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Milano - Quando la realtà rivelerà il suo vero volto?

Fonte:
CulturaCattolica.it
"Quando la realtà rivelerà il suo vero volto?" prima parte: la luce, mostra fotografica
memo

dal 2 al 13 dicembre esposizione di fotografie di Alessandro Colombo, alla galleria Spazio Tadini di Milano.
Si tratta di una personale che vuole comunicare - e condividere - un'apertura alla dimensione trascendente del reale. Aspetti di realtà - trasfigurata - portano in maniera naturale a considerare la sostanza stessa della realtà.

Ingresso libero

Nelle ultime pagine di “No country for old men” lo sceriffo Bell dice: “…And I asked if it had anything to say about the shape things was taking…” Ma cosa c’entra la forma che prenderanno le cose con una storia di omicidi a catena, con la violenza e l’orrore? Secondo me la spiegazione è questa: lo sguardo di Cormac McCarthy attraversa e va oltre la storia narrata. Anche se tutto è in disordine, le cose del mondo hanno un ordine: noi lo sappiamo e aspettiamo – magari inconsapevolmente – che questo ordine si manifesti completamente.
Ho pensato che questo è lo sguardo che hanno tutti gli artisti: l’arte è il dono di una sensibilità particolare verso la dimensione profonda dell’essere, una dimensione che attraversa l’apparenza, che tutti intuiscono ma solo gli artisti riescono ad esprimere e rendere visibile, anche se in qualche caso non ne sono completamente consapevoli. La bellezza è il varco che ci conduce alla dimensione trascendente, la bellezza è il trait‐d’union tra la realtà e il vero. Tutti, nessuno escluso, siamo sensibili alla bellezza, ne sentiamo il fascino e l’attrattiva, siamo obbligati a fermarci, interrompendo quello che stiamo facendo, per contemplare, anche solo per un attimo qualcosa di bello.
La bellezza è nella realtà. Non è una riflessione intellettuale, non è un’emozione effimera, non è un linguaggio per pochi… Non la crea l’artista, c’è già. In fotografia mi sembra che ne fosse ben cosciente Robert Capa, quando diceva: “Le foto sono già lì, tu non devi far altro che scattare”.
La realtà è fatta con suprema armonia e con un’inesauribile varietà di forme, che non finiamo mai di conoscere. E così come vediamo la bellezza del mondo venirci incontro in mille modi diversi, ci sarà sempre spazio per una nuova visione artistica, per il contributo di un nuovo artista che ci avvicini al reale in modo personale, diverso dai tanti che l’hanno preceduto.
Lo sguardo del bambino che apre questa mostra è un’allegoria di questo. E’ uno sguardo assorto e puro che trasmette un senso di attesa e di armonia e dice che la bellezza è un’esperienza immediata di totalità.
Le opere che presento vogliono condurre dall’osservazione di realtà luminose (le architetture di Washington e di Roma) ad una trasfigurazione del dato reale che verte soprattutto sul movimento. Io vedo infatti nell’aggiunta del moto al soggetto impresso sulla foto un modo convincente per allargare lo sguardo dalla superficie della realtà osservata alla verità trascendente dell’essere.

Quando la realtà