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Terrore rosso

Fonte:
CulturaCattolica.it

“Il terrore rosso” settimanale della Commissione straordinaria per la lotta contro la controrivoluzione. 1 Novembre 1918
Delibera del Soviet dei Commissari del popolo sulla Commissione straordinaria per la lotta contro la controrivoluzione.
Per una lotta fruttuosa contro la crescente controrivoluzione sul fronte internazionale in occasione dell’intervento cecoslovacco, il Soviet dei Commissari del popolo, affida al compagno Lacis di organizzare presso il Soviet de Commissari del popolo una commissione straordinaria per la lotta contro la controrivoluzione sul fronte cecoslovacco.
Tutte le commissioni per la lotta contro la controrivoluzione e contro i sabotaggi presso i soviet della zona del fronte sono a lui sottomessi
Firmato V. Ul’janov (Lenin)

Il terrore rosso

Il proletariato ed il capitale internazionale si sono ingaggiati in una contesa mortale. Uno dei due perirà. Altra soluzione non esiste. Il proletariato si è sollevato per scuotere il giogo del capitale per tutti i secoli, per distruggere la società classista e con essa la borghesia.
E’ una sfida mortale.
La borghesia, stordita in un primo momento dalla Rivoluzione d’Ottobre, si è ridestata e si è scagliata per dare un colpo mortale alla risorgente classe del proletariato. Ha gettato sul piatto tutte le sue carte, i suoi figli migliori: l’intelligencija, gli ufficiali, i suoi più fidati lacchè, i preti, gli agenti dell’Ochranka, i suoi capitali, le sue proprietà, pur di poter vincere.
Per raggiungere lo scopo tutti mezzi sono buoni: la corruzione, la provocazione, l’uccisione a tradimento, lo sterminio in massa degli operai e di contadini senza risparmiare bambini e vecchi. Hanno inaugurato il terrore bianco contro di noi.
E noi magnanimi a cercare prove inconfutabili contro singole persone della borghesia, quando colpevole è tutta la classe borghese, tutta la borghesia.
Pensavamo di tirare dalla nostra parte il nostro nemico con la benevolenza e l’umanità, ed abbiamo sbagliato.
Abbiamo riscaldato il serpente nel proprio seno.
Ce ne siamo accorti quando il serpente incominciò a fischiare e a sporgere la sua lingua velenosa, quando le città del Volga, una dopo l’altra si consegnarono al nemico, quando i combattenti d’avanguardia, uno dopo l’altro incominciarono a sparare contro di noi.
In risposta noi proclamiamo il terrore rosso. Impariamo da loro ad usare quei mezzi che essi hanno usato contro di noi.
Sono stati loro a costringerci.
Ed ora piangano su se stessi, quando il braccio muscoloso del proletariato si scaglierà contro di loro con tutta la sua potenza.
Noi non abbiamo pietà di loro. Con la scopa metallica ripuliamo tutto lo sporco dalla Russia Sovietica.
Noi non combattiamo più contro singole persone, noi distruggiamo la borghesia come classe.
Questo deve essere tenuto in conto da tutti i collaboratori della Commissione straordinaria, da tutti i lavoratori sovietici, dei quali molti si sono assunti il ruolo di piagnoni e di intercessori.
Non cercate nel processo delle prove di colpevolezza, se l’accusato con le armi o con le parole si sia mostrato contrario al Soviet.
Voi avete il dovere di chiedere anzitutto a quale classe appartenga, quale sia la sua origine, quale istruzione abbia, quale sia la sua professione. Queste domande devono decidere la sorte dell’accusato.
In questo sta il significato e l’essenza del terrore rosso.
La linea del fronte brulica ancora di guardie bianche. Qui c’è ancora posto per il terrore rosso.
Viva il Terrore Rosso!
Firmato Lacis

Istruzione N. 9

Su tutto il fronte si nota una propaganda ampia ed indomita del clero contro il potere sovietico. Nei paesi e nelle città dove le forze sovietiche dovettero subire gli attacchi della Guardia bianca e delle bande anglo-francesi, i preti svolgono il ruolo di can poliziotto: consegnano gli operai sovietici alle mani dei banditi ed accolgono e proteggono il nemico.
Dato questo comportamento del clero chiaramente controrivoluzionario, tutti i rappresentanti della Commissione straordinaria devono riservare per il clero un’attenzione particolare, organizzare un attento controllo su di loro e, senza alcun riguardo per la loro posizione gerarchica, condannare alla fucilazione chi oserà con la parola o con l’azione pronunciarsi contro il potere sovietico.
Firmato Lacis, presidente della Commissione Straordinaria

Dal testo “Sekrety specialnych sluzhb” (I segreti dei servizi speciali) Mosca 2004 p. 275 ss.

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