Offro la mia casa
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In questi giorni tormentati per tante ragioni, sia nella vita quotidiana come negli eventi che sconvolgono il mondo, spesso ci domandiamo se c’è una via praticabile per un cambiamento. E ci accorgiamo che tante ricette che ci vengono somministrate sono pura utopia, e costituiscono il problema e non la sua soluzione. Così sembra crescere un senso di frustrazione e di sconforto, con la illusione della inevitabilità del male. Una rassegnazione apatica, amara, senza più speranza. I risultati nella politica (nostrana e mondiale) sembrano confermare questo cammino.
Ed ecco però che ci accorgiamo che qualcosa va in un’altra direzione e finalmente ci permette di guardare alla realtà con uno sguardo carico di speranza, mostrandoci che non tutto è finito. Non solo, ma che anche noi possiamo essere protagonisti. Noi, tu ed io, senza che questo sia considerato utopia o illusione. Così abbiamo ascoltato quello che Papa Francesco ha detto al Regina Coeli nel suo pellegrinaggio in Terrasanta: «In questo Luogo, dove è nato il Principe della pace, desidero rivolgere un invito a Lei, Signor Presidente Mahmoud Abbas, e al Signor Presidente Shimon Peres, ad elevare insieme con me un’intensa preghiera invocando da Dio il dono della pace. Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro di preghiera.
Tutti desideriamo la pace; tante persone la costruiscono ogni giorno con piccoli gesti; molti soffrono e sopportano pazientemente la fatica di tanti tentativi per costruirla. E tutti – specialmente coloro che sono posti al servizio dei propri popoli – abbiamo il dovere di farci strumenti e costruttori di pace, prima di tutto nella preghiera.
Costruire la pace è difficile, ma vivere senza pace è un tormento. Tutti gli uomini e le donne di questa Terra e del mondo intero ci chiedono di portare davanti a Dio la loro ardente aspirazione alla pace.»
Sì, anch’io posso nel mio piccolo offrire la mia casa perché la preghiera faccia rinascere la pace nei miei rapporti. Anch’io posso portare il mio contributo (e non dico «piccolo», ma «reale») perché qui e ora rinasca la vita nei rapporti. «Offro la mia casa»: che questo suggerimento di Papa Francesco sia d’ora in poi l’unico criterio per cambiare. Non violenza, né vendetta, né rassegnazione! Mi è offerto un cammino realistico. Basta solo provare. E allora pensiamo alle piccole e grandi questioni che ci assillano quotidianamente, alla scuola dei nostri figli, al lavoro di tanti tra noi, alla condizione di solitudine di tanti anziani… «Offro la mia casa»: e il miracolo accadrà sotto i nostri occhi!