La Samaritana: uno sguardo profetico
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Tutta la narrazione giovannea possiede come due registri. Un primo registro narra semplicemente dei fatti (e potrebbe far pensare a una narrazione cronologica), un secondo registro narra invece il senso profondo degli accadimenti: l’avvenimento, il suo senso simbolico e profetico.
Come già l’incontro tra Cristo e Nicodemo anche quello con la Samaritana obbedisce a questo duplice livello, uno cronologico e uno simbolico. Se il primo incontro fu tra Gesù e un esponente dell’ortodossia ebraica, il secondo racconta del dialogo tra Gesù e una donna eretica.Vale a dire una categoria di persone interdetta a un ebreo osservante, soprattutto se rabbino.
In questa donna si vede dunque, rappresentata tutta l’umanità lontana da Dio, emarginata per le sue condizioni sociale e religiose. Sant’Agostino vi ha scorto il volto della Chiesa dei gentili che si aprirà, per grazia, alla fede in Cristo. Nella Samaritana c’è inscritto anche il volto dell’uomo di oggi, post moderno e post cristiano il quale, pur avendo radici religiose, conduce spesso una vita lontana dalle pratiche della fede.