Mostre Febbraio 2022
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Le nostre proposte cominciano da Torino con la rassegna fotografica Martin Parr. We love Sports, mostra che ripercorre la carriera del celebre autore inglese (classe 1952), membro di Magnum Photos, attraverso circa 150 immagini dedicate a svariati eventi sportivi, con un focus tematico incentrato sugli scatti realizzati da Parr – su commissione del Gruppo Lavazza – in occasione dei più rilevanti tornei di tennis degli ultimi anni. Attento interprete del presente, sin dagli esordi Parr ha ritratto la società contemporanea con spietata e divertita ironia, realizzando immagini che sono diventate vere e proprie icone del nostro tempo. Attraverso i netti contrasti di colore che caratterizzano il suo stile, ha rivelato gli aspetti grotteschi e involontariamente comici di un mondo sempre più consumista e globalizzato. Lo sport è un tema ricorrente nella lunga carriera di Parr: catalizzatore delle più diverse emozioni, viene raccontato dal fotografo soprattutto attraverso le divise, le coreografie e le tradizioni dei tifosi e degli spettatori, autentici protagonisti di questo rito collettivo.
Spostiamoci ora a Vercelli. Le tre sedi prestigiose accolgono 120 opere di Francesco Messina a 120 anni dalla nascita (1900-1995) si tratta di grandi marmi, molti bronzi e ritratti di amici e colleghi – memorabili, tra i tanti, quelli di Lucio Fontana, Salvatore Quasimodo, Riccardo Bacchelli (con il monocolo), Alfonso Gatto, Arturo Tosi, Eugenio D’Ors, mentre tra le figure femminili, in particolare danzatrici, il ritratto di Carla Fracci, Luciana Savignano e Aida Accolla. Non mancano opere dipinte di fascino assoluto, Lia Ranza, Isabella Ostini e Vittoria Leone. Tra le opere presenti nell’Arca una sezione è dedicata ai cavalli, che ci ricordano immediatamente l’immagine del grande cavallo morente modellato nel 1966 per il Palazzo della Rai di Roma. Nel Palazzo Arcivescovile e nell’ex chiesa di San Vittore trovano naturale collocazione le opere di carattere religioso.
Arriviamo a Milano. Allestita nelle suggestive sale del piano terreno della Villa Reale, troviamo una interessante rassegna sul Divisionismo, rassegna che si basa su una selezione puntuale di confronti tra le opere della Pinacoteca tortonese, da vent’anni sede della ricca collezione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Tortona, e quelle della Galleria d’Arte Moderna di Milano, custode di alcuni tra i capolavori del movimento artistico e sede, nel corso degli anni, di importanti mostre dedicate agli artisti che sperimentarono e condivisero questa tecnica pittorica e la sua poetica. Dall’ultimo decennio dell’Ottocento, sia in Francia, sia in Italia e così pure in molti altri Paesi, la tecnica della divisione cromatica, che traduceva sulla tela gli assunti scientifici dell’ottica moderna, conosce infinite varianti stilistiche, motivate e tese nei risultati a restituire grazie all’uso dei colori puri accostati, il massimo di luminosità - o specularmente di oscurità - alle opere pittoriche. Sono appunto queste infinite varianti a fare la differenza, a caratterizzare - al di là dei tecnicismi, degli stili e delle poetiche - e a rendere unici e riconoscibili i singoli artisti. Milano e il territorio piemontese, specie dell’Alessandrino, hanno avuto un ruolo chiave fin dalle prime sperimentazioni del divisionismo. Gran parte dei suoi principali interpreti si formò nel capoluogo lombardo, in un fertile scambio di esperienze e conoscenze che travalicava i confini regionali e delle Accademie. Il percorso della mostra mette a fuoco, con opere di assoluta qualità presenti nelle due raccolte, gli elementi caratterizzanti l’esperienza divisionista, i suoi protagonisti e gli artisti che furono loro sodali. Le suggestioni della Scapigliatura milanese, il rinnovamento della pittura e del sentimento del paesaggio, la provocazione delle opere di denuncia sociale e infine l’insegnamento e il lascito a una nuova generazione di artisti, compongono nelle “2 COLLEZIONI” una narrazione stringente, accesa dai colori e dalla luce del nostro migliore divisionismo.
