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Russia: Rassegna stampa, 18 novembre 2005

Fonte:
CulturaCattolica.it



La Russia potrebbe inasprire le norme per l'ingresso di missionari stranieri

Rivelano fonti della stampa non ancora smentite MOSCA, giovedì, 17 novembre 2005 (ZENIT.org).- La pubblicazione di un articolo in cui si rivela che il Ministero della Giustizia vuole aumentare in modo considerevole il controllo sulle organizzazioni religiose straniere in territorio russo ha provocato una certa agitazione nel settore religioso e tra i mezzi di comunicazione del Paese. Secondo l'articolo apparso nell'edizione di lunedì scorso del quotidiano "Vedomosti" e intitolato "Centralismo spirituale", il Ministero della Giustizia prepara un'iniziativa che mira ad inasprire le regole per la concessione del visto a missionari stranieri, a semplificare l'iter per la soppressione dei centri religiosi e ad aumentare le formalità necessarie alla registrazione delle organizzazioni religiose. Il documento – scrive il quotidiano – è stato preparato durante la riunione di ottobre del Consiglio di Sicurezza del suddetto Ministero, dopo aver constatato "l'espansione religiosa straniera in Russia". Si afferma che negli ultimi dieci anni il numero di confessioni religiose presenti nel Paese è passato da 20 a 69. Per questo motivo, prosegue il rapporto, le restrizioni alla concessione di visti appaiono come l'opzione migliore per controllare la crescita delle organizzazioni religiose, visto che dal 2003, tra le funzioni del Ministero della Giustizia, c'è anche il diritto di decidere se uno straniero è o no benvenuto in territorio russo. L'articolo rivela che l'iniziativa ministeriale – che dovrebbe essere analizzata dalla Duma (il Parlamento russo) – intende sopprimere le organizzazioni religiose di cui venga provato il "delitto di carattere estremista" o che vengano sorprese a svolgere attività missionarie illegali. Il quotidiano "Vedomosti" rivela poi che l'iniziativa del Ministero della Giustizia vuole proporre che ogni religione abbia una sola organizzazione centrale in territorio russo e con carattere giuridico. In questo modo, afferma l'articolo, se esistono circa 40 organizzazioni musulmane ufficialmente registrate in Russia, queste dovrebbero ridursi ad una sola che le unisca e le rappresenti. Fino a questo momento, la Duma non ha preso alcuna iniziativa per inasprire il controllo sulle organizzazioni religiose straniere, come ha dichiarato ad "Interfax" il Presidente del Comitato della Camera Bassa per gli Affari delle Organizzazioni Sociali e Religiose, Sergei Popov. Dopo che la notizia è stata resa nota, alcuni rappresentanti religiosi hanno affermato di non essere a conoscenza del documento. Se questa iniziativa venisse messa in pratica, come interesserebbe la libertà religiosa in Russia? In alcune dichiarazioni a ZENIT, padre Igor Kovalevsky, Segretario generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici in Russia, ha risposto che "se il progetto fosse portato a termine si farebbe posto all'aumento della burocrazia". "Inoltre – ha affermato – dovrebbe essere analizzato dettagliatamente, perché contiene senz'altro aspetti molto controversi, sbagliati o non ben formulati". Da parte sua, padre Igor Byzhanov, Segretario per i Rapporti Intercristiani del Dipartimento per i Rapporti Religiosi del Patriarcato di Mosca, ha affermato a ZENIT che "è compito dello Stato regolare, in un modo o nell'altro, gli affari del Paese in materia religiosa". "Soprattutto – ha aggiunto –, bisogna fare attenzione all'ingresso di missionari di sette che possono arrivare ad essere, in casi estremi, come quella di Aum Shinrikyo (Verità Suprema)", autrice dell'attentato con gas sarin perpetrato nella metropolitana di Tokyo nel 1995, che provocò la morte di 12 persone e l'intossicazione di altre 5.500. Anche se le voci relative ad iniziative di riforma circa il controllo dell'attività religiosa in Russia non sono certamente nuove, il presunto progetto del Ministero della Giustizia è rilevante perché emerge ad appena una settimana di distanza dalla pubblicazione da parte del Dipartimento di Stato nordamericano del rapporto sulla situazione della libertà religiosa nel mondo. Nel rapporto statunitense, la Russia è stata catalogata tra i Paesi che realizzano una politica di pregiudizi nei confronti dei rappresentanti della religione non maggioritaria nel Paese. La presunta iniziativa viene resa nota in seguito al timore del Governo e della società russa circa la possibilità che si verifichino le stesse rivolte avvenute nelle ultime settimane in Francia per motivi razziali e religiosi. ZI05111701

