"Lontano dal pianeta silenzioso" 1 - Un professore fantastico
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La trilogia spaziale di C. S. Lewis 1 - Lontano dal pianeta silenzioso
Il segno del Leone
Il muso nobile e austero di Aslan, leone dagli occhi azzurri signore di Narnia, fa capolino dalle copertine di due tra i più importanti recenti saggi dedicati a Clive Staples Lewis: “C. S. Lewis – Tra Fantasy e Vangelo” di Paolo Gulisano (1) e “Narnia e oltre” di Thomas Howard . (2) E’ la conferma di un dato incontrovertibile: la popolarità del grande scrittore irlandese è stata rilanciata e moltiplicata a livello planetario dalla trasposizione filmica di tre delle sue “Cronache di Narnia” : “Il leone la strega e l’armadio”, “Il principe Caspian” e “Il viaggio del veliero”. (3)
Potrebbe sembrare strano che un professore di Oxford, docente ed esperto di letteratura inglese medioevale e rinascimentale, sia conosciuto soprattutto per la sua produzione fantastica. In realtà la biografia di C. S. Lewis ci rivela un percorso in cui il fantastico occupa uno spazio importante, e soprattutto si manifesta saldamente connesso con tutto l’itinerario spirituale dello scrittore. Per questo non è possibile scorporare o addirittura contrapporre i testi della sua opera letteraria, che in certo qual modo costituiscono una Summa in cui ogni tassello del mosaico si armonizza con gli altri.
“The Pilgrim’s regress”, ossia il ritorno del pellegrino
La vita di C. S. Lewis (Belfast, 1898 – Oxford, 1963) ci si offre con una abbondanza di episodi e di eventi, dovuta al fatto che egli scrisse ben due libri per raccontare le proprie vicende personali: una ricostruzione allegorica, costruita sul modello di una opera classica della letteratura spirituale anglicana, The Pilgrim’s Progress di John Bunyan (Lewis intitolò il proprio cammino The Pilgrim’s Regress, (4) ossia la storia di un ritorno a casa, alla ricerca dell’isola della felicità). L’autobiografia vera e propria, pubblicata negli ultimi anni di vita, si intitola “Sorpreso dalla gioia” (5) e getta luce sul periodo dell’infanzia e della giovinezza dello scrittore.
Le cronache ci parlano dunque di Jack Lewis (questo il nome preferito da Clive), bambino felice nato a Belfast in una famiglia lealista, protestante, di impronta calvinista. L’intuizione della gioia fu una scoperta precoce del piccolo Jack, nutrito dalla governante Annie Harper con storie del magico folklore scozzese e ben presto avido lettore dei volumi della biblioteca paterna.
Tre eventi traumatici sconvolsero però il sereno mondo di Jack: la morte della madre, la terribile esperienza di due scuole inglesi simili a lager, e la progressiva perdita della fede. Nel 1917, quando partì per il fronte francese della Prima Guerra mondiale, Lewis era un perfetto ateo.
NOTE
1. PAOLO GULISANO, C. S. Lewis – Tra Fantasy e Vangelo, Ed. Ancora, Milano 2005.
2. THOMAS HOWARD, Narnia e oltre. I romanzi di C. S. Lewis (Narnia and Beyond. A Guide to the Fiction of C. S. Lewis, 2006), Marietti 1820, Genova-Milano 2008.
3. Le cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio (The Chronicles of Narnia: The Lion, the Witch and the Wardrobe), regia di A. Adamson, Walden Media e Walt Disney Pictures, 2005.
Le cronache di Narnia – Il principe Caspian (The Chronicles of Narnia: Prince Caspian), regia di A. Adamson, Walden Media e Walt Disney Pictures, 2008.
Le cronache di Narnia – Il viaggio del veliero (The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader), regia di M. Apted, Walden Media e 20th Century Fox, 2010.
Un quarto episodio delle Cronache, La sedia d’argento, è attualmente in lavorazione e la sua uscita è prevista per la fine del 2018.
4. CLIVE STAPLES LEWIS, Le due vie del pellegrino (The Pilgrim’s Regress: an allegorical apology for Christianity, Reason and Romanticism, 1933), Jaca Book, Milano 1981.
5. C. S. LEWIS, Sorpreso dalla gioia – I primi anni della mia vita (Surprised by Joy – The shape of my early life 1955), Jaca Book, Milano 1981.