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Spinelli, Jerry - Una casa per Jeffrey Magee

Autore:
Brambilla, Anna Rosy
Fonte:
CulturaCattolica.it
Mondadori. Euro 7,50

Può un ragazzino correre così veloce che la gente per fermarlo debba spargere del sale per terra? E baciare un toro armeno? E sedersi, se non addirittura dormire, sui gradini di una casa maledetta? E abitare in una discarica e avere come cuore una molla di materasso? Insomma, può una vita diventare leggenda? E' quello che si scoprirà leggendo questo bellissimo romanzo per ragazzi che incastona una storia verosimile, e per nulla leggendaria, in una cornice fiabesca al confine tra fantasia e sogno. Siamo nell'America degli odii razziali, probabilmente dopo la seconda guerra mondiale. Jeffrey Magee è un bambino come tutti, non è ancora diventato il Mitico Magee. Rimasto orfano a due anni viene allevato dagli zii che odiandosi vivono vite separate. Costretto a fare la spola tra l'uno e l'altro vive sei anni della sua vita senza una famiglia. Così un giorno scappa di casa. Vaga per un anno intero fino a quando non approda a Two Mills, una cittadina al di là del fiume Skullkill e incontra Amanda Beale, una ragazzina di colore, della quale diventa amico. Intanto in città le sue apparizioni destano scompiglio e curiosità. Jeffrey è visto dormire sui gradini della maledetta casa Finsterwald, dalla quale ogni bambino sa di doversi tenere alla larga. Riesce a mettere in scacco un'intera squadra di football liceale (e lui non ha più di nove anni). E soprattutto c'è una cosa che più di tutte sconvolge gli abitanti di Two Mills: Jeffrey corre sempre per spostarsi da un posto all'altro ad una velocità, che per un bambino della sua età è veramente impressionante. Non solo! E' l'unico bambino bianco a girare indisturbato sia nel quartiere "nero", sia nei bassifondi "bianchi" della città. Ci sono tutti i motivi per cui quel ragazzino dall'aria pulita, poco chiacchierone, vestito di stracci, diventi l'idolo dei bambini più piccoli, spesso tiranneggiati dai fratelli più grandi, cosicché vedano nei suoi gesti, effettivamente un po' fuori dagli schemi, qualcosa di eroico e leggendario. E' qui che nasce la leggenda di Mitico Magee. Non potrebbero mai immaginare quei bambini che Jeffrey, rimasto solo al mondo, corra da un posto all'altro per cercare una casa e una famiglia che gli permetta di crescere e gli impedisca di scappare dai propri problemi. Questa famiglia la trova nei Beale, che l'accolgono come un figlio; ma l'odio razziale si riaccende nel quartiere (essendo Magee bianco e i Beale di colore), e Jeffrey è costretto a scappare un'altra volta. Se alla fine, grazie all'amicizia di Amanda e di un altro insospettabile personaggio tornerà dai Beale, dovrete scoprirlo voi leggendo il libro.
E' una storia dolce-amara che non scade mai nel cinismo. Le situazioni dolorose (come quelle comiche) sono mediate dallo sguardo limpido e concreto di un ragazzino che si affaccia all'adolescenza e non sono mai disperate, ma continuamente aperte alla speranza. Niente di sdolcinato, intendiamoci, ma non per questo le vicende sono meno capaci di far riflettere. Un libro facile da leggere, carico di quell'umorismo semplice, che insegna senza averne l'intenzione e diverte come nella migliore tradizione di libri per ragazzi.
Ah! Dimenticavo una cosa… non avrete creduto che Jeffrey abbia baciato un toro armeno? Ci mancherebbe altro che i ragazzini vadano in giro per gli zoo a baciare animali del genere! In realtà era un bufalo.