Benedetto XVI registra una "nuova tappa" nella riconciliazione con gli ortodossi greci Alla presentazione del fac-simile del "Menologio di Basilio II" CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 17 novembre 2005 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha constatato in un messaggio che è stata raggiunta una "nuova tappa" nel cammino di riconciliazione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Grecia. Sempre nel messaggio, il Pontefice invita in Vaticano l'Arcivescovo ortodosso di Atene, Sua Beatitudine Christodoulos, e chiede a cattolici e ortodossi di lavorare insieme nelle nuove sfide poste dall'annuncio di Cristo al mondo contemporeaneo, "che ne ha tanto bisogno". Questo in sintesi il contenuto della lettera che il Papa ha inviato al Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, in occasione della pubblicazione del fac-simile del manoscritto del "Menologio di Basilio II", realizzata grazie alla collaborazione tra la Biblioteca Vaticana e la Chiesa ortodossa di Grecia. Il "Menologio di Basilio II", volume liturgico e agiografico della Chiesa di rito greco composto intorno all'anno 985, è un autentico capolavoro dell'arte bizantina, arricchito da preziose miniature e conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Il messaggio pontificio è stato letto questo mercoledì pomeriggio durante l'atto di presentazione del "Menologio" nel Museo Bizantino di Atene. Il Santo Padre confessa la propria "soddisfazione" per questo successo che, come spiega, è "frutto dei nuovi rapporti che sono stati intessuti dopo l'indimenticabile visita del mio venerato predecessore, Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, ad Atene, in occasione del suo pellegrinaggio giubilare sulle orme dell'apostolo San Paolo", nel maggio 2001. In quella occasione, il defunto Papa ha chiesto perdono per le offese arrecate dai cattolici agli ortodossi nel corso della storia. "Mi rallegra profondamente constatare che si sviluppa sempre di più una collaborazione attiva tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Grecia", ha affermato Benedetto XVI. Il Papa ha chiesto al Cardinale francese, ex Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, "di trasmettere a Sua Beatitudine Christodoulos la gioia che mi arrecherrebbe accoglierlo a Roma per manifestare insieme che è stata raggiunta una nuova tappa nel cammino della riconciliazione e della cooperazione". Papa Karol Wojtyla aveva già invitato Sua Beatitudine Christodoulos a visitare Roma nel 2004, ma il viaggio non si era potuto realizzare a causa dell'opposizione di buona parte del Sinodo ortodosso greco. Bendetto XVI ha poi chiesto al Cardinale Touran di testimoniare il suo "vivo desiderio di sviluppare con intensità sempre maggiore rapporti di fiducia e fratellanza tra di noi per lavorare insieme nelle numerose sfide dell'evangelizzazione". In particolare, il Vescovo di Roma ritiene che "possiamo aiutare con più forza le Nazioni europee a riaffermare le loro radici cristiane per trovare di nuovo la linfa che alimenterà e feconderà l'avvenire per il bene delle persone e di tutta la società". "Sarà un modo di annunciare insieme la Buona Novella di Cristo al mondo contemporaneo, che ne ha tanto bisogno", ha concluso. Nel testo, il Papa chiede anche al porporato di trasmettere il suo saluto al Presidente della Repubblica greca, Karolos Papoulias – in Grecia, dove il 98% dei dieci milioni e mezzo di abitanti è ortodosso, non esiste la separazione tra Chiesa e Stato –, e ai Vescovi.

Messaggio del Papa per constatare i progressi nei rapporti con la Chiesa ortodossa greca In occasione della pubblicazione del "Menologio di Basilio II" CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 17 novembre 2005 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il messaggio inviato da Benedetto XVI al Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, in occasione della pubblicazione del "Menologio di Basilio II", realizzata grazie alla collaborazione della Biblioteca Vaticana con la Chiesa ortodossa di Grecia.

