La Passione di Cristo è anche la Passione di sua madre
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Siamo usciti dal cinema in silenzio, mio marito ripeteva "un grande film", io avevo il cuore pieno di cose che non riuscivo a dire, perchè mi imbarazzava la voce rotta dai singhiozzi.
Andrò a rivederlo, perché è un film che va guardato la prima volta, meditato e rivisto.
Ci sono attimi in cui ti viene da dire, "troppo, la violenza è troppa, fermateli, non ce la fa", se poi pensi che il regista non ha lasciato nulla al caso, che ci sono documenti come la sindone che dicono l'orrore delle persecuzioni patite, ti rendi conto di come Cristo abbia davvero patito tutto l'orrore possibile, abbia condiviso la sofferenza di ogni uomo. Chiunque di noi soffrendo e rivolgendosi a Lui, sa di rivolgersi a chi ha patito cento volte tanto.
La Passione di Cristo è però il film, sulla Passione della Madonna, tutto il film è fatto di sguardi tra madre e figlio, questa donna che gli dice "carne della mia carne, sangue del mio sangue…" eppure sa che non è suo quel figlio, questa donna che lo vede umiliato, deriso e che non lo abbandona mai, sostenendolo con lo sguardo.
Quando preghiamo "per intercessione della Santa Vergine…:" io credo che Gesù abbia talmente messo alla prova l'amore di sua madre, che non possa rifiutargli qualunque cosa lei chieda.
La Passione di Cristo non può lasciarci indifferenti, per uscire dal cinema e riprendere la vita di tutti i giorni, facendo finta di nulla, facendo finta che si sia trattato solo di una finzione, dobbiamo farci violenza, mentirci.