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Mostre Aprile 2022

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
Poche le segnalazioni per aprile, ma di grande interesse, quasi un focus sull’arte modera e sulla fotografia.

Cominciamo da Stupinigi (To). Presso la Palazzina di caccia è allestita una mostra che parte dal progetto “ANIMALS”, progetto che ha origine nel 1992 quando, Steve McCurry (1950) svolge una missione nei territori di guerra nell’area del Golfo per documentare il disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del conflitto. Tornerà dal Golfo con alcune delle sue più celebri immagini icone, come i cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme e gli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio. Con questo reportage vincerà nello stesso anno il prestigioso Word Press Photo. Il premio fu assegnato da una giuria molto speciale, la Children Jury, composta da bambini di tutte le nazioni. Da sempre, nei suoi progetti, McCurry pone al centro dell’obiettivo le storie legate alle categorie più fragili: ha esplorato, con una particolare attenzione ai bambini, la condizione dei civili nelle aree di conflitto, documentando le etnie in via di estinzione e le conseguenze dei cataclismi naturali. A partire da quel servizio del ’92 ha infine aggiunto, ai suoi innumerevoli sguardi, quello empatico verso gli animali. In mostra gli animali sono protagonisti di sessanta scatti iconici, che raccontano al visitatore le mille storie di una vita quotidiana dove uomo e animale sono legati indissolubilmente. Un affresco corale dell’interazione e della condivisione, che tocca i temi del lavoro e del sostentamento che l’animale fornisce all’uomo, delle conseguenze dell’agire dell’uomo sulla fauna locale e globale, dell’affetto che l’essere umano riversa sul suo pet, qualunque esso sia. Animali da lavoro, usati come via alla sopravvivenza, animali talvolta sfruttati come unica risorsa a una condizione di miseria, altre volte amati e riconosciuti come compagni di vita per alleviare la tristezza o, semplicemente, per una forma di simbiotico affetto.

Ci spostiamo ora a Milano. La Galleria Bottegantica dedica una mostra al tema della donna nell’arte di Giacomo Balla (1871-1958). Intitolata Balla al femminile. Tra intimismo e ricerca del vero, la rassegna approfondisce questo particolare aspetto dell’arte di Balla, uno dei più importanti e originali esponenti dell’arte italiana del XX secolo. Dopo quattro anni dalla rassegna Giacomo Balla. Ricostruzione futurista dell’universo (2018), incentrata sull’esperienza futurista del pittore, Bottegantica dedica una mostra alle declinazioni della femminilità interpretate dall’artista in due periodi apparentemente lontani della sua produzione, quello divisionista di inizio Novecento e quella figurativo-realista degli anni Trenta e Quaranta. La mostra presenta, accanto a due opere eseguite da Balla agli inizi del Novecento, un selezionato nucleo di dipinti del Balla maturo. Tale accostamento permette di creare un dialogo tra i differenti modi di interpretare la figurazione del primo e dell’ultimo Balla, all’insegna della centralità della figura femminile. Nelle opere presenti in mostra Balla rivela la sua capacità di entrare nell’animo di chi vuole ritrarre, mosso dalla ricerca di rendere la realtà in maniera profonda e sincera. Quiete operosa (1898) e La famiglia Stiavelli (1905) si inseriscono nella stagione dei ritratti di primo Novecento in cui le donne sono spesso protagoniste, raffigurate in interni o negli spazi aperti di Villa Borghese. Si intuisce in queste due opere l’intento di Balla di cogliere il vero in una visione d’insieme, che sia allo stesso tempo psicologica e d’ambiente, in cui l’interiorità dei soggetti dialoghi con l’ambiente circostante. In Quiete operosa, Balla ritrae Elisa Marcucci, che sposerà nel 1904, intenta a ricamare vicino alla finestra; la luce s’irradia nella stanza creando un delicato chiaroscuro. In La Famiglia Stiavelli, invece, una luce bianca, quasi artificiale, illumina frontalmente ogni elemento dello studio, attirando l’attenzione tanto sulla famiglia, la pittrice al cavalletto, il marito e le bambine dallo sguardo fisso, che sugli oggetti dell’atelier. Nell’estate del 1929 Balla si trasferisce con la famiglia in Via Oslavia 39B. Casa Balla diventa presto la dimora dove si intrecciano i rapporti affettivi ed artistici tra l’artista e la sua famiglia, la moglie Elisa, le due figlie, Luce ed Elica, e la cugina Francesca Marcucci. Nel dipinto Timidezza, eseguito nel 1932, la modella è proprio la figlia Luce che posa sul terrazzo coinvolgendo con lo sguardo lo spettatore. In Profumo di rose (1940), i colori vivaci dei petali, investiti di luce, si rifrangono nello spazio circostante, riproponendo quel dialogo tra soggetto e ambiente che muove Balla nella sua percezione della realtà e nella ricerca del vero. Infine, l’universo femminile si allarga e coinvolge anche l’amica di famiglia, la giovane Giuliana Canuzzi, che posa per il ciclo delle Quattro stagioni in rosso, realizzate tra il 1939 e il 1940. Prendendo ispirazione dalla fotografia artistica e di moda di quegli anni, Balla immerge la modella in un rosso caldo, energico e vitale, e la illumina di una luce calda e radente, proveniente dal basso, enfatizzando la modernità di questa figura femminile, simbolo del rinnovarsi delle stagioni e contemporaneamente diva del suo tempo.

