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Russia: Rassegna stampa, 4 ottobre 2005

Fonte:
CulturaCattolica.it

Ol’ga Mazaeva, Un concorrente in Bielorussia per Lukashenko, «Nezavisimaja gazeta», 4 ottobre
Nello scorso week-end a Minsk il Congresso delle forze democratiche ha fatto il nome dell’unico candidato dell’opposizione per le elezioni del 2006, Aleksandr Milinkevic, politico poco noto ed ex funzionario del comitato esecutivo di Grondo, che è risultato il vincitore fra le candidature in ballottaggio.
Alla conferenza stampa seguita, Milinkevic ha detto di voler sviluppare le relazioni fra Bielorussia e Russia, lasciando però la Bielorussia in una posizione di neutralità e aperta alla collaborazione con Europa ed America.
A Minsk ci sono grossi interrogativi sul consenso dato da Lukashenko allo svolgimento del Congresso, nonostante la sua notoria intolleranza ad ogni tipo di opposizione. Forse per darsi una parvenza di legalità, mentre ci sono state azioni di disturbo «dal basso», pilotate in realtà «dall’alto». A Minsk è giunto da Mosca Nikita Belych, leader di «Unione delle forze di destra», che ha promosso incondizionato appoggio a Milinkevic.

La verticale del potere continua in Russia, «Kommersant», 4 ottobre
Il 3 ottobre il presidente ha portato alla Duma gli emendamenti alle leggi «Sui principi generali dell’organizzazione degli organi legislativi ed esecutivi del potere statale dei soggetti della Federazione Russa», e «Sui partiti politici». Essi danno ai partiti che ottengono la vittoria alle elezioni nelle amministrazioni regionali il diritto di presentare propri candidati alla carica di governatore. Gli analisti dicono che l’unico partito di avvalersi di tale diritto sarà «Russia unita». Gli emendamenti possono quindi diventare un passo verso un nuovo modello politico, in cui tutta la leadership del paese diventi partitica, e il partito stesso diventi la forza trainante della società russa.

I funerali del generale Denikin e del filosofo Il’in, «Kommersant», 4 ottobre
Il fatto è stato ampiamente ripreso dalla stampa in questi giorni. Le esequie si sono svolte il 3 ottobre al cimitero del monastero Donskoj. Una funzione di suffragio è stata celebrata nella cattedrale principale alla presenza del patriarca. Il fatto, sottolinea il quotidiano è il simbolo che «i politici russi hanno riconosciuto di aver dovuto rivedere la storia russa e di dover chiedere perdono ai discendenti dei grandi figli della Russia».

Tutti i quotidiani dal 29 settembre fino al 3 ottobre mettono in risalto la candidatura di Michail Men’, uno dei vicesindaci di Mosca più autorevoli (deputato alle relazioni sociali e interreligiose, e allo sport), al posto di governatore della provincia di Ivanovo. Il passo sarebbe un’ulteriore mossa per indebolire l’influsso del sindaco di Mosca Luzhkov, nel cui team il figlio di padre Men’ lavora.

«Kommersant», 29 settembre, p. 7, dà la notizia ufficiale dell’estromissione dalla Russia del rabbino capo di Mosca, Pinchas Goldshmidt. I vertici del «Congresso delle organizzazioni e associazioni religiose ebraiche della Russia» si sono affrettati a dichiarare che «non si ravvisano in questo motivi politici o ideologici». Le cause del provvedimento restano oscure, le autorità di frontiera hanno parlato di possibile infrazione del regime dei visti e passaporti, oppure del veto ad entrare nel paese per infrazioni alla legge.

