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La Passione di Cristo, in dialogo con G. Zappa

Autore:
Rabini, Laura
Fonte:
CulturaCattolica.it ©



Cerco di dire qualcosa, visto che chiedi delle impressioni non ti scandalizzerai dell'incompiutezza di questi appunti.
[…] C'è una certa tendenza ad essere un po'partigiani nello schierarsi a favore o contro. Non dovrebbe essere così, è un film straordinario, ma pur sempre un fatto artistico. E' reale invece Gesù incontrabile oggi.


Dunque il film è molto, molto bello e molto firmato da Gibson, c'è molto della sua percezione dell'evento, del suo stile caratteristico, che a me dice molto.
Tutto vero quello che dici delle varie scene, anche altre, aggiungo, sono indimenticabili. Che dire della Veronica? E del paradossale conforto del cireneo (non era un giudeo!)che sostenendo Gesù sotto la vetta del calvario gliela indica, dicendogli "è tutto finito", mentre Lui era giunto al supplizio più drammatico... ma è un anticipo, forse, del "tutto è compiuto"! o del grido di dolore di Gesù che viene inchiodato, completamente inondato di sangue e con il corpo percorso da sussulti, che non è altro che "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno?", e dello stupore allibito dei soldati romani della scorta di Longino, che per la prima volta accusano il colpo della domanda "chi è quest'uomo?". Perché erano loro stessi che lo avevano inchiodato!


Eppure stai a sentire, c'è una cosa che mi stona, vediamo se riesco a dirla.
Io non riconosco Gesù che ho incontrato nel Gesù che vedo nel film, vedo solo una figura che interpreta alcune riflessioni su Gesù, che fa vedere qualcosa... anche se quello che fa vedere Gibson qui è incomparabilmente superiore e più profondo di quello che si vede in altri film su Gesù... la sua coscienza, la sua offerta, la sua regalità proprio rivelata in quello scempio... ma non mi dilungo perché tutto questo lo si vede fin troppo bene. Invece quello che non ho visto è la somiglianza reale di Lui, della Sua Persona (nonostante la notevole somiglianza fisica dell'attore con l'immagine della Sindone), cioè non ho visto Lui: ho visto solo alcune cose di lui, cioè appunto come una traduzione artistica di determinate giuste geniali riflessioni. Geniali: la adesione totale ed attiva di Maria alla missione del Figlio, o anche quello che dicevi tu sullo sguardo di Gesù, sempre vigile e forte pur nella tumefazione e nello stravolgimento dei lineamenti. Tutto vero, c'è anche tanto altro da dire, si potrebbe parlare per ore ripercorrendo le scene del film.
Anche sulla crudezza stiamo attenti! La Sindone e gli studi medici ci insegnano che semmai la passione di Gesù fu anche peggio, perché Gibson non fa vedere il soffocamento lento, la paralisi progressiva del diaframma, il fatto che per respirare doveva far forza sugli arti (cioè sui chiodi) fino a sollevarsi... non so quanto quello sguardo possa essersi mantenuto vigile fino alla fine, chissà!
Ecco, una cosa!
Quello sguardo non fissa mai me, non mi cerca, non cerca la mia adesione! Semmai sono io che mi commuovo! Ti sembra realistico? Lo hai visto invece lo sguardo di chi soffre offrendo? E' di mendicanza, è disarmante, guarda te, ti interpella! Questo non contrasta con la forza che dicevi tu, anzi! Certe volte nel film sembra che la virilità con cui Gesù assume su di sé la sofferenza sia un po'più simile allo sforzo erculeo volontaristico di compiere la Sua missione, che l'emergere, il manifestarsi di quello che Lui è, fino in fondo. E' vero che fa sorgere inevitabilmente la domanda "perché lo fa? chi sei Tu che fai queste cose?", però è come se la risposta uno se la dovesse andare a cercare oltre Lui, oltre quello che vede lì.
Non sai come fare a star dalla Sua parte, Lui non ti cerca, non ha bisogno di te. Invece il ladrone disse davvero: "Tu, tu salvami" e Longino "veramente tu sei il figlio di Dio". Insomma il film è un film, ha dei pregi ed anche dei limiti artistici. La presenza di Gesù invece è molto più incontrabile nella realtà di coloro che lo portano, oggi. Potrei fare esempi precisi, come chiunque di noi, del resto. Comunque è notevole che questo film ti rimandi, come confronto, alla realtà sperimentata della presenza di Gesù, uno è portato a fare il confronto, mentre negli altri film mi veniva da dire "non c'entra niente, non è lui e basta". Vuol dire che un rimando alla realtà c'è. E viene spontaneo anche attribuire la qualità artistica, tutta quanta, alla portata di questo rimando. Non alle interpretazioni, alle musiche, alle sceneggiature. Faccio fatica a spiegarmi, scusami. Riassumo dicendo che il film è bello, ma la realtà di più.


PS. Anche la scena di Lui che abbraccia la croce, mi ha commosso, eccome. Ma perché mi rimanda l'esperienza reale di persone amiche. In loro lo vedo di più, lo imparo, lo desidero per me. In loro aderisco anche io, cosa strabiliante!