Spostiamoci ora a Palazzo Reale per una mostra dedicata al Realismo Magico. La mostra propone uno sguardo nuovo sul Movimento, una nuova chiave di lettura che, a trent’anni di distanza dall’ultima mostra milanese sul tema curata da Maurizio Fagiolo dell’Arco nel 1986, Palazzo Reale torna ad offrire al pubblico un’occasione unica per fare il punto su un periodo storico-artistico – quello tra le due guerre – che ha subito per molto tempo una damnatio memoriae, ma che negli ultimi anni è stato prima oggetto di una riscoperta graduale attraverso affondi monografici su singoli artisti che sono riusciti a mantenerne vivo l’interesse e ora oggetto di un vero e proprio trend di valorizzazione che culmina, dopo trent’anni di studi ininterrotti, in questa mostra corale sul Realismo Magico. In particolare, è per la lungimiranza di un grande gallerista e critico d’arte, Emilio Bertonati (1934-1981), al quale la mostra in oggetto intende rendere omaggio e adeguato riconoscimento, per la sua intuizione e intelligenza critica che è stata creata a una collezione privata emblematica di capolavori del Realismo Magico, che questa mostra valorizza in maniera particolare, presentandola integralmente per la prima volta al pubblico milanese insieme ad altre opere provenienti da importanti collezioni e da Musei. Il percorso cronologico-filologico ruota intorno a capolavori italiani di questa specifica temperie, a loro volta messi in relazione con alcune opere della Neue Sachlickheit, la cosiddetta “Nuova oggettività” tedesca, che per primo Emilio Bertonati promosse e fece conoscere alla cultura italiana agli inizi degli anni Sessanta attraverso la Galleria del Levante, nelle sedi di Milano e di Monaco di Baviera. I confronti saranno anche con i caratteri del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, dai quali il Realismo Magico si distingue, ma con il quale condivide alcune personalità artistiche come Achille Funi, Mario Sironi, Ubaldo Oppi. La definizione Realismo Magico riguarda un momento dell'arte italiana circoscritto, nella fase più creativa ed originale, in circa quindici anni, tra il 1920 e il 1935, rappresentando in sostanza il clima del ritorno al mestiere della pittura e una specifica declinazione di una temperie “neoclassica”, che ha tangenze con il gusto déco nella sua specificità italiana, ma anche di un ricercato “arcaismo quattrocentesco” e di ambigue atmosfere metafisico/realistiche. Allo stesso tempo a questo segmento dell'arte italiana si legano termini specifici quali realismo, magia, metafisica, spettrale, obiettivo, vero, naturale, surreale. In mostra sono esposte le opere originalissime di Felice Casorati, come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922, così come le prime invenzioni metafisiche di Giorgio de Chirico come L’autoritratto e L’ottobrata del 1924, ma anche le proposte di Carlo Carrà, con Le figlie di Loth del 1919, e Gino Severini con i suoi Giocatori di carte; tutti propongono un originale e tutto italiano “ritorno all'ordine”.
Le nostre proposte ci conducono ora a Genova presso il Palazzo Ducale per la più grande e completa mostra antologica dedicata al grande genio olandese Maurits Cornelis Escher, oggi uno degli artisti più amati a livello globale e i cui mondi impossibili sono entrati nell’immaginario collettivo rendendolo una vera icona del mondo dell’arte moderna. Con oltre 200 opere e i suoi lavori più rappresentativi come Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, la mostra presenta un excursus della sua intera e ampia produzione artistica. Tra arte, matematica, scienza, fisica, natura e design, la mostra Escher è un evento unico per conoscere più da vicino un artista inquieto, riservato ma indubbiamente geniale e per misurarsi attivamente con i tantissimi paradossi prospettici, geometrici e compositivi che stanno alla base delle sue opere e che ancora oggi continuano a ispirare generazioni di nuovi artisti in ogni campo. All’interno della mostra sarà inoltre possibile esplorare l’immaginifico universo escheriano tramite inedite sale immersive e strutture impossibili che saranno messe a confronto con opere di grandi artisti visionari del calibro di Giovanni Battista Piranesi (1720 – 1778) e di Victor Vasarely (1906 – 1997).
