Trasmettere la fede alla scuola di nostro figlio Carlo Acutis
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ESD, € 14.00

Sono tanti i testi e le testimonianze sul Beato Carlo Acutis, patrono dei giovani. Questa intervista ai suoi genitori ne rivela il carattere profondo di una fede «sine glossa», capace di profondità ed entusiasmo.
Invito coloro che desiderano incontrare il volto fresco della santità a leggere queste pagine, domanda dopo domanda.
Riporto, come suggerimento, alcune parole sulla Eucaristia, perché indicano una straordinaria prospettiva di fede e di missione, quella fede che, per essere pensata, accolta e vissuta, deve diventare cultura.
Trasmettere la fede sappiamo che è un’impresa soprannaturale, che necessita di mezzi soprannaturali. Dio ama ognuno di noi personalmente, sa di cosa abbiamo bisogno. Attingiamo a piene mani ai suoi tesori, anzi accogliamo l’Autore stesso della grazia che si dona a noi nella Santissima Eucaristia.
Il cosmo ha all’inizio l’Eucaristia, primus in intenzione, ultimus in esecuzione, nella pienezza dei tempi. Come dice papa Francesco nell’enciclica Laudato si’: «Il Signore, al culmine del mistero dell’Incarnazione, volle raggiungere la nostra intimità attraverso un frammento di materia. Non dall’alto, ma da dentro, affinché nel nostro stesso mondo potessimo incontrare Lui. Nell’Eucaristia è già realizzata la pienezza». Fin dall’inizio gli uomini sono stati uniti ed avviati all’Eucaristia. Il peccato ha interrotto, ma non rotto il programma eucaristico di Dio. In tutto l’universo l’ordine e l’armonia, gli enti, hanno come punto di convergenza l’Eucaristia. Le dimensioni sono cosmiche e non si può comprendere tutta la straordinaria ricchezza e varietà dell’universo se si prescinde dall’Eucaristia. Ogni famiglia che vive e si nutre dell’Eucaristia adotta simbolicamente Gesù e lo porta a vivere nella propria casa e l’Eucaristia diventerà l’autostrada per il Cielo di questa famiglia.
L’Eucaristia svela e perfeziona le ragioni della vita. È sì, mistero della fede, ma anche ragione di fede, meraviglioso ambiente di fede, sostanziale argomento di fede, sintesi di fede, speranza e carità. L’Eucaristia sembrerà strano, ma non ha un posto specifico, perché se lo avesse sarebbe sempre qualcosa di parziale che la limiterebbe. Se avesse un posto vorrebbe dire che occuperebbe un determinato spazio, in un determinato contenitore. L’Eucaristia non ha un posto perché è Vita, e per questo il suo posto è ovunque, è il tutto; nel tutto, trova ove spaziare in tutta la sua realtà ed operatività. Questo tutto è l’esistente così come si presenta. Cioè nella sua entità, documentabile e scopribile, e nella sua misteriosità che pure va tenuta presente. L’Eucaristia in questo tutto esercita il suo dominio, che non è un predominio. Il suo naturale habitat è la Vita. […] Gesù ha voluto così. Essenziali sono il pane di frumento ed il vino della vite. Il programma di Dio fino dalla creazione è chiaro: l’Eucaristia è già nel pensiero di Dio. In questo inizio dei tempi, Dio ha pensato all’Eucaristia, quando ha creato gli elementi che dovevano costituire il frumento e la vite. Possiamo affermare che il cosmo ha all’inizio l’Eucaristia, primus in intenzione, ultimus in esecuzione, primo nell’intenzione, ultimo nell’esecuzione. Forse sto dicendo cose più grandi di me. Gli astri che da centinaia di millenni volteggiano nei cieli, le tempeste astrali che sconvolgono l’universo, i buchi neri che suscitano tanta curiosità e creano tante attese, stanno ad indicare che il disegno ed il programma del Signore miravano all’Eucaristia.
Ecco il mistero nascosto nei secoli! Le chiese, i tabernacoli, i vasi sacri, sono come la voce nascosta del cosmo che si fa sentire e va interpretata in questo preciso senso: queste opere materiali racchiudono quanto di più spirituale e misterioso si possa immaginare. Si presentano a noi con mattoni, o marmo, in oro o in argento, con fatture semplici o artistiche ma in realtà risentono del cosmo e richiamano tutti i segreti dell’universo e si rifanno all’opera di Dio che mirava certamente a questo, a darci l’Eucaristia che è il centro di tutto e dovrebbe esserlo di tutti. Con una realtà di questo tipo e di tanta preziosità, la Chiesa, dal papa all’ultimo cristiano, dovrebbe sussultare sempre di gioia ed entusiasmo e concentrare nell’Eucaristia i suoi sforzi di evangelizzazione e all’Eucarestia rifarsi in ogni evenienza. Dovrebbe essere la sua idea ossessiva. L’Eucaristia è il centro dei tempi. Le ore volteggiano intorno ad essa ed il tempo si battezza e si cresima grazie ad essa. Che significa? Il cristiano che ha fatto la prima comunione ed altre comunioni è chiamato a decidere in piena capacità di intendere e di volere, se impostare la sua vita in chiave eucaristica, cioè votata. L’Eucaristia dovrebbe diventare il punto di riferimento del suo pensare, del suo parlare e del suo agire e anche l’unità di misura nei suoi rapporti con il resto. Solo così la sua esistenza subirà la radicale inversione di rotta necessaria per incamminarsi verso la vera meta che è il Cielo. Nelle famiglie occorre che vi sia un accordo unanime a porre l’Eucaristia al centro. Con famiglie così orientate, anche se non sono molte, si potrà influire sulla comunità parrocchiale. Da esse rifulgerà in modo del tutto speciale, quanto si manifesta ed avviene nel nucleo familiare stesso. La parrocchia se vuole funzionare e porsi come centro spirituale deve riuscire ad unire famiglie eucaristiche che saranno il fermento, che farà lievitare tutta la massa, la vita intera. Così facendo le parrocchie diventeranno sempre più centri di attrazione e di spinta. Le Messe, le omelie, le confessioni, i vari e variegati gruppi respireranno un’aria nuova, si rafforzerà la vita comunitaria come quando san Paolo scrive negli Atti degli apostoli, che erano un’anima sola e un cuor solo. (Trasmettere la fede alla scuola di nostro figlio Carlo Acutis, pp. 14-16)