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Il lavoro è anche opera di Dio

Autore:
Sciffo, Andrea
Fonte:
CulturaCattolica.it
L'epoca moderna è fondata su una concezione sbagliata del lavoro, lavoro che Karl Marx o Adam Smith o sir Karl Popper videro solo come pena necessaria degli uomini, utile solo a trasformare il mondo. E' soltanto "l'opera dell'uomo". Ma i Padri della Chiesa avevano detto ben altro...

Avevano costellato le loro omelie, i loro commenti a salmi e libri veterotestamentari con indicazioni chiare: Gesù lavorò per trent'anni, a Nazareth.
Cercare l'antidoto alla follia del lavoro considerato un semplice "posto con stipendio", dal quale sfuggire il venerdì sera verso il miraggio privato del fine settimana, sarebbe un'opera degna di menzione.
Al riguardo, nella prima metà del '900 fu fecondissima l'intuizione del "lavoro ben fatto" del beato mons.Josemaria Escriva de Balaguer (1902-1975), fondatore dell'Opus Dei, il quale, ricordando il periodo in cui visse a Burgos sul finire degli anni Trenta, e i suoi colloqui con i giovani durante lunghe passeggiate fino alla cattedrale gotica, scrisse: "Mi piaceva salire su una torre, per mostrare loro le sculture sommitali, un autentico merletto di pietre, frutto di un lavoro paziente, faticoso. In quelle conversazioni mostravo loro che tali meraviglie non si vedevano dal basso; questo è il lavoro di Dio, l'opera di Dio! Terminare il proprio lavoro alla perfezione, con la bellezza di quei ricami in pietra. Di fronte a una realtà cosi evidente da potersi toccare con mano, comprendevano che quel lavoro era preghiera, un dialogo meraviglioso col Signore: coloro che avevano speso tanta fatica in quell'opera sapevano bene che nessuno, dalle strade della città, avrebbe notato il loro sforzo: era solo per Dio".
Oggi il lavoro anche più massacrante è invece riservato solo per Io; ma per un io egoista e dunque sbagliato. Parziale.
Saprà l'Occidente risollevarsi, attraverso il lavoro, dalla caduta nel marxismo e nel liberalismo? L'abolizione pratica (oramai imminente) della lettura obbligatoria di Dante nelle scuole italiane rallegrerà soltanto quanti non capiscono che l'atto rappresenterà il taglio delle proprie radici: dopo le rivoluzioni scientifica, industriale e francese, gli europei somigliano troppo a quel tale che, seduto all'estremità di un ramo d'albero, lo segava dalla parte sbagliata.
Vos autem non sic, dicono le Scritture: ma non così sarà per voi. Oggi come sempre l'uomo pio, che vede in Enea un modello di trasmissione amorevole di quanto ricevuto in dono, è chiamato alla conversione, a cambiare idea cadendo da cavallo o per un imprevisto, una riflessione improvvisa. Lungo il cammino, mediante gli incontri, attraverso fatiche ed esultanze, ognuno riconosce l'ordine della realtà.
Si potrà dunque studiare e imparare con un'esigenza pratica: soccorrere quanti si trovino nelle regioni della disponibilità e dell'ascolto, e offrire una piccola guida attraverso l'incontro con chi già salì il monte delle Sette Balze della vita e fece luce dietro sé. Ancora una volta, come Dante e Virgilio, in cammino.

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