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La ragione - “Ultimi riti” di C. Beaumont 2 - Il robot che voleva i sacramenti

Fonte:
CulturaCattolica.it
Beaumont, mettendo in scena un robot-mutante (quindi una macchina costruita dall’uomo, ma in qualche modo libera dagli schemi e dalle costrizioni tipiche del robot) può raccontarci di un commovente desiderio: quello di essere come gli uomini, di condividere il loro Destino eterno.

Pian piano Padre Courtney comincia ad intuire la verità.
“Il vecchio riprese a parlare.
- Ma una cosa me la puoi dire, - disse. - Se il nostro uomo stesse per morire e tu lo sapessi, gli daresti l'Estrema Unzione?
- George, tu stai delirando!
- No, niente affatto! Gli daresti l'Estrema Unzione? Se, diciamo, lo conoscessi? Se tu l'avessi conosciuto per anni come amico e come tuo parrocchiano?
Il prete scosse il capo.
- Sarebbe un sacrilegio.
- Ma perché? Tu stesso hai detto che potrebbe avere un'anima, che Dio avrebbe potuto provare misericordia per lui. Non l'hai detto?... Rispondi a questo, allora. Se il tuo amico ti rivelasse all'improvviso di essere una macchina e di stare per morire e volesse ardentemente andare in Paradiso... cosa faresti?
- Perché... - cominciò e poi guardò il volto dell'uomo steso sul letto cercando i segni della febbre, della pazzia, della morte.
- Cosa faresti?
Padre Courtney ripensò a certe cose che aveva notato nel passato. Donovan, inginocchiato all'altare per la comunione, ogni domenica; Donovan con la bocca ben chiusa mentre gli altri sbadigliavano; Donovan, che aspettava l'ultimo momento e poi allungava la lingua con uno scatto repentino per prendere l'ostia, come una lucertola con una mosca...
L'odore acre aumentò all'improvviso e un fumo leggero come vapore, si levò dal corpo del vecchio.
- George...
Donovan era immobile sotto le lenzuola, il volto composto. Il prete allungò la mano sotto le lenzuola e la posò sul torace del vecchio per sentirgli il cuore. Cercò di alzargli le palpebre: non si muovevano. Con gli occhi bagnati di pianto, mormorò:
- Perdonami!
E si tolse di tasca un vasetto bianco e la stola. Parlava in latino rapidamente, sottovoce. Mentre recitava le preghiere, toccò il capo e i piedi del defunto con le dita luccicanti d'olio.
Poi, molti minuti eran già trascorsi, alzò il capo.
Si sentiva il rumore della pioggia e di alcuni missili lontani.
Padre Courtney afferrò l'orlo della coperta.
Si fece il segno della croce, sospirò e tirò giù le coltri. Dopo un lungo attimo di attesa, aprì gli occhi”.
Beaumont, mettendo in scena un robot-mutante (quindi una macchina costruita dall’uomo, ma in qualche modo libera dagli schemi e dalle costrizioni tipiche del robot) può raccontarci di un commovente desiderio: quello di essere come gli uomini, di condividere il loro Destino eterno. E George, irreprensibile e fedelissimo parrocchiano, sembra rappresentare una prova in più della verità del Cristianesimo: se la sua ragione ferreamente logica – sembra dire Beaumont - lo porta a desiderare i sacramenti, questo non fa che confermare che la scelta della fede è la più razionale possibile. Anche se questa via, proprio per la natura ambigua del soggetto e per la sua “assenza di libertà”, non potrà sicuramente essere collocata accanto a quelle di San Tommaso...

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