Sibneft a Gazprom, la mano di Putin sull’energia, «Corriere della Sera», 29 settembre
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MOSCA - Lo Stato russo torna ad essere il principale protagonista nel settore energetico con l’acquisto da parte del colosso del gas Gazprom del pacchetto di controllo della Sibneft, quinta compagnia petrolifera del paese. Con quella che è la maggiore acquisizione nella storia russa, Putin può proseguire la sua strategia di riprendere in mano i settori chiave che erano stati privatizzati negli anni ‘90 e ceduti ai cosiddetti oligarchi per un pugno di dollari. L’energia, ma anche altre materie prime sono ora sotto il controllo diretto o indiretto del Cremlino. Gestite da fedelissimi di Putin oppure da oligarchi allineati e coperti.
Probabilmente l’operazione Sibneft, valutata in 13 miliardi di dollari, fa del suo proprietario, Roman Abramovich, l’uomo più «liquido» del pianeta. Il patron del Chelsea avrebbe chiesto di essere liquidato in contanti immediatamente. A differenza del proprietario della Yukos Khodorkovskij, finito in carcere dopo aver rotto con Putin, Abramovich conserva buoni rapporti con il presidente russo. Vive all’estero ma si è impegnato a fare nuovamente il governatore della Chukotka, la remota regione di fronte all’Alaska dove ha il suo quartier generale la Sibneft.
Pur non essendo stata privatizzata, Gazprom era stata «sfilata» dal controllo dello Stato sotto Eltsin. Le azioni erano infatti affidate gratuitamente ai dirigenti dell’epoca. Putin ha voluto subito riprendere il controllo del maggior esportatore di gas al mondo e lo ha affidato a un suo fedelissimo, Aleksej Miller. Negli ultimi tempi Gazprom stava cercando di entrare nel ricco mercato petrolifero. Un primo tentativo si è basato sull’acquisizione della compagnia petrolifera statale Rosneft. A questa è stata venduto il principale braccio operativo della Yukos (strappato a Khodorkovskij). Ma poi Rosneft, guidata da Sergej Bogdanchikov, non ha più accettato di farsi incorporare dalla Gazprom. Il gigante del gas, che sta entrando anche sul mercato italiano grazie a un accordo con l’Eni, ha allora concentrato la sua attenzione sulla Sibneft. Da tempo Abramovich voleva vendere. Una prima operazione di fusione con la Yukos è rimasta congelata a seguito dello scontro tra Khodorkovskij e il Cremlino.
Se fosse stato del tutto libero, Abramovich avrebbe probabilmente messo all’asta la sua società. E avrebbe incassato (forse da un acquirente straniero) più di 13 miliardi di dollari. Ma forse Putin gli ha fatto un offerta che lui non poteva rifiutare.
Così il magnate venuto da nulla che oggi è l’uomo più ricco di Russia ha dato disposizioni alla sua Millhouse Capital di vendere a trattativa privata alla Gazprom. Con una spesa di 13,01 miliardi ora questa società arriva a controllare un totale del 75,679% della Sibneft e diventa un colosso mondiale sulla linea della saudita Aramco. La settimana scorsa la Gazprom si è assicurata un finanziamento internazionale di 12 miliardi di dollari da un consorzio di banche tra le quali figurano Abn Amro, Citigroup e Crédit Suisse. Tramite Gazprom e Rosneft, lo Stato controlla un terzo del petrolio russo.

Putin si è incontrato con Aleksij II, «blagovest-info.ru», 30 settembre
L’incontro si è svolto il 30 settembre nella residenza di Putin a Novo-Ogarevo. Il presidente ha ringraziato il patriarca di aver partecipato alle celebrazioni dei 625 anni della vittoria di Kulikovo. Inoltre, il discorso si è incentrato sulla necessità di combattere l’abuso di droghe che sta sempre più dilagando nel paese.

Il Presidente della Serbia invita il Papa, «blagovest-info.ru», 30 settembre
L’agenzia riporta sull’evento il commento di «Interfax», in cui si sottolinea il miglioramento delle relazioni tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa serba.

A Mosca aperta una mostra su san Dimitrij di Rostov, «blagovest-info.ru», 30 settembre
Il titolo della mostra è «Difensore dell’ortodossia ed estirpatore dello scisma»; l’esposizione è stata inaugurata il 28 settembre nel Museo di arte applicata e decorativa di Mosca, con la partecipazione di alcuni musei di Rostov, in occasione del 300° della morte del santo vescovo.

A Minsk si è svolta la Conferenza dei vescovi cattolici, «blagovest-info.ru», 30 settembre
Nell’assemblea è stato comunicato che alcuni rappresentanti della Bielorussia hanno partecipato al VII congresso plenario della Commissione dei vescovi europei sul problema dei mass media, svoltosi il 15-18 settembre a Varsavia. Inoltre, sono stati esaminati i piani pastorali per il futuro.

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