Russia: Rassegna stampa, 22 maggio 2006
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Echi sull’incontro fra il metropolita Kirill e il Papa
La grande stampa ha riservato un certo spazio all’evento. Il 19 maggio, «Izvestija» ha riportato la notizia a p. 2, con il titolo «Su che cosa si è messo d’accordo il metropolita Kirill con il Papa?», e sottolineando che al «Presidente del dicastero della politica estera della Chiesa ortodossa russa era stata affidata una missione diplomatica delicatissima».
Le dichiarazioni ufficiali, sottolinea l’autore dell’articolo, parlano di «fruttuoso sviluppo del dialogo interconfessionale, di una collaborazione sui valori cristiani “sulla via dell’unione in Cristo”». Sembrerebbe – prosegue l’articolo – che gli spinosi problemi ucraini siano stati risolti, resta solo il «famigerato proselitismo» a offuscare i rapporti. Il patriarca Aleksij rimprovera «blandamente» i cattolici di cercare di innestare il cattolicesimo nel territorio storicamente ortodosso della Russia.
Da abile politico e stratega, il metropolita Kirill è venuto a Roma formalmente per consacrare la prima chiesa ortodossa russa a tutti gli effetti nella capitale del cattolicesimo.
Tra Kirill e il Papa non è il primo incontro. Kirill era stato a Roma perfino per l’intronizzazione del Papa, e ad ogni incontro il dialogo si amplia. In conclusione, ci si chiede se il dialogo potrà condurre all’incontro fra i due primati; potrebbe esserci già quest’anno – dicono i vaticanisti – e si svolgerà necessariamente a Mosca, dove i pontefici romani non hanno mai messo ancora piede.
«Rossijskaja gazeta» ha titolato (pp. 1 e 7) «Ultima cena in Vaticano», sottolineando come si tratti dell’incontro a più alto vertice tra i due esponenti delle Chiese. Viene poi ricostruita per sommi capi la storia del conflitto (uniati e proselitismo), e le tappe del «disgelo» seguito all’elezione di Benedetto XVI: la visita resagli da Kirill all’atto della sua intronizzazione, la recente intervista positiva del patriarca Aleksij all’ANSA, e la recente dichiarazione del Papa che, alla domanda di un giornalista circa la sua possibile visita in Russia, ha risposto: «Ci stiamo lavorando».
Il sito ufficiale della Chiesa ortodossa russa il 19 maggio riporta la notizia dell’incontro.
Dopo un cordiale scambio di saluti (anche a nome del Patriarca Aleksij), il metropolita Kirill ha raccontato a Benedetto XVI i contenuti della dichiarazione del Concilio popolare russo sui diritti umani, e gli ha partecipato le sue impressioni sul convegno «Dare un’anima all’Europa» svoltosi il 3-5 maggio a Vienna, dove queste tematiche sono state dibattute fra rappresentanti della Chiesa ortodossa russa e cattolica.
All’incontro – continua il comunicato – si è constatata la vicinanza di sguardi delle due Chiese su questo tipo di problemi, e il desiderio di proseguire un lavoro comune per stilare un documento che rispecchi pienamente la posizione delle due Chiese in questa sfera. È stata riconosciuta utile anche l’eleborazione di una posizione comune sui problemi della bioetica. Si è ritenuto necessario unire gli sforzi delle due Chiese per tutelare e rafforzare l’istituto della famiglia e i valori della vita umana.
Impressioni del metropolita Kirill, «blagovest-info», 20 maggio
In un’intervista rilasciata a ITAR-TASS nel corso del suo soggiorno a Roma, il metropolita ha definito la consacrazione della chiesa di Santa Caterina come un evento simbolico per la Russia e la Chiesa ortodossa russa. Inoltre, ha dato un parere altamente positivo dell’incontro con il capo del vaticano, sottolineando che le posizioni del Papa e del Patriarca coincidono, sul fatto che è venuta l’ora per le due Chiese di lavorare insieme per salvaguardare i valori cristiani d’Europa.
Secondo Kirill, dopo l’elezione di Ratzinger a pontefice, si sono verificati atti concreti che hanno contribuito al riavvicinamento fra le due Chiese. Adesso è all’ordine del giorno il raggiungimento di un accordo al livello dell’approvazione di corrispettivi documenti comuni.
Lettera pastorale del Concilio del Vescovi della Chiesa ortodossa russa all’estero, «blagovest-info», 20 maggio
Nel documento del Concilio, svoltosi nei giorni 4-17 maggio a San Francisco, si annuncia:
«Con l’aiuto di Dio, è stato raggiunto il consenso per il graduale sviluppo della comunione canonica ed eucaristica tra le diverse parti della Chiesa russa...
La speranza nel risanamento, secondo la volontà di Dio, della forzata divisione apre dinanzi a noi l’incoraggiante prospettiva di un costruttivo lavoro comune nel campo di Cristo». Deplorando il tempo e le energie perdute in una sterile lotta tra le diverse fazioni ecclesiastiche, si auspica che tali forze vengano invece indirizzate in una «coraggiosa lotta contro il peccato che ha colpito l’intera società umana, senza risparmiare neppure le famiglie cristiane».
«Non vogliamo idealizzare la situazione; entrambe le parti della Chiesa russa hanno problemi che esigono correttivi», tuttavia bisogna rifarsi all’esortazione di Cristo a non guardare la pagliuzza nell’occhio del fratello, e cominciare a portare i pesi gli uni degli altri. Per questo, «l’atteggiamento pastorale ci impone di fare con prudenza dei passi sulla via della riconciliazione con la Chiesa del Patriarcato di Mosca... prudenza non significa tuttavia insabbiare o rimandare la benedetta causa della riconciliazione. A urgerci non sono tempi voluti e prescritti da qualcuno. Siamo noi stessi intenzionati a portare a compimento l’opera dell’unione, senza dilazioni, man mano verranno risolti in modo soddisfacente per entrambe le parti i problemi che restano».