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Uomini e boschi: le memorie di un reduce-scrittore

Autore:
Sciffo, Andrea
Fonte:
CulturaCattolica.it
Nei libri di Mario Rigoni Stern si eleva sempre un canto d'amore per le montagne, specie per l'Altopiano di Asiago: anche attraverso la durissima prova della ritirata di Russia nel '42, una rustica osservanza alle leggi di natura si conserva fedele, malgrado il fatto che l'ideologia comunista renda i momenti "politici" dei suoi scritti i meno felici.

Gli amori autentici, dalla caccia alla convivenza con una natura creata dal Creatore, fanno di Rigoni Stern un "cristiano implicito": vocazione che chiarisce da Il bosco degli urogalli (Einaudi, 1962) a Storia di Tönle ad Arboreto salvatico sino a Sentieri sotto la neve. Spesso l'autore racconta le storie per il gusto di farlo ma anche per conservare e perpetuare un'eredità di modi di essere, quelli del montanaro, ruvidi e gentili, verso un futuro che pare ignorare come "a sera, attorno al fuoco, fumando, ci raccontavamo storie e vicende della vita. Lassù la montagna è silenziosa e deserta. La neve che è caduta abbondante ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande Guerra, le avventure dei cacciatori. E sotto quella neve vivono i miei ricordi".
Come tantissimi italiani del secolo, Rigoni Stern ha vissuto la tragica illusione del comunismo quale surrogato di religiosità e ricerca del senso delle cose; ma tutta la sua opera, edita da Einaudi, ironizza l'intellettualismo di molti suoi presuntuosi colleghi portati dall'editore torinese in palmo di mano verso il "lettore colto". La scrittura sterniana sa di bosco, di resina, di vita che serve alla vita; il cittadino la osserva incantato, muto dinanzi a una montagna.
Infine, la dolcezza sembra essere la firma dei racconti di Inverni lontani (1999) e Tra due guerre (2000), pagine scritte con riconoscenza e che suscitano gratitudine in chi legge, perché "in attesa dell'inverno è bello lavorare non per accumulare denaro sul conto, ma scorte di legna secca, farina, patate, verdura in composta, marmellate, funghi secchi, oca a pezzi nel suo grasso… e così via con i prodotti che la natura ci dona dalle semine di primavera alle raccolte d'autunno".

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