Quelli di Ciavatta sono metodi da Stato di polizia
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Cari amici di Tribuna,
scrivo volentieri sul vostro giornale, perché ritengo che un confronto serio tra posizioni anche diverse sia un bene per tutti. E credo che la nostra Repubblica abbia da trarre vantaggio da tutte quelle esperienze di dialogo che si possono realizzare.
Quando insegnavo a scuola ricordo di avere detto spesso ai miei alunni: «Ascoltare chi pensa diversamente, comprendere le sue ragioni, non fa male. Non ci si perde mai dal confronto».
Ritengo però che il confronto debba essere sulle idee, sui valori, sulle posizioni culturali, ma mai un attacco alla persona.
Per questo trovo gravemente scorretto l’articolo di Roberto Ciavatta in risposta a quanto asserisce Claudio Mancini, perché mi pare che sia un attacco alla persona, arrivando ad accusare Claudio di «omofobia» solo per aver citato testualmente un passo della dottrina sociale della chiesa, e a chiedere così il suo allontanamento dalla scuola. Mi sembrano metodi che vanno bene in uno stato di polizia, controllato da funzionari di partito più vicini al KGB o alla Stasi (la polizia politica dei regimi totalitari dell’Est) che ai servitori di uno stato democratico Anche la ricerca in rete di informazioni sul prof. Mancini è pienamente in linea con questo approccio “a dossier” dei regimi totalitari. Se dovessimo usare questo metodo (l’attacco personale e la richiesta di «licenziamento» di coloro di cui non si condividono le posizioni) certamente ripeteremmo episodi della storia che non vorremmo più vedere. Teniamo alto il confronto tra posizioni diverse, cerchiamo di capire le ragioni di chi parla, evitiamo sterili e stupidi personalismi. Non è in gioco una diatriba da osteria ma il bene comune. Parlare dell’uomo, della famiglia, della sua identità, dei suoi diritti non può essere chiacchiera vana, impegna un cammino di responsabilità e di libertà. Si può essere in disaccordo con le idee di qualcuno, ma per favore, diamone le ragioni! Sarà un bene per tutti. Evitiamo la bagarre e le accuse ad personam che possono solamente creare odio e settarismo.
E soprattutto evitiamo sterili accuse a persone che, citando il Magistero della Chiesa Cattolica, portano nel dibattito elementi di confronto positivo e costruttivo.
Amici di Tribuna, allarghiamo il dibattito, ma chiediamo il rispetto delle persone a chi interviene.
- L'articolo su Tribuna del 28 luglio 2014 129KL'articolo su Tribuna del 28 luglio 2014