Ci spostiamo ora in Veneto, a Bassano del Grappa per una rassegna che indaga la figura di Ruth Orkin. Leggendaria figura di fotoreporter ma anche cineasta americana, autrice assieme al marito Morris Engel del lungometraggio indipendente Il piccolo fuggitivo premiato con il Leone d’Argento al Festival di Venezia del 1953, Ruth Orkin (1921-1985) è una delle figure di spicco della fotografia del Novecento. La mostra intende celebrare l’opera di questa pioniera del fotogiornalismo nel centenario della sua nascita. Oltre centodieci fotografie tra le più celebri della sua carriera - da “VE-Day” a “Jimmy racconta una storia”, da “American Girl in Italy” ai ritratti di Robert Capa, Marlon Brando e Woody Allen - testimoniano il talento di Orkin nel cogliere, con il suo obiettivo, situazioni potentemente iconiche e di saper fare di queste immagini i lemmi di una narrazione fortemente evocativa. Che si tratti di scatti singoli o di lavori composti da sequenze di fotogrammi, di ritratti o di paesaggi urbani, siano questi di New York, di Roma o Venezia, ogni fotografia di Ruth Orkin ha la forza di un racconto in cui luoghi e persone si rispecchiano l’uno nell’altro.

L’ultima proposta è a Pisa, presso la sede espositiva di Palazzo Blu. Curata dalla Nakamura Keith Haring Collection in Giappone, questa mostra si concentra sull’arte e la vita di Haring (1958-1990) attraverso una ricca selezione di opere, con un focus sul suo dipinto murale pisano del 1989 Tuttomondo. La Nakamura Keith Haring Collection è la collezione personale del Dr. Kazuo Nakamura, oggi esposta nel museo dedicato all’artista che si trova Giappone. Essa raccoglie opere che vanno dai primi giorni fino agli ultimi lavori di Haring, tra cui molte serie complete di stampe come Apocalypse (1988), Blueprint Drawings, (1990) e diversi altri disegni, sculture e grandi opere su tela come Untitled (1985). Ampiamente riconosciuto per le sue opere d’arte dai colori vivaci e giubilanti, l’arte di Haring presenta anche messaggi forti sulla nostra società. In questa mostra il pubblico è invitato a scoprire un altro lato della sua creatività, il messaggio visivo dei caotici anni ’80 il quale, trasmesso attraverso la sua arte, continua a risuonare con noi oggi, 31 anni dopo la sua morte. Keith Haring ha vissuto gli sconvolgimenti della New York degli anni ’80.
L’economia americana era in cattive condizioni, soprattutto a New York, dove molti problemi sociali come la violenza, la droga, la discriminazione e la povertà affliggevano la città. Senza Internet, telefoni cellulari o social media, Haring ha cercato di comunicare con un pubblico il più ampio possibile. Per rendere l’arte disponibile a tutti, ha rotto la tradizione dell’arte e ha riversato tutto se stesso nel suo lavoro. Tragicamente questo è durato solo poco tempo poiché è morto per complicazioni legate all’AIDS all’età di soli 31 anni. Tuttavia le sue opere e il suo messaggio rimangono ancora rilevanti, specialmente nel mondo di oggi con i problemi globali che affrontiamo: la pandemia di COVID-19, il cambiamento climatico e disuguaglianze crescenti, solo per citarne alcune.


Steve Mc Curry. Animals
Stupinigi (To) – Palazzina di caccia
27 novembre 2021 - 1 maggio 2022
Orari: martedì – venerdì 10.00 – 17.30, sabato e domenica 10.00 – 18.30
Biglietti: 14€ intero, 12€ ridotto
Informazioni: www.mostramccurry.com

Balla al femminile. Tra intimismo e ricerca del vero
Milano – Galleria Bottegantica (Via Manzoni 45)
1 aprile 2022 – 30 aprile 2022
Orari: tutti i giorni 10.00-13.00/15.00-19.00; chiuso lunedì e domenica
Biglietti: ingresso gratuito
Informazioni: www.bottegantica.com

Ruth Orkin. Leggenda della fotografia
Bassano del Grappa (Vi) – Museo Civico
18 dicembre 2021 - 2 maggio 2022
Orari: tutti i giorni 10.00-19.00, chiuso martedì
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.museibassano.it

Keith Haring
Pisa – Palazzo Blu
12 novembre 2021 - 17 aprile 2022
Orari: lunedì - venerdì 10.00- 19.00, sabato e domenica 10.00- 20.00
Biglietti: 3€ intero, 2€ ridotto
Informazioni: www.palazzoblu.it

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