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Il Papa 1 - Che idea!

Fonte:
CulturaCattolica.it

Che idea!
dico da laico impenitente e indiviso quale sono.
Non dico “Che idea c’è sotto!”, perché sotto non c’è niente, neppure sopra, né dentro, pornografia spirituale o visionarietà a parte:
esiste solo superficie, estensione, nella realtà fisica come nel pensiero (anche la res cogitans è extensa, qui c’è la pecca di Cartesio), siamo dei superficiali!, non c’è anima sopra e animale sotto, non c’è “profondo”, ma animazione in piano (insomma Freud).
Diversi anni fa leggevo molto intorno alla storia europea della Riforma protestante, in cui incontravo l’imputazione e perfino ingiuria “Papista!”, una lettura accompagnata da una crescente sorpresa da parte mia:
infatti, indipendentemente dalla mia obbedienza confessionale e divenuto molto superficiale circa il dovere di mantenerla per dovere, andavo scoprendo che l’epiteto mi piaceva, che non lo sentivo come imputazione o ingiuria, ma dovevo ancora prendere tempo per sapere perché.
Ho poi trovato, descrittivamente parlando, che il fenomeno “Papa” è una singolare singolarità, per cogliere la quale bisogna distinguerne i due articoli:
1° quella di uno che alzandosi il mattino può
- non dico “deve”, né la predizione che lo farà -,
aprire la finestra e dire la sua, dirla urbi et orbi (atto) con i mezzi materiali, anche tecnologici, a sua disposizione, se del caso con pochi foglietti vergati a mano all’antica, per quattro gatti che lo stanno a sentire (gatti no, quattro forse), però sempre urbi et orbi (universo);
2° che in questo ha dalla sua, in quanto Papa, sia una intera Istituzione a supporto del suo atto, sia la propria elezione da parte di questa a tale fine singolare
- nella sua elezione l’imputabilità del suo atto si distingue dalla responsabilità del suo compito o funzione o ufficio: è importante distinguere imputabilità e responsabilità, la virtù inizia dalla prima come è evidente in Gesù che imputiamo per i suoi meriti -:
sul piano descrittivo non rileva qui che la sua elezione sia motivata-mozionata in excelsis ossia in un punto qui imprecisato del piano:
in ogni caso non esiste il “cielo delle stelle fisse” ossia il vecchio confortante fumo negli occhi, oggi ne abbiamo di nuovi.
In questo atto egli non svolge un Ufficio, non è un Organo, insomma non esercita, come tutti si esprimerebbero, il “mestiere” quantunque altissimo di Papa:
primariamente dice la sua, e l’Istituzione lo supporta ed elegge per questo in solido con il governarla:
segnalo che le due distinte cose dovrebbero trovare articolazione, così che gli articoli sono tre: 1°, 2°, e 3° governo.
Che idea!, ripeto, unica al mondo, senza riproducibilità tecnica né volontaria, come dire che di Papa ce n’è uno solo (anche se morto un Papa se ne fa un altro):
è l’idea di dargli tutto questo bendidìo (2°) perché dica la sua(1°);
e senza che egli abbia l’obbligo di concordarla con nessun altro, benché libero di consultarsi con ogni altro, anche in excelsis, o di farsene ispirare:
non solo non è obbligato a concordarla con nessun altro, ma neppure è obbligato a obbedire ad alcun presupposto, teorico come tutti i presupposti:
il Papa è voraussetzungslos:
mi trattengo dall’illustrare l’importanza logica, storica, linguistica, politica, e le conseguenze, di questo punto.

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