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Padre Gheddo, la Chiesa «è» missione

Autore:
Mons. Luigi Negri
Fonte:
CulturaCattolica.it
Padre Gheddo ci ha lasciato dopo una lunga malattia. Nel ricordo di Mons. Luigi Negri emerge l'attualità del suo insegnamento e della sua testimonianza, e il compito attuale di noi cristiani

La scomparsa di Padre Piero Gheddo ci rattrista tutti: è stato per la mia generazione (e per molte generazioni che l’hanno preceduta e seguita) un grande maestro e un grande testimone della missione; il suo impegno a vivere la missione nelle varie circostanze in cui è stato presente. Soprattutto la sua testimonianza e il suo insegnamento ci hanno fatto percepire la missione come dimensione sostanziale della chiesa: la Chiesa non «fa» missione, «è» missione; la presenza della vita di Cristo, partecipata e vissuta dai fedeli, si approfondisce e matura nella misura in cui viene comunicata agli uomini come unica reale possibilità di salvezza. Testimoniandoci così la missione, padre Gheddo ha educato generazioni a vivere la missione nell’ambito quotidiano, nell’ambito della propria vita quotidiana, degli interessi e dei problemi della vita quotidiana; ha aperto questa vita alle dimensioni universali della missione, e ci ha testimoniato che le prospettive universali della chiesa sono le dimensioni normali della vita del cristiano. Ci ha insegnato mostrandoci il valore e la bellezza del grande magistero della “Fidei donum” di Pio XII. Egli è passato attraverso i vari pontificati, ai quali ha offerto in maniera appassionata e leale il proprio contributo, perché la dimensione della missione diventasse insegnamento comune del magistero pontificio. Negli ultimi anni, ha sofferto, come noi, di questa improvvisa, inaspettata, inconcepibile dimenticanza della missione e di questa equivoca sottolineatura e critica del proselitismo che non deve essere preoccupazione nella vita ecclesiale: questa sofferenza l’ha portata con molta dignità, con molta forza ma anche con un inesorabile amore alla verità. Noi ne conserviamo la memoria e vorremmo che il suo sacrificio -perché negli ultimi anni si è trattato certamente di sacrificio - rifluisse per il bene di tutta la chiesa, anche per questa Chiesa così tentata di ridursi a fenomeno di carattere «religioso» in senso stretto e privatistico. Che tutta la Chiesa possa ritrovare la grandezza e la profondità e l’impeto della comunicazione di Cristo a tutti gli uomini. Padre Gheddo, impareggiabile maestro e straordinario testimone della missione, continui a guidare i passi della chiesa in questo momento in cui le dimensioni più ovvie, più reali della sua vita devono essere riconquistate sempre di nuovo, di fronte a una equivocità che rischia di far perdere la sostanza profonda della tradizione, e di contrabbandarla con interessi e preoccupazioni mondane, che nulla hanno a che spartire con la vita e la missione della Chiesa stessa.

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