Signor Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa
Ho ricevuto con interesse la notizia della collaborazione che si è creata tra la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Chiesa ortodossa di Grecia in occasione della pubblicazione del «Menologio di Basilio II», il cui manoscritto è conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, e le esprimo la mia riconoscenza per lo sviluppo delle varie tappe di questo progetto. Poiché parteciperà all'incontro di Atene in occasione della prima presentazione ufficiale del fac-simile del manoscritto, la incarico di esprimere a Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, i miei cordiali e fraterni sentimenti e la mia piena soddisfazione per questo importante successo, frutto dei nuovi rapporti che sono stati intessuti dopo l'indimenticabile visita del mio venerato predecessore, Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, ad Atene, in occasione del suo pellegrinaggio giubilare sulle orme dell'apostolo San Paolo. Mi rallegra profondamente constatare che si sviluppa sempre di più una collaborazione attiva tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Grecia. In questa occasione, le chiedo di trasmettere a Sua Beatitudine Christodoulos la gioia che mi arrecherrebbe accoglierlo a Roma per manifestare insieme che è stata raggiunta una nuova tappa nel cammino della riconciliazione e della cooperazione. Testimoni il mio vivo desiderio di sviluppare con intensità sempre maggiore rapporti di fiducia e fratellanza tra di noi per lavorare insieme nelle numerose sfide dell'evangelizzazione: in particolare, possiamo aiutare con più forza le Nazioni europee a riaffermare le loro radici cristiane per trovare di nuovo la linfa che alimenterà e feconderà l'avvenire per il bene delle persone e di tutta la società. Sarà un modo di annunciare insieme la Buona Novella di Cristo al mondo contemporaneo, che ne ha tanto bisogno. In questo modo, risponderemo sempre più all'ardente desiderio espresso dal Signore stesso: «Siano una cosa sola!» (Gv 17,21), fino al giorno in cui, quando Dio vorrà e sotto la guida attenta dello Spirito Santo, potremo celebrare la piena comunione recuperata. Le chiedo allo stesso tempo di salutare cordialmente a mio nome i membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia, così come i miei fratelli Vescovi della Chiesa cattolica, sua Eccellenza, il signor Presidente della Repubblica di Grecia, e le altre autorità riunite in questa occasione. Con questi sentimenti di fiducia e speranza, le auguro pieno successo nella sua missione. Invocando sulla sua persona l'intercessione amorevole della Madre di Dio, le imparto, Signor Cardinale, una particolare e affettuosa Benedizione Apostolica. Vaticano, 27 ottobre 2005 BENEDICTUS PP. XVI
Progetto della Duma per l'istituzione della Giornata della capitale spirituale della Russia, «blagovest-info.ru», 14 novembre
È una proposta, attualmente in esame alla Duma, illustrata dal deputato Jurij Popov («Rodina») nel corso di un incontro con gli studenti dell'Università ortodossa russa San Giovanni Evangelista.
Si vorrebbero legare insieme le date della fondazione di Mosca (1147) e della posa della prima pietra della cattedrale della Dormizione nel Cremlino (1326), in un'unica festa.

Il Patriarca in visita in Moldavia, zona conflittuale, «NG religii», 16 novembre
La visita di Aleksij II in Mordovia, nella prima decade di novembre, è stata la prima da 1990, a causa del lungo conflitto esistente tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa ortodossa rumena. Adesso le autorità governative del paese erano molto interessate alla ripresa di contatti, come dimostra lo scambio di onorificenze tra Aleksij II e il presidente Voronin. Il conflitto tra il patriarcato di Mosca e la Chiesa ortodossa rumena era sorto nel 1992 a causa della metropoli della Bessarabia, da essa persa nel 1940 in seguito all'annessione della regione all'URSS, che l'ex vescovo del Patriarcato di Mosca Petr Peduraru aveva tentato di ripristinare. Successivamente si era creato un scisma tra gli aderenti alle due giurisdizioni e nel 2002, nonostante le proteste del Patriarcato di Mosca, il Ministero della giustizia rumena ha registrato la metropoli della Bessarabia.
L'attuale visita commenta il giornalista Aleksandr Petrov – è probabilmente un tentativo della Chiesa ortodossa russa di strappare delle garanzie alla leadership politica del paese di non abbracciare in toto la linea separatista.

Intervista al metropolita Kirill sui rapporti Chiesa-Stato, «NG religii», 16 novembre
Facendo riferimento a dichiarazioni rilasciate alla rivista francese «Diplomatic« in ottobre, Kirill chiarisce le proprie asserzioni, secondo cui in Russia sarebbe utile instaurare particolari relazioni tra lo Stato e le quattro religioni tradizionali esistenti nel paese. «La storia della civiltà mostra che in generale esiste una religione che apporta un contributo particolare nel costituirsi di un popolo». In Russia, in particolare, «l'ortodossia ha svolto un ruolo eccezionale, restando per lungo tempo la religione che modellò lo Stato». Il metropolita ha sottolineato che le dimensioni della presenza delle singole religioni devono essere determinate dalla necessità dei fedeli esistenti nelle diverse località. Questo darebbe tra l'altro la possibilità di «evitare casi in cui per non offendere nessuna confessione, si estromette totalmente il fattore religioso da tutte le sfere della vita pubblica – ha concluso Kirill. – Purtroppo, finora ci si richiama alla pluriconfessionalità per non ammettere la Chiesa in numerose sfere della vita sociale.

I. Jazykova, L'icona come strumento di riconciliazione e di riconoscimento dell'unità originaria, «NG religii», 16 novembre
Articolo che tratteggia il percorso dell'icona all'interno della Chiesa e della società occidentale nel XX secolo, con riferimento all'emigrazione russa in Francia, ai centri iconografici di Meudon e della «Scuola iconografica di Seriate», dell'opera di Kornouchov e padre Rupnik nella cappella Redemptoris Mater di Roma.

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