Condividi:

S. Veronica Giuliani (1660-1727)

Autore:
Giacometti, Giulio - Sessa, Piero
Fonte:
Mimep-Docete ©
Nel 1667 le muore la madre la quale affida ognuna delle cinque figlie superstiti a una piaga di Cristo. Affida Veronica alla piaga del S. Cuore.
Nel 1677 è monaca clarissa cappuccina a Città del Castello. Riceve il dono della trasverberazione del cuore e delle stimmate.
Riceve visioni simboliche della Passione e ne condivide il dolore. Singolare la visione di Gesù Bambino tutto piagato e coronato di spine.
Di notte faceva "le battiture del Signore", cioè si dava la disciplina con una catenella di ferro con 6666 colpi in onore e ad imitazione della flagellazione del Signore.
Nel 1691 riceve per la prima volta il dono della coronazione di spine come ella scrive: "Da che io ebbi quella visione della coronazione di spine, appunto sono adesso 12 anni, mai più mi si è partito il dolore di testa".
Continuerà a sentirlo fino a qualche anno dopo il 1697, anno in cui ebbe le stimmate che si rinnovavano ogni venerdì. La coronazione di spine da allora si rinnoverà nelle maggiori solennità e nella settimana Santa.

Ma qui mi parve che mi si accrescesse il desiderio di sposarmi quanto prima. Altro non guardavo; ché tutta fissa stavo nel Signore. In esso parevami di veder tutto. Esso era così bello, che dire non posso. Parevami che fosse anche vestito; ma il come non posso raccontarlo. Le mani, i piedi ed il costato, cioè le sue piaghe, erano così risplendenti, da sembrarmi, che, invece di piaghe, vi fosse un bellissimo gioiello. Solo la piaga del costato mi parve aperta, e da essa uscivano raggi come di sole. Ciascuno di questi dava più lume del sole che noi vediamo; anzi questo sembra come tenebre al pari di questi che io vedevo.
Di già mi parve che, entro quella santissima piaga, fosse risposto l'anello che io dovevo avere. Ivi pareva che anelasse il mio cuore di voler stanziare in perpetuo.
Io gli dicevo: Signore, vi prego, per le vostre sante Piaghe, a voler perdonare e dare lume a questi vostri nemici; ché così li posso io chiamare, stanteché stanno in vostra disgrazia. Lo sapete che io sono per mezzana fra Voi ed essi. Però eccomi pronta a tutto, purché essi si convertano a Voi. In questo punto, parvemi di vedere le sue sante Piaghe grondanti di sangue. O Dio mio, vi offerisco questo vostro Sangue, e pei meriti di esso, vogliate perdonare a questi tali e tali.
Mentre così diceva, mi fece vedere, per aria, una moltitudine di freccie che stavano per scoccare, come spade pungenti, tutte verso il Signore. Ed esso, da capo a piedi, grondava di sangue. Una tal vista mi apportò gran pena, e mi fece capire, che tutti quei flagelli erano tutti peccati grandi, che, come spade, ferivano il cuore del Signore.
Stando io in orazione, mi venne il raccoglimento, nel quale vi fu anche la visione di Nostro Signore. In un subito, parve che mi si rappresentasse avanti colle sue sante Piaghe tutte risplendenti, in particolare quella del suo santo costato. In questo punto, mi fece vedere che colà dentro vi dimoravano molte anime sue più care.
Questa mattina, nella santa Comunione, vi è stato il rapimento colla visione di Nostro Signore, in quella conformità che l'Umanità SS.
ma fu flagellata alla colonna. In un subito mi ha data tal pena, che ho sentito passarmi da acuta saetta. Ed Esso mi ha detto che veniva a confermarmi nel patire. Tanto diceva, così sentivo. Alla fine mi ha fatto capire che ora vuole darmi un patire nuovo. Così dicendo, io non lo ho veduto più. Solo ha lasciato in me intimo sentimento delle pene. O Dio! Quanto mi penetravano al vivo! Ora io sentivo un incendio, come fossi stata sopra un'ardente fornace. E non pareva vi fosse più tempo per me; quello già fosse luogo di eternità. In un subito sentivo pene atroci, come punture di lancia, come ferri infuocati, come piombo bollente che mi fosse messo in tutta la vita. Io stavo come per aria e parevami di essere legata, coi bracci aperti ed in forma di croce. Ma come fosse ciò, io non lo so raccontare.
Dicendo così, in un subito mi è parso vedere ivi, nel mezzo di quel luogo, il Signore in quel modo, quando fu mostrato al popolo, Ecce homo. Mi parve capire che a tutti richiedeva qualche patimento per i bisogni di Santa Chiesa. Di tanti che si trovavano presenti, nessuno si esibiva per questo. In un istante parve che Esso Signore con volto sdegnato promettesse il castigo. Ed, in quel punto, parvemi capire che vi sarà grande guerra fra i Principi Cristiani; e sarà di danno alla Santa Chiesa; e [di] gran perdita delle anime.
Ebbi un rapimento, in detto tempo, e parvemi vedere, quando il mio confessore si comunicò: Iddio entrò in lui, in figura di bellissimo bambino, tutto grondante di sangue. Specialmente dalle sue ss.
me piaghe grondavano rivi di sangue; e parvemi capire che io lo avvisassi che ciò era fargli una grazia speciale; che, per mezzo delle sue sante piaghe, gli avesse chiesto la conversione di un'anima, a sua elezione; che però, [questa fosse] quella che avesse conosciuta più bisognosa, quando fosse andata ai suoi piedi; e che Iddio gliene avrebbe dato speciale lume ed ispirazione. Mi fece anche capire che faceva parte al mio confessore del merito di questi patimenti che mi partecipava della sua santissima passione.
