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Un cattolico in-penitente

Autore:
Contri, B. Giacomo
Fonte:
CulturaCattolica.it

Invitato a scrivere su questo Sito, inizio dicendo perché trovo ciò desiderabile: parlo di tutta una sezione longitudinale della mia vita.
Freudiano in-penitente fino alle virgole, “feroce psicoanalista” di lungo corso (è una mia battuta preferita), dopo più prove mi sono risolto gaiamente a confermarmi cattolico ugualmente in-penitente, diversamente da molti coetanei e dopo tanti inviti a pentirmene (oggi si dice “sbattezzarsi”).
Queste due impenitenze mi intessono, a parte qualche cicatrice da ferite sul campo: ma essere veterano (peraltro fin dall’infanzia) giova ai non caduti sul campo.
La sollecitazione a farmi penitente del Cattolicesimo, da Freud non mi è mai venuta: nei rapporti con il suo pensiero non mi sono mai imbattuto in un solo conflitto logico (semmai me ne ha risolti), e neppure nell’insidioso problema della “compatibilità”, che ha fatto frenare, inciampare e deviare molti.
Mi si è così aperto il campo libero del poenitêre, libero da senso di colpa.
Nel passare degli anni mi viene qui oggi nuovamente offerta l’occasione di dare un apporto di lavoro al Cattolicesimo, un mio desiderio appunto: l’ho già fatto regolarmente per vent’anni, prima su Il Sabato (“SanVoltaire”) poi su Tracce (“Enciclopedia”).
Da tempo perseguo un’idea precisa di “Cattolicesimo”, aldilà del valido libro di H. de Lubac che leggevo a vent’anni: è un’idea costituzionale (mi considero un costituzionalista sui generis).
Senza teologizzare o teorizzare designo tale Costituzione nei suoi articoli, penso senza omissioni:
il papa (rammento l’epoca in cui mi interessavo molto della Riforma protestante, e scoprivo l’epiteto “papista” come polemica se non ingiuria: io ho invertito il trend confermandomi tale); la messa (anche in questo sono passato per il confronto con la suddetta Riforma); il dogma (cioè una proposizione per la quale ho stima non dogmatica: da molti anni campo intellettualmente, anche come freudiano, sulla formidabile distinzione concettuale tra genitus e factus); la scrittura e la tradizione (ambedue fonti del dogma: naturalmente distinguo tradizionale da valligiano, e ci sono valligiani anche nelle metropoli e soprattutto nel “villaggio globale”, brrr!); il sacramento; e not least quello che chiamo il diritto cattolico, che concepisco più ampio del diritto canonico (per esempio ritengo giuridica la suddetta distinzione dogmatica tra genitus e factus come quella che riguarda il figlio in quanto erede e non fructus ventris: risparmio le citazioni, da Gesù a San Paolo).
La distinzione concettuale tra generato e fatto, la ho anche logicamente derivata, nonché praticata, dal pensiero freudiano (non proiettata su di esso), che ne è intessuto da capo a fondo.
Da molto coltivo il pensiero di Cristo (il nous kristou di San Paolo) come un pensiero a pieno titolo, e pensiero costituente (usa dire “padri costituenti”: qui abbiamo un figlio costituente).
Lo scoprire in Gesù un pensatore è stato uno dei due principali risultati della mia vita: che “L’albero si giudica dai frutti” (non dall’albero) è di una portata metafisica sconvolgente. “Metafisica” non si contrappone a “pratica”, io ne ho un solo concetto.
Nulla considero più importante (anzitutto per le vite personali, non dico “private”) del passaggio categorico al pensare giuridico, considerando il diritto comunemente inteso come uno dei casi di diritto.
La prossima settimana potrei benissimo scrivere di Obama, del docetismo culturalmente vincente oggi più che mai, del supermarket psicologico, della fase attuale della storia delle scienze, della miseria non strutturale della lingua, del sesso quando non è prostitutivo, dell’interesse attuale di Marx, della distinzione tra “felicità” e soddisfazione, del cristianesimo distinto dalla religione, della guerra mondiale sull’io, delle tre specie di confessione, dell’inesistenza dell’istinto, della fede come giudizio di affidabilità, del nesso salute-salvezza, e di altro.

Milano, 25 giugno 2009

Giacomo B. Contri Medico, Psicoanalista, Presidente dello “Studium Cartello”

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