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Polemica: Lo scienziato impettito... 2 - Asimov fondamentalista alla rovescia

Autore:
Borghi, Carlo
Fonte:
Il Sabato; CulturaCattolica.it
Completiamo la nostra risposta sul senso religioso di Asimov riportando questo articolo del sacerdote scienziato Carlo Borghi, scritto nel 1982. A trent'anni di distanza, ci pare che il nucleo del suo ragionamento sia tuttora valido.

1. Sembrerebbe che questo libro di Asimov ("In principio") sia stato suggerito dal bisogno di demolire il “fondamentalismo”, che in America sembra diffuso presso importanti “confessioni” protestanti, e che consiste nel prendere la Bibbia alla lettera, parola per parola, come parola di Dio. Per tale motivo, il libro può essere un po’ strano per il lettore italiano, sia per il testo usato, che è quello inglese di Re Giacomo, sia perché l’autore in realtà si comporta lui stesso da fondamentalista, non si sa se per irrisione o sul serio. O, forse, si sa.
Per esempio, discussa la data della creazione, comparando i 4004 anni della presunta cronologia biblica coi 15 miliardi d’anni della cronologia scientifica (p. 18), l’autore continua poi per tutto il libro ad usare puntigliosamente la cronologia “biblica” con un effetto un po’ comico e un po’ penoso. Appare quasi ad ogni pagina del libro la ragione di questo apparente fondamentalismo: mettere in rilievo le molte affermazioni della Bibbia, intesa alla lettera, che sono in disaccordo con la scienza. Specialmente i cattolici, dopo lo scandalo galileiano, sanno che la Bibbia contiene un messaggio religioso in forma spesso poetica e sempre con linguaggio popolare che, nel descrivere la natura delle cose e dei fenomeni, non va al di là delle apparenze. Tale criterio del linguaggio popolare è stato riconosciuto dai compilatori della Bibbia, che hanno raccolto con rispetto vari racconti popolari, presumibilmente trasmessi per via orale. La critica dei testi ha poi riconosciuto questa fonti, come quella più antica, detta jahvista (J), e quella più recente, detta sacerdotale (P), e altre, che possono divergere in particolari che i compilatori del testo biblico hanno ritenuto marginali, ma non divergono nel messaggio religioso. Però non è detto che queste “fonti” fossero davvero dei “codici”, come pare che ritenga Asimov.
2. Il messaggio religioso della Bibbia (riassumibile nella formula paolina: Dio c’è e rimunera il bene e il male) è profondamente travisato da Asimov in due modi diversi. Il primo travisamento consiste nel declassare il valore probante dei fatti essenziali contenuti nella Bibbia, svuotandoli di ogni supporto razionale. Il secondo consiste nell’attribuire ad un’abile elaborazione dei miti shumerici e babilonesi le risposte bibliche a importanti problemi religiosi. Al primo gruppo appartengono (oltre a molti altri di minore estensione) i problemi, cui accenneremo brevemente, sull’esistenza di Dio, sull’anima dell’uomo, sull’origine della vita e sulla Caduta.
3. L’esistenza di Dio, ammessa in partenza nella Bibbia, è confermata dal fatto della creazione avvenuta “in principio”, ossia decisa “prima della creazione del mondo” (Efes. 1, 2), cioè prima della creazione del tempo, dello spazio e della materia ivi contenuta. Per la scienza, Asimov ricorda (p. 33) che questo universo all’inizio era piccolo, caldo, denso ed instabile, e quindi esplose circa 15 miliardi di anni fa (esplosione chiamata big bang). Tale esplosione ha provocato l’espansione dell’universo, che si osserva ancora. Se questa espansione continuerà senza ritorno, sorge il problema su che cosa c’era prima del big bang, e la risposta è: niente. Allora c’è stata una creazione (che esige un Creatore).
Allora, chi rifiuta la creazione (e il Creatore) suppone che l’espansione debba fermarsi e poi invertirsi (contrariamente a ciò che si osserva), così che l’universo tornerebbe ad essere piccolo, caldo e denso, ed esploderebbe un’altra volta, e così via. Sarebbe un universo oscillante, eterno, senza creazione (e senza Creatore), come spera anche l’autore, con molti “può darsi” (p. 36).
Perché questo accada, si calcola che bisognerebbe che questo universo avesse circa 100 volte la massa che ha. Perciò stanno cercando questa “massa mancante”, magari nei neutrini; a parte il fatto che un universo oscillante sarebbe una macchina termodinamica con un rendimento sempre inferiore al 100%, e quindi, anche se trovassero la massa mancante, l’universo non potrebbe eseguire che un numero finito di oscillazioni, e così saremmo di nuovo col problema delle origini.
Asimov arruffa anche il problema confondendo la creazione dell’universo con l’ordinamento di una materia preesistente (pp. 26-28) e con una mitologia dell’Ordine e del Caos.

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