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Atei contro la fivet - Bibliografia minima - 6

Autore:
Samek Lodovici, Giacomo

La condanna di fivet, clonazione umana, selezione degli embrioni ecc., non dipende dalla fede, perché basta usare la ragione per pronunciarla, tanto è vero che essa è condivisa da vari atei e agnostici.
Daniel Callahan (USA), ateo, è uno dei pionieri della bioetica e ha fondato l’Hasting Center, che è uno dei più importanti pensatoi in materia. Dice che «come una persona, gli embrioni sono degni della nostra considerazione, come hanno stabilito tre commissioni americane. Non esiste […] rispetto per la vita compatibile con l’uccisione degli embrioni». Inoltre, «al momento non esiste una ragione medica per intraprendere la strada della sperimentazione sulle staminali embrionali». Ancora, «se un embrione venisse rifiutato per ragioni genetiche, queste non potrebbero fornire motivi certi che quel figlio avrebbe avuto una vita miserabile». E la fivet? «Bisogna porre limiti precisi […]. Si tratta di una scelta dolorosa, ma la medicina non ha il dovere né l’obbligo di intervenire in tutti i casi» (Il Foglio, 29.01.05, p. 2).
Angelo Vescovi è un luminare della ricerca sulle cellule staminali del S. Raffaele di Milano. A dispetto del suo cognome, è agnostico, e dice che «clonare esseri umani per poi distruggerli è un delirio», perché «la vita nasce all’atto della formazione dello zigote». E prosegue: «sono del tutto agnostico. E la mia analisi non si basa su una logica religiosa. Eppure a me, scienziato illuminista, la ragione dice due cose: che gli embrioni sono esseri umani e che crearli per poi distruggerli è una sconfitta». Ancora: «la scienza è assoggettabile agli stessi limiti che si pone la società in cui essa vive. Altrimenti è barbarie» (L’Espresso n. 34, 2004).
Judi Norsigian è una femminista americana storica, eppure è contraria alla produzione di embrioni a scopo di ricerca e alla clonazione e diffida della fivet. Dice che sperimentare sugli embrioni è «un rischio, un grande rischio», ed è una violenza, perché il corpo della donna diviene puro veicolo produttore. Tenta di proteggere le donne dalla «pressione sociale per la donazione degli ovociti» e dai rischi per la salute delle tecniche di prelievo degli ovuli: «la stimolazione ovarica può causare nell’8 % dei casi la sindrome da iper stimolazione […] fino al rischio della vita» (Il Foglio, 12.03.05, p. 2).
Pietro Barcellona, ateo, ex deputato del Pci, insegna Filosofia del diritto a Catania e spiega: «l’uomo non deve consentire che tutto ciò che è tecnicamente fattibile diventi lecito». Invece «c’è il tentativo dell’uomo di realizzare un vecchio sogno delirante di onnipotenza, quello cioè di autogenerarsi». Inoltre la fivet «è un tecnica che dà alla donna spesso una sensazione di deprivazione del corpo […]. Moltissime donne subiscono questa pratica come un trauma profondo della propria femminilità perché hanno la sensazione di essere trattate come fossero messe in fila in una catena di montaggio». Infine, la posta in gioco «non è uno scontro tra laici e cattolici, è una questione che riguarda la visione dell’uomo» (Avvenire, 26.02.05, p. 19).
L’appassionata battaglia dell’ateo Giuliano Ferrara in difesa dell’embrione è ben nota e tra i tanti articoli ne possiamo qui trascegliere uno. «I figli non sono un diritto», dice Ferrara, «non sono come esigibili per legge o fabbricabili a piacimento […], sono una possibilità dell’amore» e non si possono uccidere embrioni «con dosi massicce di disprezzo per il diritto, quello si un diritto, alla vita». Ancora: «non è in questione la religione […]. È in questione un’elementare riflessione civile sul mondo e sull’umanità» (Il Foglio, 5.12.2003).

Bibliografia minima

Sullo status di persona dell’embrione
E. Sgreccia, Manuale di bioetica, Vita e Pensiero 1994.
G. M. Carbone, L’embrione umano: qualcosa o qualcuno? ESD 2005.
www.disf.org/Voci/56.asp
V. Possenti, L’embrione è persona? in Idem, Approssimazioni all’essere, Il poligrafo 1995, pp. 111-129.
Pontificia Academia Pro Vita, Identità e statuto dell’embrione umano, Lev 1998.
C. Casini, Cinque prove dell’esistenza dell’uomo, in «Sì alla vita», febbraio 2005.
C. Vigna – F. Botturi – E. Agazzi – A. Corradini – E. Berti – H. Seidl, Bioetica e persona, «Per la filosofia», 25 (1992).
F. Turoldo, Bioetica e persona, in «Religione & scuola», 2 (1988), pp. 66-72.
C. Bellieni, L’alba dell’«io». Dolore, desideri, sogno, memoria del feto, SEF 2004.

Sul web c’è un impressionante filmato: un’immagine a ultrasuoni di un bambino che subisce l’aborto nel grembo di sua madre, cfr. www.kattoliko.it/leggendanera/bioetica/urlosilenzioso.htm Per comprendere che cosa sia veramente l’aborto.

Sulla fivet
G. M. Carbone, La fecondazione extracorporea, ESD 2005.
C. Navarini, Procreazione assistita? Le sfide culturali: selezione umano o difesa della vita, Portalupi 2005.
M. Rhonheimer, Etica della procreazione, Mursia 2000.
E. Sgreccia, Manuale di bioetica, Vita e Pensiero 1994.
M.L Di Pietro - E. Sgreccia, Procreazione assistita e fecondazione artificiale tra scienza, bioetica e diritto, La Scuola 1999.
www.impegnoreferendum.it
www.comitatoscienzaevita.it/index.php
www.mpv.org