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Doyle, A. C. - Il mastino dei Baskerville

Autore:
Pacinotti, Emanuela
Fonte:
CulturaCattolica.it
Oscar Mondadori 1994

Trama
A Sherlock Holmes e al suo fido Watson è presentato un caso carico di mistero: sir Charles Baskerville è morto in circostanze oscure e la vita del suo erede è in pericolo.
L’intelligenza e la determinazione dell’investigatore londinese devono fronteggiare figure inquietanti e personaggi ambigui che si muovono nell’ambiente della brughiera del Devonshire.
E’ lo scenario di un giallo classico dove il male si annida nell’ignoto, in un crescendo di suspence,
fino allo scontro risolutivo e allo svelamento della verità.

Età
Seconda media

Motivazioni
Ritengo questo libro interessante per la ricchezza e la particolarità del contenuto (importante fare attenzione alla traduzione), per l’adeguatezza all’età dei ragazzi, per l’esemplarità all’interno del genere del giallo.
Interessante la struttura del romanzo: insieme a Watson, che racconta in prima persona, siamo condotti a ricercare la soluzione mettendo in moto la nostra intelligenza e la nostra capacità di osservare la realtà descritta tenendo presenti tutti i fattori in gioco.
Questa modalità di narrazione ha coinvolto i ragazzi positivamente perché Watson, come noi, non ha doti eccezionali di investigazione ma, seguendo, ha imparato un metodo per guardare e giudicare ciò che accade.
I vari personaggi sono descritti molto bene, è curato soprattutto l’aspetto del carattere e della posizione personale rispetto alle vicende che man mano si svolgono.
Molto interessanti (da inserire nelle lezioni di geografia) le descrizioni della brughiera inglese che nella sua desolazione, suscita anche suspence e terrore.

Attività didattica
E’ fondamentale concentrare la lettura in un periodo piuttosto breve, altrimenti si perde tutta la suspence tipica del racconto giallo.
La lettura è sempre stata eseguita dall’insegnante. I ragazzi venivano invitati a sottolineare indizi, avvenimenti particolari che potevano essere utili allo scioglimento dell’enigma, come lo erano stati per Watson.
Ogni tanto ci siamo sbizzarriti a cercare, con gli elementi in nostro possesso, un movente e un assassino rendendo ragione delle nostre scelte e supposizioni. E’ stato molto divertente e interessante perché ha costretto i ragazzi a motivare sempre le scelte fatte.