Condividi:

Il padrone del mondo 11 - Felsemburgh l'Anticristo

Fonte:
CulturaCattolica.it

Felsemburgh L’Anticristo (10)
Giuliano Felsemburgh, il personaggio che nel romanzo si rivela poi essere l’Anticristo, non si presenta con le caratteristiche del male assoluto; al contrario si maschera sotto le sembianze del pacificatore, dell’uomo equilibrato, saggio, dominatore perfetto di sé stesso e degli avvenimenti. Con un espediente letterario Benson mette in campo (e tra le mani di Padre Percy, ormai Papa) la sua Biografia, densa di eleganti ed enfatici aforismi, attraverso i quali vengono distrutti duemila anni di pensiero e di spirito cristiani. Felsemburgh è il prodotto estremo dell’evoluzione della Natura: tenero e crudele come essa, assume su di sé tutti gli attributi finora prodigati agli dèi: creatore, redentore, salvatore, figlio dell’Uomo, assoluto, eterno, infinito, alfa e omega, dominus et deus noster (“proprio come Domiziano!”, uno dei grandi persecutori dei cristiani). Egli è il perfetto rappresentante dello “spirito del mondo”, per questo le masse lo seguono estasiate. Il suo spirito riempie il mondo, e gli individui ormai si sentono unificati nella massa degli uomini, fusi nel grande mare senza desiderare più di distinguersi e di avere una propria vita. Benson, fedele ai testi neotestamentari sugli “ultimi tempi” e sull’Anticristo, ne ripercorre le tappe: terremoti e catastrofi sullo sfondo remoto, apostasia e raffreddamento della fede nella Chiesa, fino all’insediarsi del figlio della perdizione nel tempio stesso di Dio (l’abominio della desolazione). Alcuni anni prima (1900) era stato il filosofo e scrittore russo Vladimir Solov’ev, di religione ortodossa, a trattare con maestria il tema apocalittico ne “Il racconto dell’Anticristo”.(11) Quest’ultimo, raffigurato come un Imperatore apparentemente benevolo ma in realtà insidioso e diabolico, non esita a convocare un Concilio ecumenico e promette ai cristiani di procurare loro “ciò che hanno di più caro” purché riconoscano il suo potere. Le parole dello Starets Giovanni, capo spirituale del piccolo resto degli ortodossi, sono forse uno dei testi più belli della letteratura cristiana: “Grande sovrano! Quello che abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui e tutto ciò che viene da Lui, perché sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità”. A questo punto l’Imperatore lo fa uccidere, ma anche qui Dio interviene a salvare i suoi fedeli.
Dopo “Il padrone del mondo” sono state numerose le opere che hanno immaginato l’avvento dell’Anticristo. Almeno due meritano di essere ricordate: “Il Nemico” di M. O’Brien e “Dodici” di G. Donna D’Oldenico. (12)

NOTE
10. Per una trattazione esauriente dell’argomento in riferimento anche a Solov’ev e a Benson si veda: P. LIVIO FANZAGA, op. cit.
11. VLADIMIR SOLOV’EV, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo, Marietti 1996 (ma del 1900).
12. G. DONNA D’OLDENICO, Dodici, Marietti 2011 in “Future Shock” n. 61, ottobre 2012, pp. 63-65.

Vai a "R. H. Benson"