Russia: Rassegna stampa, 21 giugno 2006 bis
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Energia e aerei, accordo Prodi-Putin Intesa sul gas e sui jet regionali. Si farà anche una banca d’affari italo-russa
«Corriere della sera», 21 giugno
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - Italia e Russia sono decise a rilanciare la collaborazione in tutti i campi, a partire da quello dell’energia nel quale il principio guida sarà costituito dalla “reciprocità”: aziende russe potranno entrare nel mercato italiano per vendere gas e ditte italiane potranno lavorare nei grandi giacimenti della Russia. Sono questi i punti fissati nella prima visita di Prodi a Mosca da Presidente del Consiglio durante il lungo incontro e la cena con Vladimir Putin al Cremlino. Punti che potranno anche servire da guida in vista del summit del G8 in programma dal 15 luglio a San Pietroburgo. CLIMA DI INTESA - Il primo risultato del nuovo clima di intesa sembra essere l’accordo per la partecipazione dell’Eni ai lavori per ampliare il gasdotto Blue Stream. Si tratta del metanodotto che passa sotto il Mar Nero e che congiunge direttamente la regione russa di Krasnodar con la Turchia. I lavori serviranno a portare più gas verso l’Europa meridionale e verso Israele senza dover passare sul territorio di Paesi che Mosca ritiene poco affidabili. Di questo e di altri progetti in comune hanno parlato in contemporanea l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni e il suo omologo di Gazprom Aleksei Miller. «Putin ha ripetuto più volte il legame della Russia con l’Europa e l’impegno del suo Paese ad assicurare le forniture di energia», ha detto un Prodi molto soddisfatto dopo l’incontro. I due Paesi poi agiranno per convincere gli ucraini ad immagazzinare più gas nei depositi. LA GAFFE DI GAZPROM - Dimenticata insomma la gaffe di Gazprom che il primo gennaio chiuse il rubinetto del gas all’Europa per «punire» l’Ucraina. Ora si guarda avanti in un clima di reciproca fiducia. Anche se resta il problema Cecenia «un problema che non può non essere sollevato», ha detto Prodi aggiungendo che si tratta di una divisione nota. La fiducia, per ora, non è condivisa da alcuni degli altri Paesi più industrializzati. Oltre al Blue Stream, altre intese sono già state raggiunte tra i due Paesi. Finmeccanica e Sukhoi costruiranno aerei assieme, con l’obiettivo di raggiungere una quota di mercato del 15% nel settore dei velivoli per brevi distanze (75/100 posti). L’italiana Sogin collaborerà con i russi allo smantellamento dei sommergibili nucleari, un programma del valore di 360 milioni. La collaborazione tra i due Paesi punterà al raggiungimento di grandi intese che potranno fungere da catalizzatore per tanti piccoli accordi aggiuntivi, coinvolgendo le piccole e medie imprese italiane. Sarà costituita una banca d’affari italo-russa (per l’Italia il progetto sarà coordinato da Banca Intesa). Nel campo dell’energia, Gazprom vuole entrare nel mercato italiano vendendo direttamente gas. Contemporaneamente l’Eni, l’Enel e altri gruppi potranno lavorare in Russia. In quali campi? L’azienda elettrica è già presente a San Pietroburgo e potrà sviluppare nuove centrali. L’Eni ha molto da offrire al partner russo, come ha spiegato Scaroni. Intanto l’ammodernamento della rete di gasdotti che oggi fanno registrare forti perdite del prodotto in transito. Poi il campo della raffinazione: la Russia produce molto olio combustibile (con una domanda mondiale in forte calo) e poco gasolio pulito (più richiesto). Quindi la migliore utilizzazione dei giacimenti esistenti con le tecnologie di cui l’Eni dispone. Infine la ricerca e lo sviluppo di nuovi giacimenti. Un settore nel quale però ci sono forti resistenze ad ammettere altri partner.