Russia: Rassegna stampa, 21 giugno 2005
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Il cardinale Kasper visita Mosca per promuovere il dialogo con la Chiesa ortodossa
In seguito ai segnali positivi di questo inizio di pontificato
CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 20 giugno 2005 (ZENIT.org).- Il cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, è attualmente in visita a Mosca per promuovere il dialogo con la Chiesa ortodossa russa. Si tratta di una nuova visita per il porporato tedesco alla capitale russa dopo quella avvenuta alla fine dell'agosto scorso, quando il Cardinale aveva portato al patriarca Alessio II, a nome di Giovanni Paolo II, l'icona della Madre di Dio di Kazan, immagine estremamente venerata dagli ortodossi russi. Joaquín Navarro-Valls, portavoce della Santa Sede, ha pubblicato questo lunedì una nota in cui spiega che la visita del cardinal Kasper a Mosca, dal 20 al 23 giugno, cerca di "continuare il dialogo con il Patriarcato ortodosso avviato in occasione della solenne inaugurazione del Pontificato di Papa Benedetto XVI". Il 25 maggio, durante il Congresso Eucaristico Nazionale Italiano celebrato a Bari, Kasper ha proposto ai cristiani d'Oriente, a maggioranza ortodossa, di partecipare ad un Sinodo della "riconciliazione" con i cristiani d'Occidente nella stessa città italiana, dove si trova la tomba di San Nicola. Nel capoluogo pugliese, nel 1098, ha avuto luogo uno storico Sinodo dei Vescovi d'Oriente e Occidente. "Perché non sperare che qui a Bari, 1.000 anni dopo il sinodo del 1098, nel 2098 [e perché non prima?], possiamo celebrare nuovamente un Sinodo di Vescovi greci e latini, un Sinodo di riconciliazione?", ha chiesto il prelato. Ha ascoltato la proposta il delegato del patriarcato ortodosso russo presente a quel Congresso Eucaristico, l'Arcivescovo Kirill di Jaroslavl e Rostov. La visita a Mosca è uno dei sogni che Giovanni Paolo II non è riuscito a realizzare nel corso della sua vita.
La stampa russa riprende l'evento in modo abbastanza intenso: il sito «yandex.ru» riporta notizia ben 30 comunicati in proposito, appartenenti alle maggiori agenzie del paese.
«Interfax» riporta un comunicato di padre Igor' Vyzhanov, delegato alle relazioni intercristiane del Patriarcato di Mosca: «È in programma che il cardinal Kasper si incontri con il metropolita Kirill di Kaliningrad e Smolensk, per discutere le prospettive di relazioni vicendevoli tra le due Chiese e i problemi esistenti fra esse», ha dichiarato, precisando che la visita del cardinale era pianificata da tempo.
La stampa russa sottolinea inoltre che il patriarca Aleksij II non incontrerà Kasper (sempre da dichiarazione di padre Vyzhanov), nel corso della visita che il porporato sta svolgendo a Mosca e che si concludere il 23 giugno.
Un terzo elemento caratterizzante i comunicati russi sull'evento è la relazione istituita fra la visita e l'allontanamento dell'arcivescovo Kondrusiewicz dalla sede di Mosca. È quanto afferma, ad esempio, «portal-credo.ru», parlando di «visita straordinaria» del porporato allo scopo di incontrare il Nunzio Apostolico Antonio Mennini e la gerarchia del patriarcato di Mosca. Probabilmente, prosegue il testo, «il motivo della visita è il comunicato scandalistico del metropolita Kondrusiewicz contro l'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche russe. La sua dichiarazione ha suscitato la protesta ufficiale della gerarchia del patriarcato di Mosca, che ha cominciato a insistere sulle dimissioni di Kondrusiewicz come "principale ostacolo al dialogo cattolico-ortodosso"».
«Gazeta.ru» dà un certo rilievo all'avvenimento, titolando «Il Papa ha mandato per Kondrusiewicz» e sottolineando la segretezza da cui viene circondata la visita, che molti ritengono foriera di licenziamento per Kondrusiewicz. A questo proposito, viene riportata della notizia della lettera aperta dei membri dell'«Unione dei cittadini ortodossi» contro l'arcivescovo cattolico (vedi sotto).
Viene riportata inoltre la dichiarazione di padre Vsevolod Chaplin, secondo cui «la visita ha un carattere puramente operativo», e che ha elencato la tradizionale serie di problemi irrisolti (proselitismo, uniatismo...). «Non collego questa visita alla persona di monsignor Kondrusiewicz e alle versioni diffuse da fonti non degne di fede», ha rilevato inoltre Chaplin, collegando la presente visita a quella del febbraio 2004 e alla decisione di creare una commissione mista per la soluzione delle questioni aperte.
«Interfax», 21 giugno, riporta una lettera aperta dell'Unione dei cittadini ortodossi a Benedetto XVI:
Santità,
Noi tutti abbiamo un comune nemico, il secolarismo militante. I suoi adepti non hanno imparato niente, non hanno tratto alcuna lezione dal voto di sfiducia alla Costituzione Europea da parte degli abitanti di Francia e Olanda e non hanno intenzione di cambiare in essa neppure una parola, nonostante le giuste richieste dei cristiani di introdurre in questo documento dei punti riguardanti le radici cristiane della cultura cristiana.
Noi invidiamo – in senso positivo – i cittadini cattolici di stati europei democratici come la Polonia e la Lituania, che hanno la possibilità di far apprendere ai propri figli i fondamenti della loro fede a scuola, difendendoli in tal modo dalle epidemie delle anticulture, dei narcotici e delle sette totalitarie. Noi vediamo che la Chiesa cattolica sostiene l'istruzione religiosa nella scuola.
Purtroppo la lobby antiecclesiale e antinazionale che ha creato una coalizione fra i relitti dell'ateismo sovietico e gli aggressivi propagandisti del secolarismo totalitario in Russia ci ha privato della possibilità di avere nella scuola un semplice corso di carattere culturale che si intitola «Fondamenti di cultura ortodossa». E questo avviene in un paese in cui l'ortodossia ha svolto un ruolo eminente nello sviluppo della cultura, ha modellato l'autocoscienza nazionale, dove oltre l'80% dei cittadini si definiscono come ortodossi.
Purtroppo, in questa compagnia anticristiana è venuto a trovarsi anche l'arcivescovo cattolico a Mosca Tadeusz Kondrusiewicz, che non si è limitato a intervenire contro i «Fondamenti di cultura ortodossa», ma ha negato la posizione che la Chiesa cattolica presenta in difesa dell'istruzione cattolica nel paesi a maggioranza cattolica.
È una sfida non solo all'Ortodossia e alla maggioranza dei cittadini russi, non è solo un gesto di solidarietà con la forze anticristiane aggressive, ma è anche una sfida alla Chiesa cattolica, che si batte coerentemente in difesa dell'istruzione religiosa nelle scuole. Per questo, noi speriamo che la presa di posizione di Kondrusiewicz riceva la dovuta valutazione canonica da parte della gerarchia della Chiesa cattolica.