alla Chiesa cattolica per un comune impegno ad affrontare ''le tendenze anti-cristiane'' serpeggianti in Europa. Per la massima autorita' della chiesa ortodossa russa – riferisce l'agenzia ANSA - una delle cruciali ''sfide'' che cattolici e ortodossi devono affrontare insieme è quella di riportare i valori cristiani in Europa. Alessio II ha denunciato una ''forma di tolleranza assurda'' e cioè il fatto che nell'Europa laica ''ai cristiani e' quasi impedito di fare pubblica professione dei propri valori''. ''E' strano che in una società che si vuole libera si impedisca ai cristiani di esprimere liberamente la fede'', ha lamentato il Patriarca che ha riferito al presidente della Camera di aver seguito da vicino ''il caso di Buttiglione perseguitato perché la pensava diversamente''. Alessio II ha detto di confidare molto in Benedetto XVI per operare insieme "contro la violenza, l'egoismo e il relativismo morale''. Il presidente della Camera Casini ha detto- sintetizzando il suo colloquio con il Patriarca - che "c'e' una grande timore che nella nuova Europa i cristiani siano considerati cittadini di serie B e … Alessio II e' stato chiaro nel rilevare anche l'occasione mancata della Costituzione europea dove non c'e' un riferimento specifico all'identità cristiana''. Quasi contemporaneamente in Vaticano il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano incontrava il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. "L'incontro – ha dichiarato il portavoce vaticano Navarro Valls - ha permesso di rilevare i cordiali rapporti esistenti tra Russia e Santa Sede e la possibilità di svilupparli ulteriormente." A tale fine, il ministro Lavrov ha invitato a Mosca per il prossimo autunno il segretario per i rapporti con gli Stati l'arcivescovo Giovanni Lajolo.
Le cifre delle organizzazioni religiose nel circondario di Mosca, «blagovest-info», 3 giugno
Secondo dati del Ministero della giustizia, sono registrate 1321 organizzazioni religiose, la maggior parte delle quali è costituita da parrocchie e monasteri della Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca: 993 parrocchie e 27 monasteri. Al secondo posto vengono i protestanti (battisti, avventisti, presbiteriani, metodisti); seguono poi 21 associazioni musulmane e 12 ebree. Nella regione sono apparsi anche due nuovi movimenti religiosi, i Testimoni di Geova e il cosiddetto «Centro Mariano».