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Le grandi domande – “Universo” di R. Heinlein 1 - La storia

Fonte:
CulturaCattolica.it
In una famosa “space opera” degli anni Cinquanta, apparentemente solo avventurosa e fantasiosa, si nascondono significati impensati, e una autentica parabola della condizione umana.

“La spedizione del 2119 verso Prossima Centauri (a 4,3 anni luce di distanza), finanziata dalla Fondazione Jordan, fu il primo tentativo fatto dall’uomo per raggiungere un altro sistema solare. Si ignora quale ne sia stata la sorte...”. Con questo inizio falsamente cronachistico prende il via questa storia di un’”Arca spaziale”, immensa astronave (la “Nave di Jordan”) destinata ai viaggi interstellari e quindi attrezzata al suo interno come un minuscolo pianeta, così da consentire ai figli dei figli del primitivo Equipaggio di giungere a destinazione. Il libro si sviluppa su un’ipotesi affascinante: dopo parecchi decenni di viaggio, un ammutinamento porta alla “guerra civile” dentro la Nave, con conseguente strage di ufficiali e scienziati, e perdita dapprima delle conoscenze tecnologiche necessarie a proseguire la missione, poi (dopo innumerevoli generazioni) addirittura della consapevolezza stessa del Viaggio. Così la Nave finisce per diventare l’intero “Universo” conosciuto dai suoi abitanti, la zona macchine inaccessibile e infestata da mostruosi mutanti diviene tabù, e si crea una strana religione (il “culto di Jordan”) basata appunto sulla convinzione della “totalità universale” della Nave. Ma uno “scienziato” (ormai gli scienziati sanno solo provvedere alle necessità prime dell’Equipaggio: cibo, igiene, riscaldamento), Hugh Hoyland, catturato dai mutanti riesce a scoprire l’esistenza della sala comandi e del “fuori”, delle stelle. Capisce così la verità, cerca di convincere altri a seguirlo, finché è costretto a fuggire con una navetta di riserva, e con i pochi amici fidati che si è procurato, atterra fortunosamente su un satellite del sistema planetario del Centauro.

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