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Ti piacerebbe essere nato così? Risposta di sr. Gloria alle lettere

Fonte:
CulturaCattolica.it ©
Lettera di un nato in vitro all’amico



Carissime,

ho letto le vostre mail e vi ringrazio per avermi dedicato del tempo. Mi duole e mi sorprende il tipo di lettura che è stata fatta della mia lettera, però mi rendo conto che quando si scrive qualcosa è impossibile mettersi nei panni di tutti.

Ognuno di noi è libero davanti a Dio, libero di amare o di odiare, libero di scegliere il bene o il male. A volte la divisione tra bene e male è così difficile da comprendere! Specie quando ci sono in ballo altri esseri umani, altre vite che hanno tutte il diritto di vivere. Voi siete totalmente libere di decidere quello che vi sembra il bene più grande per voi e per vostro figlio. Io rispetto profondamente questa vostra libertà.

Comprendo benissimo il vostro dolore e il vostro dramma, condivido con tutto il mio cuore il vostro desiderio di maternità, ma il rischio della vita vostra e dei bambini che pure con amore cercate è molto alto, troppo perché la mia coscienza abbracci senza riserve le attuali proposte della scienza, nel merito.

Nella mia lettera non intendevo disprezzare nessuno, né catalogare i bambini in serie A e B. Ogni bambino che vede la luce è benedetto da Dio, indipendentemente da come è stato concepito: su questo sono perfettamente d'accordo con ciascuna di voi. Non è per colpire un qualunque bambino, né i suoi genitori che ho scritto quanto ho scritto.

Come ho già avuto modo dire: Il mio intento era semplicemente quello di far riflettere sul Mistero della vita e sul suo principio divino. Non il desiderio di ingaggiare una crociata mi ha spinto a scrivere, quanto la passione per quell'accadimento che è dentro l'incontro di due vite che si uniscono nel senso più concreto del termine. Ho pensato semplicemente al dramma che potrebbe sorgere in un'anima che scoprisse la sua origine, lo stesso dramma che potrebbe colpire qualunque essere umano che si scoprisse in qualche misura diverso. Tutte voi sapete meglio di me che nella vita succede anche con figli nati in modo naturale.
Quello che ho scritto riguarda quel singolo ipotetico caso e non è applicabile a tutti indistintamente né nella lettera ho dato di lasciar intendere che tutto quanto lì espresso potesse essere associato, in modo massificante, a qualsiasi situazione e a qualsiasi essere umano che venisse trovarsi in quelle medesime condizioni.

Volevo far riflettere al di là e al di sopra di molte asserzioni teoriche e invitare allo scambio aperto e pacato, alla preghiera, su un tema che sfugge, tanto sono ancora piccole e immature le nostre conoscenze nel campo. Le vostre lettere mi testimoniano che di questa riflessione e di questo scambio c'è molto bisogno.

Vi sono profondamente vicina nella vostro desiderio di maternità e nella vostra lotta per la vita e rispetto la vostra opinione in merito, sebbene io - perdonatemi - rimanga molto perplessa circa la strada imboccata dalla scienza.
Mi dispiace che vi siate sentite offese e vi chiedo scusa, assicurandovi comunque il mio ricordo nella preghiera e augurandovi ogni bene

Sr. M. Gloria