Russia: Rassegna stampa, 15 giugno 2006
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Il cardinal Swjatek è andato in pensione, «blagovest-info.ru», 14 giugno
Il più anziano cardinale del mondo ancora in carica è andato in pensione all'età di 91 anni, «per raggiunti limiti di età». Kazimir Swjatek era stato nominato alla sede arcivescovile di Minsk nel 1991 da Giovanni Paolo II, che nel '93 l'aveva nominato cardinale per rendere omaggio nella sua persona ai «Martiri della Chiesa». Swjatek era stato infatti per molti anni detenuto nei lager sovietici.
Le sue funzioni saranno assunte per ora dal vescovo ausiliario diocesano Antoni Dzemjako, come amministratore apostolico.
Intervista sulle prospettive del patriarcato greco-cattolico in Ucraina, «blagovest-info.ru», 14 giugno
In un'intervista a «Interfax-religija», il visitatore apostolico per gli uniti ucraini in Italia, Spagna e Irlanda vescovo Gleb Lončina, ha dichiarato di non ritenere possibile la creazione di un patriarcato autocefalo, indipendente dal Vaticano. Non esclude però la possibilità di creare un patriarcato greco-cattolico ucraino nella giurisdizione del Vaticano. «Dall'inizio del pontificato di Benedetto XVI continuano gli sforzi pre ottenere il riconoscimento del nostro patriarcato di Kiev e della Galizia. Lo stesso Papa ha proposto al cardinal Husar di proseguire in questa direzione, e così si sta facendo», ha aggiunto, ricordando che in questo mese a Roma si terrà una seduta del Sinodo, in cui verrà esaminato anche questo problema.
Costantinopoli preoccupata della rinuncia del Papa al titolo di «Patriarca d'Occidente», «blagovest-info.ru», 14 giugno
Nel corso del sinodo dell'8 giugno, il patriarcato di Costantinopoli ha esaminato l'argomento, dichiarando strano questo passo, mentre si sono conservati i titoli di «vicario di Cristo» e di «sommo pontefice della Chiesa universale», che sottolineano la giurisdizione universale del vescovo di Roma, su cui gli ortodossi non sono mai stati d'accordo.
Intervista del metropolita Kirill sulle relazioni cattolico-ortodosse, «Russkaja mysl'», 5-11 maggio
Il problema delle relazioni presenta facce differenti: da un lato c'è una comune difesa della tradizione e una coincidenza di posizioni praticamente su tutte le questioni poste alla Chiesa dal mondo contemporaneo. Per questo è tanto più urgente risolvere i problemi esistenti nelle relazioni fra la Chiesa ortodossa russa, maggioritaria nel mondom e la Chiesa cattolica.
Sui cambiamenti intercorsi nelle relazioni con il pontificato di Benedetto XVI, Kirill ha risposto che a Mosca i suoi messaggi sono stati recepiti con grande attenzione e speranza, tanto più che la personalità di Ratzinger è stimata per la sua statura di teologo e le sue posizioni. È urgente però passare dalle parole ai fatti, e a passi concreti per risolvere le situazioni conflittuali. Una delusione, in questo senso, è stata il trasferimento della sede dei greco-cattolici ucraini a Kiev. Passa poi a fare un excursus sulla storia degli uniti a partire dall'Unione di Brest fino ai giorni nostri nel consueto «sovietic style» usato in questi casi dalla gerarchia Chiesa ortodossa russa.
Kirill esamina poi il problema dell'attività missionaria di sacerdoti e religiosi cattolici nei territori dell'ex Unione Sovietica, volta nella maggior parte dei casi verso persone appartenenti alla tradizione per battesimo e radici culturali. La missione in questo caso si trasforma in proselitismo.
Insieme ai problemi, vi sono anche vie concrete per la loro soluzione – osserva Kirill – in particolare bisogna essere aperti al confronto nella propria attività, seguendo tra l'altro le direttive del documento pontificio «Pro Russia», i cui principi segue del resto anche la Chiesa ortodossa russa nelle sue missioni all'estero. Viene citato come importante strumento la Commissione mista creata nel 2004, e che dopo il «time-out» preso dai cattolici nel 2005 ha recentemente ripreso i lavori.
Infine, torna sui problemi dei diritti umani, della falsa concezione di libertà, citando come esempio di coscienza cristiana Rocco Buttiglione e le sue disavventure al parlamento europeo.