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"Il Quinto Evangelista" di Mario Pomilio

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it ©
La Passione in alcuni testi teatrali



Mario Pomilio (1921- 1990) nel 1975 scrisse un breve ma suggestivo dramma intitolato Il Quinto Evangelista [1], testo poi raccolto con altri di genere diverso, ma tutti inerenti la riflessione sul cristianesimo e su Gesù, poi raccolti con il titolo Il Quinto Evangelo.
Apparentemente il dramma ricalca quello di Fabbri, ma i toni e lo svolgimente sono meno prevedibile dell'illustre precedente.
L'azione è ambientata nel 1940 in Germania. In una sala parrocchiale un sacerdote sta svolgendo una conversazione sul tema di Gesù, ma ad un certo punto, essendo giunto alla fine del suo intervento, chiede se ci siano domande ed osservazioni e da qui prende avvio l'azione scenica. Subito si delineano i personaggio del dramma: l'avvocato Schimmel è il caparbio razionalista, che pone domande provocatorie e non si lascia convincere da ingenue motivazioni, il dottor Ehrart è il protestante riformato che di continuo fa riferimento all'autorità stessa delle Scritture, la signora Kuyper rappresenta il fedele cattolico semplice, certo delle verità che la tradizione della Chiesa gli ha insegnato, da ultimo lo studente Toepfer, che rappresenta le nuove generazioni scettiche rispetto a tutto ciò in cui credono i padri.
La discussione verte su chi sia Gesù, sulla personalità e sulla vicenda umana del Cristo riportata a noi dagli evangelisti, di cui talvolta si notano le incongruenze e le diversità in una lettura affrontata e critica. I fatti che più animano i protagonisti sono proprio quelli della Passione. "… (Dottor Ehrart) questo confronto fra i quattro testi evangelici si potrebbe non solo portarlo avanti, ma animarlo al modo in cui è gia accaduto poco fa. Scegliamo, ecco, un'intera parte, la Passione, per esempio… e designiamo alcuni di noi perché s'assumano il ruolo dei personaggi che compaiono nella Passione e vengano a dire le loro ragioni, obiettino, contestino… sarebbe una verifica in concreto, dal vivo, delle diverse versioni della Passione di Gesù, e in definitiva della credibilità stessa dei quattro evangelisti…"
Per ovvii motivi di essenzialità della nostra analisi non ci inoltriamo nell'accesa discussione, nella quale i precedenti protagonisti ora interpretano i personaggi evangelici (lo stesso studente interpreta Giuda), ma facciamo rilevare che, ad un certo momento, si materializza un misterioso personaggio che si fa chiamare «quinto evangelista» che si presenta così: "E voi chi dite che io sia?". Questo strano personaggio interviene nella lettura dei Vangeli della Passione precisando, approfondendo, portando considerazioni che costringono tutti ad andare oltre i propri schemi e pregiudizi sulla figura del Cristo.
Uno dei punti di maggior discussione è la parte di Giuda e il rapporto tra libertà umana e prescienza divina: "… la verità è che io non fui affatto il traditore: fui piuttosto la vittima d'un curioso piano di salvezza, esteso a tutti gli uomini, che per essere perfetto avrebbe escluso me. D'un amore infinito, esteso a tutti gli uomini, che per esplicitarsi perfettamente doveva escludere me…" Parole dure, estreme, provocatorie, ma il punto discriminante del tradimento di Giuda non è tanto il tradimento, anche Pietro lo tradì, ma il non amore, il suo ritirarsi dall'amore di Cristo che lo avrebbe salvato.
L'incalzare delle osservazioni porta ad un finale a sorpresa, in uno scambio tra finzione e realtà, dove il «gioco» iniziale, la sacra rappresentazione diventa drammatica ed attuale realtà.

[1] Mario Pomilio, Il Quinto Evangelista, in Il Quinto Evangelo, Milano, 2000