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Russia: Rassegna stampa, 25 settembre 2006

Fonte:
CulturaCattolica.it

Seminario ortodosso russo sopravvive grazie agli aiuti cattolici Offerti dall’Associazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” KÖNIGSTEIN, giovedì, 21 settembre 2006 (ZENIT.org).- Padre Víctor Savik, Rettore del seminario russo-ortodosso di Smolensk (nella Russia occidentale), ha ringraziato l’Associazione cattolica internazionale “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS) per l’aiuto offerto. “ACS sostiene il nostro seminario dall’inizio degli anni Novanta, e lo ha fatto anche nei momenti più difficili. Senza il suo aiuto, saremmo stati costretti a chiudere”, ha dichiarato il sacerdote nel corso di una visita alla sede internazionale dell’Associazione. Padre Savik ha anche reso nota la situazione del seminario: “Attualmente stiamo formando 107 futuri sacerdoti. Con la Chiesa cattolica abbiamo stabilito una buona collaborazione: l’anno scorso abbiamo organizzato una conferenza sulla Formazione Teologica in cui rappresentanti di entrambe le Chiese, quella ortodossa e quella cattolica, hanno presentato i loro interventi”. “Nel 2005 abbiamo ricevuto anche la visita dell’Arcivescovo di Lione, il Cardinale Philippe Barbarin”. In relazione alla recente visita di Papa Benedetto XVI in Baviera, il sacerdote ha affermato: “Ero uno dei 300 membri della delegazione ortodossa ufficiale che hanno assistito alla Messa del Pontefice a Ratisbona. E desidero affermare che è stata un’esperienza bella e incoraggiante, perchè il Papa ha sottolineato in modo speciale l’importanza dei buoni rapporti tra cattolici e ortodossi”.

Ancora reazioni sulla citazione di Manuele II Paleologo

Il 21 settembre l’arcivescovo Kondrusiewicz si è incontrato con il leader musulmano russo Ravil’ Gajnutdin. Lo riportano varie agenzie (news.ru, blagovest-info, interfax), sottolineando che l’incontro si è svolto positivamente e che i musulmani russi si ritengono soddisfatti delle spiegazioni del Pontefice.

Il sacerdote ortodosso Maksim Kozlov, sul giornale universitario «Tat’janin den’», il 20 settembre riprende l’accaduto a Regensburg commentando che «per tragica ironia ai nostri giorni gli islamici intervenuti contro il Papa offrono essi stessi un’evidente illustrazione di violenza impiegata per indurre al rispetto e all’amore.
Padre Kozlov pone l’accento sul seguito della lezione di Benedetto XVI, sul ruolo del patrimonio ellenico per il pensiero cristiano e le disastrose conseguenze della de-ellenizzazione per la tradizione cristiana occidentale. Questo è molto importante per gli ortodossi, rimasti nel seno della tradizione ellenica.
Sempre secondo padre Maksim, l’isterismo islamico attuale è l’altra faccia della medaglia del «terrorismo liberale, impostosi negli ultimi decenni come umanesimo laico», e che vieta ogni «cenno di critica contro omosessuali, ebrei, minoranze nazionali, antiglobalisti, atei liberali, professori universitari liberamente pensanti». E oggi non si possono criticare i musulmani, senza pensare che l’imperatore Manuele non aveva poi tutti i torti, visto che di lì a pochi decenni Costantinopoli sarebbe stata conquistata e saccheggiata, e Santa Sofia trasformata in una moschea.
Padre Kozlov sottolinea che Benedetto XVI e l’amministrazione del Vaticano hanno dato le dovute spiegazioni, ma hanno giustamente rifiutato di scusarsi, perché questo sarebbe stato un riconoscimento dell’islam come vera religione divina. «Hanno fatto ciò di cui ogni cristiano consapevole non può non rallegrarsi, e che ci infonde grande speranza: dall’ecumenismo stolido, falso, ipocrita e insincero dei decenni scorsi stiamo passando all’ecumenismo di cui ci aveva parlato a suo tempo nel discorso di Templeton Aleksandr Solženicyn, dall’altra parte della barricata, rispetto ai mascalzoni».
Dopo una digressione, in cui mostra la «debolezza» – al confronto – della posizione di Giovanni Paolo II, duramente apostrofato dalla Fallaci per il suo «svendersi» chiedendo perdono delle crociate, Kozlov riprende il tema ecumenico auspicando che il lavoro delle commissioni teologiche riunite a Belgrado «non si limiti a una riunione di teologi accademici, le cui risoluzioni vengono archiviate, ma che sia l’atto di realizzazione delle parole di Cristo sul raggiungimento dell’unità che non è unità di scaltri compromessi e di abiure alla verità, ma l’unità di persone che si riconoscono insieme sulla nave della Chiesa di Cristo. Una nave oggi bersagliata da tutte le parti, da oriente e da occidente, per affondarla», in modo che non impedisca agli uni di vivere secondo le diverse ideologie estremiste. Il paradosso è che fondamentalisti islamici e liberali sono dalla stessa parte della barricata, perché per entrambi la religione dell’amore e della libertà portata da Cristo è inaccettabile. Ma noi non abbiamo il diritto di accettare le loro imposizioni.

«Il Vaticano va incontro ai musulmani», così commenta il 25 settembre l’udienza papale agli ambasciatori dei paesi musulmani e ai leader delle comunità islamiche in Italia il quotidiano «Kommersant. Vi si sottolinea che nei paesi islamici continuano i disordini e le proteste legati alla citazione del Papa (tra cui la dichiarazione dei sindacati turchi, che vogliono ricorrere in tribunale contro Benedetto XVI e sperano che sarà arrestata durante la visita in Turchia..
Le parole di rincrescimento già ripetute tre volte dal Papa nel corso della settimana non hanno soddisfatto molti, che esigevano invece delle vere e proprie scuse, mentre Benedetto XVI per principio non ha voluto scusarsi. Si è limitato a dire che la posizione di Manuele II Paleologo non coincide con la sua.

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