Cristiani e mass media: il caso russo 1 – Intervento di Konstantin Kovalev
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Insieme o separatamente?
Tavola rotonda - Mosca 9 giugno 2008
Presentiamo alcuni degli interventi alla tavola rotonda “La moralità cristiana e i mass media - Insieme o separatamente?”, che ha visto raccolti a Mosca giornalisti ortodossi assieme all’arcivescovo cattolico di Mosca monsignor Paolo Pezzi. Il quadro della situazione che ne risulta, come era da prevedere, non è molto confortante, del resto assai simile a quello che succede in Italia. Le cause del degrado morale sono viste giustamente in un cambiamento di mentalità, ormai comune a tutta l’Europa e non solo. I suggerimenti che i partecipanti propongono si concentrano sull’istituzione di un Consiglio che regoli la televisione in particolare e i mass media in genere. Non mettiamo in dubbio l’utilità di tale Consiglio, ma se non esiste un movimento che propone una cultura nuova, che punta sulla formazione della persona e la creazione dal basso di un nuovo popolo, come suggerisce l’esperienza del samizdat, anche gli strumenti tecnici riescono a tappare qualche buco, ma non di più.
Konstantin Kovalev
Insegno all’Istituto di giornalistica e creatività letteraria. Tengo il corso di Giornalismo televisivo contemporaneo. Cerco di formare la coscienza di un gruppo di giovani che si preparano a lavorare prossimamente alla televisione. I giovani seguono il corso con attenzione ed interesse. Essi capiscono che i problemi sono molti, ma non sanno cosa fare e come fare. Il mio giudizio sulla televisione è critico e severo.
I mass media e soprattutto la televisione si trovano in una crisi sistematica. Essa riguarda soprattutto i quadri, cioè gli uomini. Vorrei dire che l’incontro con la gerarchia cattolica è una cosa simpatica, piacevole ed estremamente importante. Qui ci siamo incontrati come giornalisti ortodossi e questo, come ha notato l’arcivescovo cattolico Paolo Pezzi ha un valore particolare. I rapporti fra pensatori cattolici e ortodossi, fin dai tempi di Chaadaev, sono stati molto importanti.
Le elaborazioni teoretiche per comprendere i processi socio culturali, sia da noi che in Occidente, sono più che sufficienti, compresi quelli che riguardano i mass media. In questo contesto non guardo all’Occidente con occhio estraneo e men che meno negativo, perché noi siamo tutti cristiani, e questo per noi è molto importante, soprattutto oggi. Un certo movimento di cristiani che si incontrano lo consideriamo indispensabile, anche perché siamo in un tempo vulcanico ed esplosivo, ed alcune tendenze di dottrine religiose sono aggressive.
A decidere i compiti dei mass media oggi sono gli affari, e per gli affari la cosa che più vale è il guadagno. Per i mass media quale è la cosa più importante? L’informazione che occorre raggiungere con tutti i mezzi. Se vogliamo parlare in modo oggettivo dobbiamo dire che i mass media adempiono il proprio compito in modo positivo, cioè informano la società su tutto, compreso i suoi vizi. Altra cosa è prendere nota che la quantità di vizi che i mass media diffondono è così grande ed incontrollabile da influenzare in modo distruttivo le menti della gente.
Sorge il problema: chi oggi determina i mass media? La statistica. Domanda: quante persone guardano i programmi spirituali o religiosi, complessivamente di tutte le confessioni? Risposta: l’1,5% degli interrogati. Domanda: desiderate vedere alla televisione programmi spirituali o religiosi? Risposta positiva: 1,5%. Per chi dunque sono fatti i così detti telecanali? Da questi dati si comprende il relativo fallimento dei canali ortodossi. Molti di questi, sorti da poco, non sono stati in grado di svilupparsi. Si deve inoltre tener conto di colossali difficoltà, fra le quali quelle finanziarie.
