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L'alba di tutto 2 - La storia

Fonte:
CulturaCattolica.it

La storia

L’inizio del romanzo è folgorante: in un Prologo denso di indizi misteriosi un personaggio, di cui ci vengono fornite solo alcune caratteristiche inquietanti, si trova in un ospedale, in uno stato confuso e soporoso, da cui si risveglia a tratti. Con un balzo degno della miglior Science fiction lo stesso personaggio si ritrova proiettato di sessant’anni nel futuro: ma ha perso quasi completamente la memoria. “Non c’era un particolare che non gli fosse nuovo ed estraneo” (9): come un alieno catapultato in un mondo incomprensibile deve ricostruire tutte le sue conoscenze. Scopre di essere Monsignor Masterman, segretario del Cardinale Bellairs, primate di Inghilterra. Per sua fortuna si ritrova al fianco Padre Jervis, il suo assistente, che con amorevole pazienza si assume il compito di fargli da guida in quel mondo nuovo e sconvolgente. Siamo nel 1973, e la Chiesa cattolica governa il mondo. Con un espediente letterario Benson fa raccontare le vicende di questo XX secolo alternativo ad uno storico, Mister Manners, che le illustra vivacemente durante un banchetto cui partecipa anche Masterman. Certo vi sono stati eventi drammatici (si fa cenno ad una disastrosa guerra nel 1914! Si ricordi che il romanzo uscì nel 1911), il Socialismo per parecchio tempo è parso essere dominante, ma poi, per gradi e pacificamente, tutto il mondo si è volto verso Dio.
Le tappe di questa conversione universale sono state dapprima lo sviluppo dello Spiritualismo e della Psicologia (contro il Materialismo), poi lo studio comparato delle Religioni (da cui si è evidenziato che il Cattolicesimo è il più perfetto sistema di fede); in seguito l’affermarsi di una Filosofia dell’Evidenza (che ha smontato lo Scientismo mostrando le diversità dei metodi di conoscenza); infine la crisi del Socialismo e dello Stato sociale (che ha fatto rilevare come la Chiesa proponendo la Famiglia sintetizzi socialità e individualismo). Quindi, per implosione del pensiero dominante ateistico e laicista, sia gli intellettuali che le masse, solo seguendo la sana ragione, hanno riconosciuto nella Chiesa la guida perfetta alla verità e alla vita ideale.
Masterman è sconvolto da tale situazione; in lui qualcosa oppone una resistenza accanita contro il nuovo stato di cose: “Era come un bimbo, con il cervello di un uomo, scaraventato in un nuovo modo di vita dove tutto sembrava ribaltato, e tuttavia sorprendentemente ovvio; era la grande semplicità che lo contrariava”. (10)
A questo punto, dopo una visita medica molto particolare (la nuova medicina cura le anime e di conseguenza i corpi, utilizzando anche strumenti sofisticati come detector della situazione complessiva delle persone), Masterman viene indirizzato ad un percorso di recupero che passa attraverso varie tappe geografiche: Parigi, o meglio Versailles, dove egli incontra il Re di Francia e si rende conto del potere sociale del Cattolicesimo; Roma, dove assiste alla Festa dei Santi Pietro e Paolo e osserva tutte le nazioni della Terra rendere omaggio al Papa; Lourdes, dove scienza e fede si sono riconciliate e i miracoli avvengono a decine ogni giorno. Qui Masterman, che sta lentamente accettando un mondo “realmente e intelligentemente cristiano” viene messo a dura prova dal processo per eresia intentato a dom Adrian Bennett, un monaco benedettino che vuole pubblicare un libro sull’elemento miracoloso nella religione, distinguendo in alcuni casi autosuggestione da intervento divino. Riconosciuto colpevole per non avere accolto le correzioni di una Commissione di teologi, dom Adrian Bennett viene affidato al potere civile, che lo condanna a morte. Masterman è sconvolto, non ritrova il Cristianesimo come lo conosce in questo potere quasi crudele, ma è lo stesso dom Adrian ad accettare e persino a giustificare la propria condanna, riconoscendo al potere secolare in una società cristiana il diritto ad autodifendersi. Nel frattempo l’ultimo Imperatore non cattolico, quello di Germania, si converte.
Riesplode la crisi in Masterman, che affronta altre tappe del suo “viaggio iniziatico”: l’Irlanda, divenuta Monastero contemplativo e Ospedale mentale d’Europa, dove migliaia di sapienti monaci curano amorevolmente i malati psichici a loro affidati; Boston, la “Canaan socialista”, dove si sono rifugiati col consenso dei Regni della Terra tutti i Socialisti che non accettano il nuovo ordine mondiale. Qui Masterman si accorge del deprimente terrenismo della società “orizzontale”, senza nessun legame con Dio e quindi vittima di un’opprimente tristezza: “Non c’era luce dietro a quei volti”. Rientrato a Londra, il prelato deve collaborare al nuovo progetto di Ripristino del Cattolicesimo come Religione di Stato in Inghilterra; ci sono tumulti ed opposizioni, ma il Parlamento vota la proposta. A questo punto i Socialisti di tutto il mondo, seguendo un piano già concertato, si riuniscono a Berlino, catturano l’Imperatore e minacciano di distruggere con nuovi esplosivi terrificanti le principali città d’Europa. Due ambasciatori del Papa (il principe Otteone, e lo stesso Cardinal Bellairs, che Masterman ha voluto accompagnare) vengono inviati a Berlino ma incontrano entrambi una tragica fine. Mentre Masterman si rende conto dell’eroico sacrificio del suo Cardinale e sta per tornare a Roma, rilasciato dai ribelli, è il Papa in persona a giungere solo e disarmato in Germania per parlamentare coi Socialisti. In un discorso realistico ed appassionato il Pontefice, con una serie di concessioni, riesce a persuadere i rivoltosi a porre fine alla tragica contesa, e tutto il mondo può festeggiare una pace duratura. Un immenso stuolo di aeronavi (i “volor”) sfila in parata per solennizzare questo “Regno di Dio sulla Terra”, con la visita del Papa in Inghilterra L’epilogo ci riporta nella camera d’ospedale dell’inizio, e qui si sciolgono tutti i nodi della vicenda: il malato, rimasto in coma per una settimana, era un prete apostata, divenuto nemico della Chiesa, e il suo viaggio nel futuro era stato un sogno, ma non senza conseguenze; infatti il suo iniziale ed ostinato rifiuto di ricevere un prete si tramuta ora, nell’imminenza della morte, in una completa riconciliazione con Dio e con la Chiesa.

NOTE
9. ROBERT HUGH BENSON, L’alba di tutto (The dawn of all, 1911), Fede&Cultura 2010, pag. 56.
10. Id. Ibid., pagg. 65-66.

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