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The Passion. Barabba: Essere tristi perché...

Autore:
Erba, Serena
Fonte:
CulturaCattolica.it ©
Barabba: Essere tristi perché Gesù va a morire al mio posto o essere felici perché con la sua morte e Resurrezione ci rende liberi?

Questo il grande dilemma dell'essere Barabba. In effetti non ci avevo mai pensato, non mi ero mai messa nei panni di questo personaggio. Ma la domanda che si è posto Pedro Sarubbi, l'attore che lo ha interpretato nel film di Mel Gibson, mi ha fatto, oltre che riflettere, aprire gli occhi ancora una volta.
Barabba, assassino, la persona peggiore di questo mondo, viene graziata perché al suo posto scelgono di uccidere Gesù. Ed è allora che incrocia lo sguardo di Cristo e non è più lo stesso. Come gli suggerisce il regista, Pedreo Sarrubbi deve interpretare un cane rabbioso che da un semplice ma profondo sguardo viene cambiato, è stato salvato per la seconda volta. E capisce, capisce che sta mandando a morire un innocente. Ecco qui la domanda iniziale. Un dubbio, certo, ma che secondo me esprime benissimo quello che ha voluto dire per me il film. Si è distrutti quando si vede Gesù venire massacrato, frustato e infine crocifisso.
Si piange nel vederlo morire ma tutto trova il suo compimento nei 30 secondi finali, in cui viene rappresentata la Risurrezione. Allora il dolore sparisce, si smette di piangere… si è liberi e salvati. Non avevo mai pensato all'importanza di una figura come Barabba, ma, come ha confessato l'attore, nulla nel film era "per caso". Ogni minimo particolare aveva un senso, un significato, così come la scelta dei vari attori. E aveva anche un non so che di miracoloso. Tanti attori, nella loro vita reale, erano come dei Barabba, o Giuda, ma tanti sono stati convertiti dalla sacralità data a questo film.
La croce usata nel film, aveva al suo interno un meccanismo in ferro, durante un temporale, la croce su cui poggiava Jim Caveziel (l'attore che interpretava Gesù), è stata colpita da un fulmine e lui è rimasto illeso.
Che richiamo per me ascoltare questo personaggio, piccolo, che nel film non ha nemmeno proferito una parola, ma portatore di una grossa testimonianza e ancora una volta mi sono resa conto di come il Signore lavori, si faccia vedere, anche attraverso un film.