F. Hadjadj: Cosa c’è di più spirituale delle solite formule?
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O anche: le formule convenzionali come segno
Sulla soglia di una porta aperta, o incontrandosi per strada, la conversazione – sempre - inizia con questa parola o con un’altra simile: “Buongiorno!” Niente di più ordinario. Niente di più prodigioso. Questa parola ci sfugge due volte: la prima come un riflesso, la seconda come una promessa…Scatta da sé… significa più di quello che sembra esprimere. Se non ci penso, la cosa è semplice e passa inosservata, ma se mi metto un istante in ascolto questa scava delle improvvise vertigini…
Alcuni fanno della prosa senza saperlo ma tutti noi facciamo, senza rendercene conto, dell’escatologia. L’inconscio mette sulle nostre labbra questa preghiera, che manda a monte ogni censura. A dispetto della mia incredulità, porto questo augurio preliminare, invoco il buongiorno…come un altro che apparisse e a porte chiuse dicesse: “La pace sia con voi!”…
Così anche la stretta di mano…la stretta di mano autentica consiste in un tocco nel quale ciascuno stringe dolcemente l’altro fino al punto in cui le due pressioni si eguagliano…Non è questo, per così dire, farsi la promessa di una situazione dove l’uno non prevale sull’altro ma lo accoglie così come è, senza deformarlo - non è forse una prefigurazione manuale del giorno della Riconciliazione?
Infine, ciò che si pronuncia nell’istante della separazione, non è meno esorbitante di quanto fu detto al momento dell’incontro: “Arrivederci…buon ritorno” , parole che si dicono di nuovo sulla soglia e che ancora una volta fanno sperare in un buon pentimento (il ritorno al bene) e anche in un altro incontro nella visione rinnovata. E non parlo dell’ostensibile “Addio”…
Certo non ci riesce di concepire bene ciò che enunciamo così chiaramente. Come mai dopo tante carneficine le nostre voci si ostinano ancora a dire “Buongiorno”, quando ormai da tanto tempo sarebbe stato più appropriato sbattersi in faccia dei “Malgiorno”, non “Salve”, ma “Pérditi”, non “Addio” ma “Al nulla”…Che cos’è, nel disastro, questa aurora che vuole spuntare sempre?
F.Hadjadj, Il Paradiso alla porta, Lindau pp. 91-93.