Padre Evgenij ha parlato della necessità di preparare programmi educativi per la televisione. Giusto. Ora cercano di aprire un canale per bambini con preoccupazione educativa, alquanto attraente. “Bibigon”: guardate attentamente questo canale: dalla mattina alla sera proiettano film sovietici. E che cosa è un film sovietico? Quando i rossi, sempre in maggioranza, colpiscono i bianchi; continuano a fare la loro rivoluzione. E così cresce la generazione di turno che continuerà a credere alla positività di questi eroi!!! In questi film preti ubriachi sparano con mauser sulla folla … e noi non possiamo fare nulla? Dobbiamo fare; cambiare tutto.
Il compito di un certo gruppo di gente (ho presente scrittori e giornalisti) è di cambiare la coscienza della società. Mi auguro che si possa creare un Consiglio collettivo per la moralità della televisione, giacché il potere dei mass media centrali e della televisione appartiene ora a persone del tutto diverse. Sono persone che in primo luogo non sono religiose, in secondo luogo non sono persone istruite, infine sono persone limitate, a volte viziose e totalmente amorali. Essi cercano con tutti i mezzi di difendersi dalla società e fanno di tutto per restare il più a lungo possibile nei loro incarichi e nei posti chiave. In questo modo si sta creando una TV “tiepida”, che cerca di accontentare tutti, tutti i gusti, specie quelli del potere. Questo è il loro giudizio: facciamo ridere la gente, presentiamo film criminali, serial stupidi, ma in ogni caso non permettiamo mai che persone pensanti si presentino alla televisione.
Il naturale e normale influsso religioso può provenire da uomini religiosi, sufficientemente istruiti e intelligenti, che devono farsi sentire sui canali più importanti della televisione. Questi uomini dovranno portare avanti i loro programmi evitando di fare bassa propaganda. Il laico è capace di parlare in modo adeguato su ogni tema, restando sempre religioso; ma che nessuno osi puntare il dito contro di lui o lo accusi di essere un propagandista religioso. Ecco quello che ci vuole. Questi uomini vengono tenuti a buona distanza dalla televisione. Assai raramente appaiono sul canale “Kultura”. Ho fatto una triste esperienza quando preparai alcune riprese di un programma di storia e una serie di scenari. Durante la messa in opera mi dissero: “Ma lei non potrebbe tagliarsi la barba?” Io chiesi il perché. Mi risposero: “Lei ha un volto troppo ortodosso”. Il programma non è stato accettato.
Dobbiamo preparare una speciale associazione di persone in grado di poter spiegare a tutta la società, con tutti i mezzi possibili, i comuni valori umani positivi. Questa associazione potrebbe opporsi alle organizzazioni tipo “TEFI” e all’”Accademia TV”, dove i padroni dei telecanali hanno creato un loro proprio sistema di privilegi; distribuiscono gratis a se stessi un’enorme massa di statuine e di titoli accademici, creando così una falsa immagine di ‘professionisti’ che dovrebbero lavorare nei mass media di informazione. Noi abbiamo la possibilità di poter influire su questo stato di cose.
Ed ora ci avviciniamo alla conclusione principale. Noi possiamo convincere i leaders del nostro governo a non aver paura di parlare di religione. Una certa timidezza dei governanti, del tutto comprensibile, è anche una cosa buona. Ma perché in Europa ed in America possono permettersi di pronunciare frequentemente il nome del Signore nei loro discorsi e noi invece continuiamo ad aver ‘vergogna’? Kennedy per primo incominciò a dire di essere cattolico. Carter per primo pronunciò il nome di Dio nel suo discorso introduttivo. Da noi questo non succede ancora.
Dobbiamo pensare a formare dei quadri. Dobbiamo aumentare il numero di persone normali che sappiano formulare giudizi critici nei principali punti dei mass media. La cosa più importante è proprio questa: un gruppo di persone creative che attirino allo schermo uomini freschi, eroi, personaggi, opinioni.