Dallo Stato Pontificio allo Stato della Città del Vaticano - 1: Le origini
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La formazione dello Stato Pontificio è un fenomeno complesso. Non è possibile collocarlo in una precisa cronologia né ricondurlo, come per altri Stati, ad avvenimenti ben definiti, come conquiste militari o trattati internazionali.
Un editto del Senato Romano (Senatoconsulto del 35) dichiarava la nuova religione cristiana religio non licita (1).
Con l'Editto di Milano (313) Costantino pone fine a questa situazione dichiarando il cristianesimo religio licita.
Finalmente i Pontefici potevano organizzare senza timori la struttura della Chiesa in ambito giuridico come in quello spirituale.
La caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) lasciava Roma senza autorità. Per secoli era stata la sede dell'imperatore, la caput mundi. Con questo evento il centro della politica mondiale si era definitivamente spostato a Costantinopoli, già chiamata dal Concilio di Costantinopoli I (381) la Nuova Roma (2).
In seguito a questi avvenimenti, in Occidente si era formato un preoccupante vuoto; Costantinopoli infatti era troppo lontana in senso geografico come in quello culturale.
Questa assenza di potere civile fu colmata dall'unica autorità che godeva di grande prestigio: il Papato. Così i Papi, loro malgrado, da responsabili della comunità cristiana, si videro impegnati in tante altre incombenze civili, non di loro diretta competenza.
Specialmente le invasioni barbariche misero i Papi nella condizione di esercitare tale munus politico e sociale. Questo ne aumentò il prestigio ma anche gli impegni. Papa Gregorio Magno (590-604) lamenta proprio il doversi occupare di tante questioni 'civili', che lo allontanavano dalla cura pastorale della Chiesa e dalla preghiera (3).
Praticamente i Papi si trovarono a riempire un 'vuoto di potere'.
Con il desiderio di facilitare al Papa i suoi compiti assistenziali, in questi secoli (IV-VI) diversi nobili romani donarono all'Apostolo S. Pietro, nella persona giuridica del Romano Pontefice, parte dei loro territori (da qui il nome di Patrimonium Sancti Petri) affinché le loro rendite venissero evolute per opere caritative o per il servizio del culto.
Anticipo dello Stato Pontificio.
Il primo nucleo dello Stato Pontificio fu costituito dal Ducato di Roma. Il duca che rappresentava l'autorità bizantina e dimorava sul colle Palatino, morì sotto il pontificato di Papa Stefano II (752-757). Il ducato allora passò sotto il governo del Papa.
Ormai tutti accettano, come falsa, l'opinione che fonda la base autentica e giuridica dello Stato Pontificio sulla donazione dell'imperatore Costantino fatta a Papa Silvestro I (314-335) (4).
Il vero Atto di fondazione avvenne alcuni secoli dopo. Nel 754 Pipino il Breve promise al Papa Stefano II la cessione di alcuni territori, per mantenere una promessa fatta a Papa Zaccaria, deceduto poco prima (741-752). Questa promessa Pipino poté realizzarla soltanto nel 756, quando, cacciati i Longobardi dall'Italia, concesse alla Santa Sede buona parte dei territori dell'Italia centrale, come attestato dal Liber Pontificalis. Questa concessione territoriale fu molto ampliata da Carlomagno nel 774 e nel 787. I territori dello Stato Pontificio erano ormai definiti.
Il Papa si trovò dunque a svolgere contemporaneamente due funzioni: quella spirituale come Sommo Pontefice, o Servus Servorum Dei, come si è fatto chiamare Gregorio Magno, e quella di Re, gestore materiale dei suoi territori e sudditi, inserendosi così attivamente nella politica internazionale. Questa situazione durò per circa undici secoli.
Non è questo il luogo per descrivere le vicende dello Stato Pontificio. Il suo termine definitivo fu il 20 settembre 1870.
Seppur con diverse traversie e difficoltà, in questi undici secoli, il Papa riuscì a rimanere sovrano dei suoi territori.