Proposte di ascolto n. 2: Michel Portal e Richard Galliano, Biréli Lagrène, Thelonious Monk, Jessye Norman.
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Così Gioacchino Rossini (compositore di Pesaro, 1792 -1868) nel “Guglielmo Tell”: "Quel contento che in me sento/ non può l' anima spiegar!".
Una ventina di giorni fa, ad un concerto, un amico si lasciava sfuggire alle mie spalle: "...ma come si fa a dire che è bello?!". Neppure una frazione di secondo, mi volto e dico: "...è vero! è brutto!". Non faremo ovviamente il nome, ma si trattava di un blasonato concertista italiano. Per noi tuttavia era proprio così, punto e chiuso. Ritorna spesso la bella discussione: "Ma come si fa a dire: è bello, è brutto, è eccezionale?”. Intanto l'emozione non ti telefona prima, avviene e basta, qualcosa ti corrisponde e ti fa sussultare. Mi viene in mente quando ascolto (spessissimo) il "Panis Angelicus" di César Franck interpretato divinamente dal soprano Jessye Norman che canta :"Il Pane degli Angeli si fa Pane degli uomini; il Pane del cielo pone fine alle figure (simboli); oh cosa mirabile! Si ciba del Signore il povero, il servo e l' umile". Questo mottetto eucaristico commuove sempre! Mi succede anche quando riascolto "Ivan Ivanovitch Kossiakov" duettato dagli amici Michel Portal (basso clarinetto) e Richard Galliano (accordion); il cuore ti viene strappato da dentro! Ma che passione! Diciamo che queste musiche sono sicuramente eccezionali. Esse superano l' emozione perchè c'è anche la testa, il pensiero, il giudizio, non solo il cuore. Preferisco "limitarmi" a raccontare ciò che vedo oppure ascolto direttamente in modo da fuggire opinioni scontate, recensite, già scritte su migliaia di testi per centinaia di autori. Ho letto scritti terribili da "professionisti" della recensione, giudizi impietosi oppure apologie del nulla. Penso sia bello ed utile anche per chi scrive raccontare ciò che colpisce, possibilmente cercando di argomentare con forma e logica ciò che si afferma, con la bella fatica di comunicare sentimento. Vorrei però citarvi anche un noto aforisma attribuito al superlativo pianista Thelonious Monk : "Talking about music is like dancing about architecture" (Parlare di musica è come ballare di architettura).
Ma ora provate ad ascoltare :
1) "Concerts" di Michel Portal e Richard Galliano, 2004, Dreyfus Jazz. M. Portal è compositore geniale oltre che eclettico strumentista, suona con rara virtuosità clarinetto, clarinetto basso, bandoneon, sax soprano, jazzophone. R.Galliano, erede di Astor Piazzolla, è compositore fisarmonicista che reinventa in chiave moderna la musica folkloristica europea e mediterranea, in particolar modo quella francese. Sono una cosa stupenda da ascoltare ad esempio nel cd "New York Tango" i suoi fraseggi con il funambolico chitarrista gitano Biréli Lagrène. A proposito di questo chitarrista, non vi potete perdere il cd "Gipsy Project & Friends" (Dreyfus Jazz 2002) perchè lì dentro sentirete anche un magico violino: quello di Florin Niculescu con i suoi tocchi "manouche" (stile musicale tipico delle band gitane); insomma “la joie de vivre, de rire et de s'émouvoir” del più grande e maestro Django Reinhardt con la sua musica gitana. Attenzione nel cd "Concerts" allo struggente brano n° 7 (il già citato Ivan Ivanovitch Kossiakov).
2) "Standards" di Thelonious Monk (piano), 1989, Columbia Jazz Masterpieces (Sony music). Thelonious Monk è stato il pianista che più di ogni altro ha introdotto un nuovo linguaggio musicale, in particolare una vera e propria nuova disciplina nella composizione. E' possibile accorgersi per esempio che spesso opera uno smembramento del tema principale per poi ricomporlo con accelerazioni, sincopi, accordi. Il suo "Round Midnight " è forse il tema più eseguito in assoluto della storia del Jazz. In questo cd lo ascoltiamo nella sua eleganza e genialità proporci importanti standards: due su tutti: "Liza" e "Nice work if you can get it"di G. e I. Gershwin.
3) Per dovere e piacere poiché citato, "Amazing Grace" di Jessye Norman, Philips Digital Classics, 1990. Ma che c'entra Jessye Norman col Jazz? Non mi fate questa domanda, cari amici!