Siamo ora in Veneto, a Treviso. L’iniziativa Un capolavoro per Treviso” rappresenta una novità per le politiche museali della Città: per la prima volta viene organizzata, presso la pinacoteca del Museo Santa Caterina, in dialogo con le collezioni permanenti, una mostra evento dedicata ad un singolo capolavoro, frutto di progetti scientifici e di collaborazione con Istituti di livello internazionale. L’esposizione del Ritratto del doge Francesco Erizzo, importante opera di Bernardo Strozzi (1581-1644) deriva infatti da uno scambio di prestiti tra i nostri Musei Civici e il Kunsthistorisches Museum di Vienna (alla concessione del Ritratto di Sperone Speroni di Tiziano ha fatto seguito il prestito dell’opera del genovese Bernardo Strozzi). Oltre che per la prestigiosa collaborazione, l’Erizzo è una presenza dai molteplici significati simbolici e culturali, che intende rappresentare una ripartenza culturale simbolica post-pandemica: Francesco Erizzo fu infatti il doge della ripartenza economica e artistica di Venezia dopo la grande peste del 1630. La presenza di ‘un doge a Treviso’ è anche un omaggio ai 1600 anni dalla fondazione della Città di Venezia. La tela, opera di uno tra i maggiori artisti del ‘600 italiano, permette di valorizzare una tra le più significative sezioni delle collezioni civiche: oltre 50 ritratti con opere di Lotto, Tiziano, Tintoretto, Palma il Giovane. Il doge trova quindi il suo posto d’onore nella galleria dei ritratti, tra altre figure con ruolo istituzionale di rilievo (alcune solitamente conservate nei depositi) come Senatori, Procuratori e ufficiali.
Eccoci a Conegliano (Tv) con un fotografo celeberrimo Steve McCurry. Icons. Per la prima volta nella regione Veneto viene presentata una selezione di oltre 100 fotografie del grande fotografo americano. Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore alla scoperta del suo talento, con immagini di grande impatto emotivo. L’esposizione raccoglie le molteplici esperienze artistiche e di reportage del fotografo: a partire dai primi storici viaggi in India e poi in Afghanistan dove Steve McCurry ebbe l’opportunità di seguire i Mujaheddin al tempo della guerra contro la Russia. Proprio dall’Afghanistan proviene Sharbat Gula, la ragazza resa celebre dalla prima pagina del National Geographic.
A Parma, presso il Complesso Monumentale della Pilotta troviamo una mostra dedicata a Dante. Si tratta di una rassegna inserita nell’ambito del progetto Dante e la Divina Commedia in Emilia Romagna, un percorso espositivo diffuso che valorizza il patrimonio dantesco di 14 biblioteche e archivi storici nel territorio in cui l’autore della Commedia, dopo l’esilio, trovò la sua seconda patria.
A prefigurarne il contenuto della mostra sono le due citazioni del sottotitolo, ovvero “il codice 3285” e il nome di Scaramuzza. Il codice citato è il Ms. Parm. 3285, uno dei maggiori tesori della Biblioteca Palatina: capolavoro già appartenente ai Danti del Cento, è riconosciuto come una delle più antiche trascrizioni della Commedia dantesca (risale ai primi del ’300), dotato di uno straordinario apparato decorativo. Il volume è stato recentemente oggetto di una campagna di restauro. Intorno, e accanto è stato ideato un percorso che svela al pubblico l’importantissimo patrimonio di opere dantesche, manoscritte e a stampa, posseduto dalla Biblioteca Palatina. Tesori bibliografici (e artistici) acquisiti nei secoli dai Farnese, dai Borbone e, infine, da Maria Luigia d’Austria per arricchire la loro Biblioteca. La seconda citazione proposta nel sottotitolo menziona “Scaramuzza”. È riferita all’artista parmense Francesco Scaramuzza, che eseguì i dipinti murali con tecnica ad encausto a freddo tra il 1841 e il 1857, al fine di impreziosire con la sua opera la Sala Dante della Biblioteca Palatina, che conserva la magnifica raccolta di manoscritti, incunaboli ed edizioni rare dantesche, passione e vanto della ducea di Maria Luigia d’Asburgo. Questo prestigioso incarico diede spunto al pittore per una ulteriore impresa: illustrare l’intera Divina Commedia e già nell’anno del centenario, il 1865, a Firenze vennero esposte le sue tavole riguardanti l’Inferno. Nel 1876 Scaramuzza termina l’avventura titanica di illustrare l’intera Commedia, in tutto 243 cartoni a penna, che sono l’oggetto dell’esposizione a lui riservata alle Scuderie Ducali. Lo studio di queste affascinanti opere ha consentito di rileggere l’opera di Scaramuzza alla luce della riscoperta (o scoperta) della Commedia dantesca che, dopo secoli di sostanziale oblio, ebbe inizio nel secondo Settecento e nell’Ottocento, dapprima in Inghilterra per contagiare in successione la Francia e la Germania e influenzare infine anche l’Italia e lo stesso Scaramuzza.
