Russia: Rassegna stampa, 22 dicembre 2005
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Politici occidentali come consulenti: ecco i rischi: la pericolosa lobby di Putin di PIERO OSTELLINO «Corriere della Sera», 22 dicembre
Vladimir Putin ha l’intenzione di continuare a ingaggiare ex leader occidentali per trasformarli in consulenti degli interessi di Santa Madre Russia. Ha incominciato con successo dall’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder - che ha accettato di entrare nella North European Gas Pipeline, affiliata a Gazprom, il gigante petrolifero russo, suscitando forti e unanimi reazioni negative in Germania e in tutto l’Occidente - non gli è andata bene con Donald Evans, ex segretario di Stato al Commercio degli Stati Uniti, al quale aveva offerto di diventare presidente della Rosneft, un’altra compagnia petrolifera controllata dallo Stato. Il rifiuto di Evans, che è stato accolto con soddisfazione a Washington proprio perché è suonato come campanello d’allarme per le incognite che celano le «offerte di lavoro» di Putin, dovrebbe rappresentare un esempio virtuoso per indurre altri uomini politici occidentali a declinarle. Dal punto di vista del capo del Cremlino, l’operazione reclutamento di esperti occidentali, fortemente caratterizzati politicamente, al servizio dell’internazionalizzazione dell’industria russa è intelligente, legittima e può rivelarsi molto proficua per il suo Paese e per lui stesso. Non altrettanto intelligente, legittima e proficua sarebbe probabilmente da quello degli interessi e, perché no, dell’etica politica e degli affari dell’Europa e degli Stati Uniti. L’obiettivo di Putin è palesemente quello di creare una testa di ponte nel mondo degli affari occidentale che ne parli la stessa lingua e, soprattutto, ne conosca i lati oscuri. Scrive il Financial Times che «la presenza di Evans, un ex manager dell’industria petrolifera del Texas, avrebbe rassicurato gli investitori che la Rosneft si sta avviando verso maggiori standard internazionali in termini di trasparenza e di apertura». Ma, soprattutto, avrebbe legittimato l’opaca acquisizione, da parte della Rosneft - già presieduta da Mikhail Khodorkovsky, da tempo in prigione per essersi opposto all’operazione sponsorizzata da Putin - della Yukos, la maggiore azienda produttrice di armamenti.
L’iniziativa di Putin, se avesse successo, produrrebbe infatti due effetti negativi in Occidente. Il primo, di trasformare - di fatto e malgrado le migliori e più oneste intenzioni dei diretti interessati - un lavoro di (formale) consulenza, da parte degli ex leader politici ingaggiati, in una (oggettiva) attività di lobby a favore di un Paese le cui credenziali democratiche (vedi il caso Khodorkovsky) e le ambizioni di grande potenza mondiale non sono propriamente limpide; ciò che per Putin sarebbe una testa di ponte diventerebbe, per i governi occidentali, una sorta di Quinta colonna. Il secondo effetto negativo riguarda, per le stesse ragioni, la questione etica che essa suscita per chi ne è coinvolto; una cosa è un lavoro di consulenza svolto da manager estranei alla politica e all’interno della logica di economie libere, privatistiche e di mercato, un’altra è un lavoro di lobby svolto da ex uomini politici, che del proprio Paese conoscono anche risvolti di diretto interesse pubblico e strategico, a favore di un’economia controllata dallo Stato e che, perciò stesso, ha forti implicazioni politiche.
Non si tratta solo degli effetti naturali della globalizzazione. Questo è un caso esemplare che mercato ed etica non posso procedere disgiunti
Riunione del clero della diocesi di Mosca, «blagovest-info.ru», 21 dicembre
L’assemblea si è svolta il 21 dicembre nel monastero Novodevici, sotto la presidenza del metropolita Juvenalij.
Sono stati offerti i seguenti dati statistici: nella diocesi esistono 40 decanati, 1037 parrocchie registrate, di cui 22 sorte nel 2005. Il clero conta 1134 membri, di cui 85 diaconi; nel corso di quest’anno sono state celebrate 38 ordinazioni sacerdotali e 39 diaconali.
Attualmente in diocesi esistono 9 monasteri maschili e 12 femminili, con un numero di monaci complessivo di 258 persone. Le chiese in diocesi sono 1332.
«Lo scopo della nostra attività non può essere solo il ripristino degli edifici – ha sottolineato Juvenalij – dobbiamo fare tutto il possibile perché la casa di Dio si riempia di persone illuminate dalla luce di Cristo, che incarnano nella propria vita i comandamenti divini.
Il diacono Kuraev invita i giovani a un picchetto «in difesa del Natale russo», «blagovest-info.ru», 21 dicembre
La manifestazione dovrebbe svolgersi il 24 nelle vicinanze della cattedrale cattolica, per difendere la tradizione della celebrazione del Natale secondo il vecchio stile. Sono invitati solo i giovani, l’organizzazione e il sostegno dell’iniziativa – dice Kuraev – sono affidati all’associazione giovanile filoputiniana «Nashi». La curia cattolica ha dichiarato di non aver ricevuto nessun avviso ufficiale del picchetto né da Kuraev né da «Nashi».