Mi parve, in un subito, mentre si comunicava il detto Padre, di vedere in quella forma il Divino Bambino venire anche alla volta mia, con un'Ostia in mano. Mi comunicò e, nel medesimo tempo, parve che Esso medesimo venisse in me, in quel modo che era entrato nel cuore del mio confessore. Ebbi speciale dolore delle mie colpe, e, nell'atto medesimo, tornai ai propri sentimenti. Sentivo un dolore grande di avere offeso Iddio, e mi sentivo crepare il cuore.
In un subito, ebbi un nuovo rapimento colla visione di Gesù Bambino, tutto piagato e coronato di spine, che mi faceva un generale invito ad ogni sorta di patimenti. Mi parve che l'anima mia desse il solito consentimento a tutto, secondo la volontà di Dio, ed ebbi nuovo comando di manifestare tutto al mio confessore e di scrivere tutto. Così mi ha confermato l'Obbedienza. Sia tutto a gloria di Dio e per amore di Dio! Il venerdì santo mi parve di avere una visione e fu in questa maniera. Mi si rappresentò il Signore tutto piagato e coronato di spine. Oh! Dio! che dolore avevo di sì grande spettacolo! Sentivo pena delle pene che aveva sentite il Signore e, nel medesimo tempo, avevo dolore intimo dei miei peccati per le offese che gli avevo fatte. Stavo fra questi due punti: il suo amore infinito e la mia ingratitudine. E mi pare che così andassi dicendo: "Mio Signore, non più ingratitudini né peccati. Ora voglio cominciare ad amarvi, e perché possa una volta stabilirmi e congiungermi con voi, datemi a sentire le vostre pene. Signor mio, venite a me, datemi cotesta corona, acciò le punture delle spine siano voci per me per dirvi quanto io bramo d'amarvi". Mentre così dicevo, parevami che il Signore si approssimasse a me. Oh! Dio! Quello che io provai per via di comunicazione in quel tempo non posso descriverlo; solo conoscevo che il Signore voleva farmi la grazia che gli chiedevo. In questo mentre mi si aggiunse un so che, ma io non comprendevo cosa fosse; solo dopo ho compreso che, nel medesimo raccoglimento, quando stavo fuori de' sensi, come appunto mi pareva che fosse, ebbi nel punto stesso un rapimento il quale mi tirò ad una unione con Dio, che non capivo più nulla; solo stavami al vivo che il Signore voleva farmi una grazia. Così mi parve che dicesse che cosa volevo. Ed io dissi: "Se è il vostro volere e gusto, vorrei questa corona". Ed esso fecemi intendere che io sarei contentata. Frattanto stavo ansiosa di dette pene. Ed esso si cavò la corona di capo e mi disse un so che, ma ora non mi ricordo. Posò detta corona nel mio capo e parvemi di sentire passare le punture delle spine sino dentro la bocca, dentro le orecchie, dappertutto il capo, negli occhi, nella tempia e nel cervello.
Avevo tal pena, che cascai giù per terra come morta. Il Signore mi levò di terra e dissemi: "Queste pene le sentirai finché avrai vita, quando più, quando meno, secondo che vorrò io". Di nuovo cascai per terra, ed il Signore mi sollevò. Così feci per la terza volta. Oh! Dio! quello che il Signore mi comunicò sopra i suoi dolori non posso descriverlo: so bene che mi lasciò impressa nel cuore la sua santissima passione in modo, che mai più me ne sono dimenticata.
Dopo tutto ciò ritornai in me, ma più morta che viva. Sentivo benissimo detta corona in capo e, per la pena che sentivo, non potevo stare in piedi: gli occhi appena li potevo aprire, e questo con gran dolore. Erami tutto il capo così gonfiato e con tal dolore, che non potevo stare in modo nessuno. Non volevo che nessuna si avvedesse di ciò, dissimulavo quanto potevo; ma mi si gonfiò anche tutto il volto, in specie gli occhi. Le sorelle mi domandavano che cosa avevo: io dissi che mi doleva un poco il capo. Stiedi così per buon tempo, e sempre con dolore grande.
Poiché questa coronazione di spine, secondo che Gesù qui le promette, sarà alla nostra Santa rinnovata più volte nel lungo corso della sua vita, credo bene riferire qui subito ciò che intorno ad essa depone nei processi la Ven. suor Florida, e di riferirlo con le sue parole medesime: "Talvolta (così essa) Gesù si levava la propria corona di spine dal suo capo e la poneva in quello di suor Veronica, a cui penetravano dentro il suo capo le spine medesime che le davano acerbissimo dolore… Su questo particolare, per ordine della santa obbedienza veniva suor Veronica da me acciò l'osservassi e la visitavo, e vedevo... intorno alle fronte come un cerchio tendente in rosso; altre volte vi ho notato certe bolle grosse come un capo di spilla in forma di bottoncino; altre volte aveva la fronte sparsa di segni di color paonazzo, attorno, come figure di spine che scendevano verso gli occhi. Ed in specie vidi scendere verso l'occhio destro uno di questi segni, come spina, che passava sino sotto l'occhio medesimo, il quale lagrimava, e le lagrime vidi e riconobbi dal velo, con cui le rasciugava che erano sanguigne, conforme io ho visto, e riferito ai confessori che più e più volte m'imponevano osservarla". Lo stesso benché in forma diversa, affermano nei medesimi processi con giuramento molti altri testimoni, sicché quanto ci narra la Santa non può mettersi menomamente in dubbio.