Le Gallerie Estensi di Modena presentano la mostra Capa in color una selezione degli scatti a colori di Robert Capa (1913 – 1954), fotografo di fama mondiale. Robert Capa è internazionalmente noto come maestro della fotografia in bianco e nero, ma ha lavorato regolarmente con pellicole a colori fino alla morte, nel 1954. Sebbene alcune fotografie siano state pubblicate sui giornali dell’epoca, la maggior parte degli scatti a colori non erano ancora stati presentati in un’unica mostra. L’esposizione presenta oltre 150 immagini a colori, lettere personali e appunti dalle riviste su cui furono pubblicate. Capa in color offre la possibilità unica di esplorare il forte e decennale legame del maestro con la fotografia a colori, attraverso un affascinante percorso che illustra la società nel secondo dopoguerra. Il suo talento nella composizione del bianco e del nero fu enorme, ma la scoperta della potenzialità delle pellicole a colori, quasi a metà della sua carriera, rese necessario definire un nuovo approccio. Rispetto a quanto è stato mostrato in precedenza, la rassegna intende illustrare il particolare approccio dell’autore verso i nuovi mezzi fotografici e la sua straordinaria capacità di integrare il colore nei lavori da fotoreporter, realizzati tra gli anni ‘40 e ‘50 del Novecento.
Martin Parr. We love sports
Torino – Camera
28 ottobre 2021 – 13 febbraio 2022
Orari: lunedì- mercoledì-venerdì 11.00 – 19.00, giovedì 11.00-21.00; sabato e domenica 11.00-19.00; chiuso martedì
Biglietti: 10€ intero, 6e ridotto
Informazioni: www.camera.to.it
Francesco Messina. Prodigi di Bellezza. 120 opere e 120 anni dalla nascita
Vercelli – Arca/ Palazzo Arcivescovile/ ex chiesa San Vittore
19 dicembre 2021 – 27 febbraio 2022
Orari: Arca ( piazzetta S. Marco, 1) giovedì-domenica 10.00 – 19.00; Palazzo Vescovile (piazza Alessandro d’Angennes, 5) giovedì-domenica 14.00- 18.00; ex chiesa di San Vittore (largo d’Azzo) vista dall’esterno
Biglietti: ingresso gratuito
Informazioni: www.comune.vercelli.it
Divisionismo. Due Collezioni: Galleria d’Arte Moderna Milano e Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
Milano – GAM
19 novembre 2021 – 6 marzo 2022
Orari: martedì - domenica 10.00 - 17.30; chiuso lunedì
Biglietti: 5€ intero, 3€ ridotto
Informazioni: www.gam-milano.com
Realismo magico
Milano – Palazzo Reale
19 ottobre 2021 - 27 febbraio 2022
Orari: martedì - domenica 10.00-19.30, giovedì 10.00- 22.30; chiuso lunedì
Biglietti: 14€ intero, 12€ ridotto
Informazioni: www.mostrarealismomagico.it
Escher
Genova – Palazzo Ducale
9 settembre 2021 – 20 febbraio 2022
Orari: lunedì 14.00-19.00; martedì – domenica 10.00-19.00; venerdì 10.00-21.00
Biglietti: 12€ intero, 6€ ridotto
Informazioni: www.palazzoducale.genova.it
Il ritratto del doge Francesco Erizzo
Treviso – Civico Museo di Santa Caterina
19 novembre 2021 – 13 febbraio 2022
Orari: martedì – domenica 10.00-18.00, chiuso lunedì
Biglietti: 6€ intero, 4€ ridotto
Informazioni: www.museicivicitreviso.it
Mc Curry
Conegliano (Tv) – Palazzo Sarcinelli
6 ottobre 2021 – 13 febbraio 2022
Orari: mercoledì - venerdì 10.00 – 13.00/ 15.00 – 18.00; sabato e domenica 10.00 – 19.00
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.artikaeventi.com
Un splendor mi squaciò’l velo. Dal codice 3285 a Scaramuzza
Parma – Complesso Monumentale della Pilotta
20 novembre 2021 – 13 febbraio 2022
Orari: martedì - domenica 10.30-18.30; chiuso lunedì
Biglietti: 8€
Informazioni: www.complessopilotta.it
Capa in color
Modena – Gallerie Estensi
11 settembre 2021 - 13 febbraio 2022
Orari: martedì- sabato 10.00-19.30; domenica 10.00-18.00; chiuso lunedì
Biglietti: 12€, 9€ ridotto
Informazioni: www.gallerie-estensi.beniculturali.it