Dallo Stato Pontificio allo Stato della Città del Vaticano - 7: Lo S.C.V. è un vero e proprio Stato?
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Lo S.C.V. è un vero e proprio Stato ma con caratteristiche particolari.
Le peculiarità dal punto di vista giuridico hanno fatto sorgere un problema: lo Stato Città del Vaticano (S.C.V.) può essere riconosciuto come un vero e proprio Stato?
Il Vaticano fin dall'inizio si è riconosciuto come un vero e proprio Stato e si è sforzato di tradurre in atto tale sua qualifica, procurando di assumere anche sostanzialmente nel suo ordinamento costituzionale quella precisa fisionomia giuridica e tutte quelle note caratteristiche che sono proprie degli Stati. Infatti lo S.C.V. possiede le caratteristiche essenziali, seppur minime, di uno Stato sovrano con un suo territorio, popolazione, autorità suprema e indipendente e facoltà completa di attuazione internazionale.
E' proprio in quanto 'Stato' che può stringere rapporti con gli altri Stati. Questo è contemplato nell'art. 3 della legge I fondamentale: "Al Sommo Pontefice resta riservata la rappresentanza dello Stato Vaticano, per mezzo della Segreteria di Stato, in confronto degli Stati esteri per la conclusione dei trattati e dei rapporti diplomatici". In tal modo il Pontefice, in quanto capo di uno Stato, può garantire alla Chiesa Cattolica che si trova nelle singole Nazioni quella libertà di esercizio per il raggiungimento della sua propria finalità.
Dal punto di vista politico, la posizione dello S.C.V. è sui generis: nell'ordine internazionale si presenta nella sua conformazione giuridica come Stato neutralizzato. Infatti l'art. 24 del Trattato dice: "La Città del Vaticano sarà sempre considerata territorio neutrale ed inviolabile".
Conseguenza di questo è che non può avere relazioni internazionali all'infuori di quelle di pace; non solo non deve muovere guerre ad altri Stati ma astenersi da azioni e comportamenti che possano stimolare tale partecipazione.
Fin dalla sua fondazione la maggioranza dei giuristi non ha mai dubitato di questo. Il Prof. Donati, Università di Padova, ha accennato che "secondo l'assunto comune della dottrina, il concetto generale dello Stato si riconduce a quattro elementi costitutivi: popolo, territorio, sovranità, persona statuale". Dimostra che questi elementi si trovano tutti nella costituzione della Città del Vaticano. Conclude che la Città del Vaticano è un vero e proprio Stato secondo il diritto internazionale vigente (18).
Dello stesso parere è anche il Prof. Jemolo affermando che la Città del Vaticano "è costituzionalmente, necessariamente, uno Stato" (19).
Infine il Prof. Ruffini insegna espressamente che la Città del Vaticano è un vero e proprio Stato: "O si ammette che lo Stato della Città del Vaticano è un vero e proprio Stato o, in caso inverso, si dovrebbe pur negare che lo fosse l'antico Stato della Chiesa, ad onta che l'opinione pubblica e la pratica diplomatica mondiale l'abbiano considerato e trattato sempre come tale. Ritenuto però che lo Stato della Città del Vaticano sia un vero Stato, bisogna concedere che esso è… un Unicum nella vita giuridica e politica dei popoli, allo stesso modo che un Unicum fu nella storia ed è nel mondo moderno e sarà finché sia per durare nei secoli, la S. Sede" (20).
Questa caratteristica di unicum, fu rimarcata anche da Anzillotti il quale afferma che il nuovo S.C.V. non può "considerarsi alla stregua di qualsiasi altro Stato, perché è esso stesso un ente costitutivo a servizio di un altro subbietto di diritto internazionale, la Chiesa cattolica. Soltanto dalla correlazione tra questo e quello si può desumere il valore e l'importanza dello Stato pontificio; verità,questa, tutt'altro che nuova, ma che presumeva ricordare ora che lo Stato pontificio si ricostituisce in proporzioni così modeste territorialmente" (21).