S. Giuliana di Norwich (1342-1416)
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Il Libro delle Rivelazioni è scritto nel 1413 e riferisce la visione del venerdì 13 maggio 1373 (anno della morte di S. Brigida). Vive da romita, da reclusa.
Si nota in lei l'influsso benedettino della Lectio Divina e quello francescano della pietà affettiva nella meditazione della Passione, inoltre influssi domenicani, carmelitani, agostiniani.
Presenta la visione del sangue che scorre abbondante come durante la flagellazione e la coronazione di spine.

Quarta rivelazione
Capitolo 12
Dopo ciò io vidi, contemplando, il corpo che sanguinava abbondantemente come durante la flagellazione, ed era così: la pelle splendente era lacerata da profonde ferite che penetravano nella tenera carne a causa dei duri colpi su tutto il dolce corpo. Il sangue caldo scorreva con tale abbondanza che non si riusciva a vedere né le pelle né le ferite, perché tutto era coperto di sangue. E quando giungeva al punto in cui avrebbe dovuto cadere scompariva. Ciò nonostante il sangue continuò a scorrere per un certo tempo, fino a che potei osservarlo con attenzione. Ed era così abbondante che mi venne da pensare che se fosse stato veramente fatto di sostanza reale avrebbe insanguinato tutto il letto e sarebbe traboccato tutto all'intorno.
Allora mi venne in mente che Dio ha creato abbondanza di acque sulla terra per il nostro uso e per le nostre necessità fisiche secondo il tenero amore che egli ha per noi. Ma tuttavia egli preferisce che noi prendiamo come medicina perfetta il suo sangue beato per lavarci dai nostri peccati: questa è la bevanda che egli desidera darci più di qualsiasi altra nel creato. Perché il suo sangue è abbondantissimo, così come è preziosissimo per virtù della beata divinità. Ed è della nostra stessa natura, e per la nostra beatitudine esso scorre sopra di noi per virtù del suo amore prezioso.
Il preziosissimo sangue di nostro Signore Gesù Cristo, così come è veramente inestimabile, è altrettanto veramente sovrabbondante.