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2010: ennesime smentite per gli ecocatastrofisti

Fonte:
CulturaCattolica.it

In merito alle questioni climatico-ambientali e alle risorse energetiche il dibattito continua ad essere molto vivace. Da sempre noi sosteniamo che l'ecocatastrofismo ed alcune scelte energetiche sono gonfiate ad arte per interessi economici e sono prive di fondamento.
É di questi giorni la notizia che Al Gore ha chiesto scusa per aver sostenuto gli incentivi economici al bio-fuel; lo ha detto ad Atene durante la “Green energy business conference” in un'intervista. "Non è stata una buona scelta politica", e ha ammesso, dopo due anni dalla crisi dei prezzi delle materie prime nel settore agro-alimentare, che c'è stata una relazione diretta tra il sostegno alle coltivazioni dirette alla produzione di bio-fuel e l'aumento dei prezzi del cibo: "The competition with food prices is real". Ma come mai ha sbagliato? E’ chiaro: era in campagna elettorale per le presidenziali e ha dato troppo retta ai contadini che chiedevano finanziamenti in questa direzione: attenzione però! a sostenerlo non siamo noi ma direttamente lui nell'intervista. Secondo il Fondo Monetario Internazionale i biocarburanti nella prima parte del 2008 sono stati responsabili del 20-30% dell’aumento dei prezzi dei cereali di quel periodo; secondo la Banca Mondiale addirittura del 75%. Ricordiamo che anche l'Unione Europea ha dovuto rivedere il suo piano per impedire che le coltivazioni di prodotti agricoli diminuissero troppo, anche se ancora oggi la UE ha come obiettivo che nel 2020 il 10% di tutti i carburanti d’Europa provenga da fonti rinnovabili. Pensate che negli USA il 41% della produzione di frumento nel 2010 è stata destinata al bio-fuel.
Purtroppo la strada degli incentivi economici per energie alternative continua pesantemente anche nel settore eolico, ma soprattutto dei pannelli solari. Come ha recentemente ribadito il professor Battaglia, dobbiamo realmente riflettere sull'impatto di questo dispendio di risorse finanziarie in un settore che non può risolvere il problema energetico: "Una centrale nucleare costa cinque miliardi. Un impianto, eolico o fotovoltaico, che produca la stessa energia, dieci volte tanto. Privarsi del nucleare per sole e vento è un business che toglie denaro a tutti per farlo intascare a pochi". Senza tener conto che sole e vento sono incostanti e quindi sono forme energetiche che o hanno bisogno di accumulatori e quindi aumentano i costi, oppure non sono adatti per la produzione energetica per le industrie. E che dire degli ettari di terreno necessari per fare dei grandi impianti fotovoltaici e eolici che saranno tolti all'agricoltura o allo sviluppo di nuove aree residenziali? Tutte queste fonti energetiche si stanno diffondendo grazie ad enormi finanziamenti; certo è giusto sostenere la ricerca nel settore delle energie sostenibili e rinnovabili, che potranno portare al miglioramento della efficienza energetica, e possono realmente rappresentare una risorsa nell’ambito del sostegno energetico per uso domestico. E’ giusto sensibilizzare e favorire un sostegno al risparmio energetico, ma siamo sicuri che non si stia creando una nuova bolla dopo quella di internet e dei mutui finanziari che esploderà fra qualche anno?
Riguardo ai cambiamenti climatici non si tiene conto che la natura si autoregola; pensiamo ai vulcani: già nei secoli passati le eruzioni vulcaniche hanno variato il clima come dimostra l’eruzione del 1991 del Pinatubo che iniettò un'enorme quantità di gas nella stratosfera superiore, o anche a quella del Krakatoa del 1883: la conseguenza fu che la temperatura globale diminuì di mezzo grado Celsius. L'anno scorso c'è stata l'esplosione del vulcano in Islanda che fermò per giorni la circolazione aerea europea, casualmente quest'anno l'inverno e la neve sono già arrivate: sarà solo un caso o forse c’entra il vulcano? E’ quindi la natura che determina i cambiamenti climatici e si autoregola, anche se con modalità e modelli non ancora del tutto conosciuti, con buona pace degli ecocatastrofisti che continuano a sostenere la centralità delle cause di origine antropica.
Sarà il tempo a confermare che avevamo ragione, ma già oggi possiamo registrare una serie di smentite; il 20 gennaio 2010 il Corriere della sera pubblica la notizia che l'ONU ammette: «Himalaya, i ghiacci non si scioglieranno nel 2035», I dati degli studi utilizzati erano pochi anzi come sosteneva il ministro indiano dell'Ambiente, lo studio dell'IPCC «mancava di dati scientifici» e cosi l'IPCC è costretto a dichiarare: «Rivedremo le stime». La tendenza al riscaldamento è minore di quanto previsto dai modelli, come è mostrato in uno studio che sarà prossimamente pubblicato dal Journal of Climate, che sostiene che la Terra è meno sensibile all'aumento dei gas serra di quanto ipotizzato, e la riflessione dei raggi solari dovuta al pulviscolo atmosferico sta facendo diminuire il riscaldamento. L’attenzione verso i cambiamenti climatici va mantenuta e gli studi devono continuare, ma certo è giusto ricordare le enormità di alcune affermazioni, come l'aumento fino a 82 cm del livello complessivo degli oceani del mondo. Così scriveva il report del 2007 dell'IPCC, o quanto sostenuto dal film prodotto da Al Gore come lo scioglimento dei ghiacci antartici e della Groenlandia, o l'innalzamento delle acque oceaniche di circa 6 metri. Intanto prepariamoci ad un bell'inverno e penso giocheremo a palle di neve.