Su «religio.ru», la notizia del picchetto appare invece in quanto fornita dal servizio stampa della «metropolia cattolica russa», che invita inoltre giornalisti e operatori radio e televisione ad essere presenti e a dare spazio alla vicenda.
Licenziato il segretario del Consiglio interreligioso e funzionario dell’OVCS Silant’ev, «Kommersant», 21 dicembre
Il motivo della misura è il suo libro, che ha offeso i musulmani russi. Il 20 dicembre il Consiglio interreligioso è stato convocato su richiesta dela presidente del Consiglio dei mufti della Russia, che ha esigito una valutazione sul suo libro e ha posto il problema di come Silant’ev possa operare ancora all’interno del Consiglio.
Il patriarcato di Mosca ha dichiarato il proprio disaccordo nei confronti della pubblicazione, e lo stesso Silent’ev si è dichiarato disposto a dare le dimissioni dalla sua carica nel Consiglio. Il Consiglio dei mufti ha dichiarato inoltre che Silant’ev non ha il diritto morale di continuare a collaborare con l’OVCS in qualità di esperto sull’islam.
Aleksij II contro le tariffe sulle celebrazioni liturgiche, blagovest-info.ru», 21 dicembre
L’ha dichiarato nel corso della seduta annuale della conferenza diocesana di Mosca nella chiesa di Cristo Salvatore. Il patriarca ha condannato l’attuale rincorsa al benessere materiale come una delle cause della dimenticanza dei propri doveri pastorali. Ha inoltre sottolineato ancora una volta la tendenza del clero giovane a un atteggiamento eccessivamente severo e autoritario nei confronti dei propri fedeli, esercitato spesso in modo arbitrario.
In questa sede il patriarca ha offerto alcuni dati statistici. A Mosca le chiese sono passate quest’anno da 645 a 724, il clero di Mosca conta 1681 membri, di cui 1191 sacerdoti e 490 diaconi.
Il patriarcato di Mosca ha 132 diocesi e 26.600 parrocchie (di cui 12.665 in Russia); 688 monasteri (in Russia 433, in Ucraina 165, negli altri paesi della CSI 85, all’estero 5). I vescovi attualmente sono 175, di cui 132 ordinari diocesani, 32 ausiliari e 11 a riposo.
Nella sua relazione, il Patriarca ha dedicato particolare attenzione ai problemi delle relazioni Chiesa-società, all’educazione, ai problemi della pratica liturgica e della cura pastorale, del servizio sociale, agli aspetti della legislazione civile che riguardano l’attività delle strutture ecclesiastiche, il pensionamento dei sacerdoti e l’amministrazione delle parrocchie.
Il presidente della Commissione per le associazioni religiose della Duma ha incontrato il Consiglio consultivo delle Chiese protestanti, blagovest-info.ru», 20 dicembre
L’incontro si inquadra nel programma delle celebrazioni del centanario della Duma. I protestanti hanno assicurato le proprie preghiere per le importanti attività della Duma, da cui dipendono le sorti di tante persone. A sua volta, Popov ha sottolineato il benefico influsso dei protestanti su molti importanti progetti sociali, invitandoli a impegnarsi per la costruzione della società civile e dello Stato di diritto. Nel corso dell’incontro sono stati esaminati i problemi della terra e dell’esenzione fiscale per le associazioni religiose, ed è stato toccato anche il problema dei mutamenti legislativi sulle organizzazioni non profit. Popov ha promesso che gli emendamenti previsti non intesseranno le associazioni religiose e non lederanno i loro diritti ed attività.
Esponenti della Georgia hanno partecipato al Forum «per una Chiesa locale ucraina», blagovest-info.ru», 20 dicembre
Il Forum si è svolto a Kiev il 13 dicembre per iniziativa del patriarcato ucraino, nel teatro dell’Opera, sotto la presidenza dell’arcivescovo Dimitrij Rudjuk e del deputato Lilija Grigorovic. Sono stati inviati messaggi a Juscenko e al patriarca Bartolomeo, e inoltre un appello al popolo ucraino ad appggiare il sorgere di una Chiesa locale autonoma sotto l’egida dell’attuale Patriarcato ucraino. Ha partecipato anche una delegazione del clero georgiano, composta in verità da preti dissidenti, che ha portato i saluti del parlamento della Georgia.
Anche il cardinal Husar negli stessi giorni si è espresso per la creazione in Ucraina di un’unica Chiesa locale (blagovest-info.ru», 20 dicembre), per rispondere al comnadamento dell’unità consegnato da Cristo. Proprio in nome di quest’unità, la sede dei greco-cattolici si è trasferita a Kiev – ha detto.